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Simone Masè (BAT Italia): “Tabacco, una filiera in trasformazione”

Simone Masè, presidente e amministratore delegato di BAT Italia
Simone Masè, presidente e amministratore delegato di BAT Italia 

Come spiega Simone Masè, ad e presidente di Bat Italia: “Sfruttiamo l’IA e i dati satellitari per supportare la gestione dei campi secondo logiche di agricoltura di precisione”. Se ne parlerà al G&B Festival il 5 giugno. Iscriviti gratis per partecipare

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Quali sono i Paesi nei quali si produce più tabacco? Guardando alla geografia mondiale, al primo posto si trova la Cina, con oltre 2,2 milioni di tonnellate. Poi, Brasile (uno dei principali esportatori), India, Stati Uniti, grandi Paesi africani come lo Zimbabwe e il Malawi. Nel Vecchio Continente, invece, al primo posto tra i produttori di tabacco c’è l’Italia. Secondo i dati del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf), la filiera italiana copre una quota del 27% del tabacco greggio europeo, con volumi complessivi che si attestano sulle 43.000 tonnellate. Una coltivazione che non è però diffusa su tutta la penisola: sono Campania, Umbria, Veneto e Toscana, che insieme rappresentano il 97% della produzione nazionale.

Ma quali sono le caratteristiche di questa filiera? Quella del tabacco in Italia in alcune Regioni è una coltura radicata sul territorio, anche perché sono molti gli attori che ne fanno parte e ne garantiscono continuità: le imprese agricole, le organizzazioni di produttori, gli operatori industriali e, non ultime, le istituzioni. Un esempio sono gli accordi firmati tra le multinazionali del tabacco e il governo italiano, come il rinnovo del Memorandum d’Intesa sottoscritto nel settembre 2025 dal Masaf e da BAT Italia. L’accordo prevede che nel triennio 2026-2028 l’azienda si impegni ad acquistare fino a 15.000 tonnellate di tabacco l’anno proveniente dalla Campania e dal Veneto, con un presidio specifico su varietà ad alta specializzazione: Burley in Campania e Virginia Bright in Veneto.

"Crediamo profondamente nell’agricoltura italiana e lo dimostriamo con fatti concreti: investimenti, accordi pluriennali, innovazione tecnologica e un impegno costante verso i territori. Oggi supportiamo oltre 400 piccole e medie imprese, e più di 6.000 addetti. È da questa base concreta che vogliamo continuare a contribuire alla crescita di una filiera tabacchicola più forte, innovativa e sostenibile, capace di creare valore economico e occupazionale nel lungo periodo, in linea con il nostro purpose di costruire un “A Better Tomorrow” per le comunità in cui operiamo", spiega il presidente e amministratore delegato di BAT Italia Simone Masè, che sarà ospite del G&B Festival il 5 giugno.

Una delle principali caratteristiche su cui si basa la filiera è la programmazione pluriennale degli acquisti, una promessa di stabilità per le imprese agricole e per le organizzazioni di produttori, che crea le condizioni per agevolare investimenti di medio-lungo periodo. Ecco perché questa filiera è spesso una delle prime a essere impattata dall’innovazione: negli ultimi anni, il tema centrale nel dibattito di settore è diventato quello della sua transizione verso una maggiore sostenibilità.

La tenuta del comparto passa, infatti, anche dalla capacità di coniugare tradizione produttiva e capacità di rinnovarsi: maggiore sostenibilità ambientale, digitalizzazione dei processi, agricoltura di precisione, uso più efficiente delle risorse e strumenti di monitoraggio più evoluti sono oggi elementi chiave per rafforzare la competitività e la resilienza del settore.In questa direzione si inserisce anche “WePlant”, il progetto sviluppato dalla start-up JustOnEarth in collaborazione con BAT Italia, che integra Intelligenza Artificiale e dati satellitari per supportare la gestione dei campi secondo logiche di agricoltura di precisione. Aggiunge Masè, "innovazione e tecnologia rappresentano una leva strutturale. Dalla raccolta e gestione dei dati all’adozione di strumenti digitali per la programmazione agricola, fino a sistemi più avanzati di misurazione e tracciabilità, il futuro della filiera dipende dalla capacità di produrre in modo più efficiente, più sostenibile e più integrato. È in questo equilibrio tra radicamento territoriale e modernizzazione che si gioca oggi la solidità della filiera tabacchicola italiana".