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Le soluzioni

Ranchino (Reply): “Le scelte energetiche in mano ai cittadini”

Andrea Ranchino, partner di Sense Reply
Andrea Ranchino, partner di Sense Reply 

Secondo Andrea Ranchino, partner di Sense Reply: “Grazie all’intelligenza artificiale possiamo orchestrare la complessità. I consumatori sono sempre più protagonisti della transizione ecologica e le aziendesi devono adeguare”. Se ne parlerà al G&B Festival il 5 giugno. Iscriviti gratis per partecipare

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“Per oltre un secolo il sistema energetico è stato costruito su un paradigma stabile: produzione centralizzata, domanda prevedibile, infrastrutture lineari. L’energia era un servizio continuo e invisibile, più vicino a una commodity regolata che a un ecosistema dinamico. Oggi quel paradigma è stato profondamente trasformato dalla rivoluzione in corso da qualche anno. La produzione non è più concentrata in poche grandi centrali programmabili: è distribuita tra migliaia di asset rinnovabili, sistemi di accumulo, comunità energetiche, imprese e consumatori sempre più attivi”. La riflessione di Andrea Ranchino, Partner di Sense Reply, fotografa una mutazione genetica del settore energetico: il passaggio da un sistema rigido a un ecosistema che evolve in tempo reale, guidato da dati e capacità di coordinamento continuo.

In questo scenario, influenzato da un contesto geopolitico che ha ridato centralità all’energia tra sicurezza, efficienza e autonomia, il valore non risiede più soltanto nella capacità produttiva. Il campo di gioco, osserva Ranchino, si è spostato sulla gestione di una volatilità senza precedenti, con mercati che si muovono in finestre temporali sempre più ristrette. "La sfida non è più soltanto produrre energia, ma anche e soprattutto orchestrare la complessità. Domanda, disponibilità degli asset, vincoli di rete, capacità di accumulo e segnali regolatori cambiano in tempo reale. Saper leggere i dati e trasformarli rapidamente in decisioni operative sono fattori competitivi centrali”, spiega Ranchino. La produzione rinnovabile, dipendente da variabili atmosferiche come vento e irraggiamento, trasforma così, ad esempio, una previsione meteo accurata in un asset industriale cruciale, tanto quanto un’infrastruttura fisica come un parco eolico. Di fronte a una transizione così profonda e veloce, le imprese sono chiamate a diventare realtà intelligence-intensive e fare del dato uno strato fondamentale di coordinamento dell’intero sistema di distribuzione dell’energia. La trasformazione non è però confinata ai perimetri aziendali. Coinvolge direttamente i cittadini, trasformando il consumatore da utente passivo a nodo attivo della rete. Ad esempio, attraverso dispositivi connessi, app di monitoraggio e termostati smart, le famiglie stanno imparando a governare quotidianamente l’energia, contribuendo alla flessibilità del sistema con scelte consapevoli sui consumi.

"Qui l’intelligenza artificiale assume un ruolo decisivo e diventa un abilitatore della transizione, sia per le imprese sia per le persone. Previsioni multi orizzonte, ottimizzazione dei portafogli e dei consumi, gestione della flessibilità e automazione intelligente trasformano il modo in cui produciamo e utilizziamo energia", sottolinea il partner di Sense Reply. Al tempo stesso, l’integrazione dell’intelligenza artificiale porta con sé una nuova responsabilità: la necessità di alimentare i modelli generativi e i data center in modo sostenibile. Ossia non solo usare la tecnologia per ottimizzare il sistema energetico, ma definire modelli di utilizzo dell’intelligenza artificiale che siano a loro volta efficienti e consapevoli.

La sostenibilità, conclude Ranchino, non è più una funzione separata o un’operazione reputazionale ma è una scelta strutturale, che passa dall’integrazione di soluzioni come la carbon capture nei settori più difficili da decarbonizzare, fino alle scelte individuali di mobilità e stile di vita: "Nei prossimi 20 anni la capacità di governare questa complessità, rendendola intelligente, resiliente e sostenibile, sarà uno dei principali fattori di competitività per l’Europa. Sarà soprattutto una responsabilità condivisa, perché l‘energia è sì infrastruttura economica, leva geopolitica e un asset di sovranità. Ma allo stesso tempo è un gesto quotidiano, perché siamo noi a indicare e decidere la direzione".