Festival di Green&Blue 2026
L’allestimento

Piano B, così si pianifica un evento green

Il G&B Festival 2025 nel Museo Nazionale Scienza e Tecnologia di Milano
Il G&B Festival 2025 nel Museo Nazionale Scienza e Tecnologia di Milano 

“Il partecipante non è più un ospite passivo, è un co-creatore dell’impatto”, dice Mario Viscardi, direttore creativo di Piano B, che ha curato gli allestimenti del nostro festival. Ma da dove si comincia? Una guida rapida per saperlo

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Per il secondo anno consecutivo il Festival di Green&Blue, quest’anno dedicato a “Noi. Salvare il Pianeta un impegno collettivo”, si svolgerà negli negli spazi del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, in via Olona 4.

Può un festival sull’ambiente e la sua protezione non essere attento alla sostenibilità? Domanda retorica alla quale risponde bene Mario Viscardi, direttore creativo di Piano B, che da anni sta dietro la tre giorni milanese: “Un evento non inizia quando si stacca il biglietto. Non finisce con l’ultimo applauso. La sostenibilità di un format si gioca tutta nel prima e nel dopo”. D’altronde, il Festival Green&Blue, prodotto per Repubblica nel 2022 e nel 2023 e premiato come Evento Sostenibile BEA Italia, è la prova che si può fare grande pubblico senza grande impatto. Come dice sempre Viscardi: “Progettare un evento oggi non significa più solo scegliere una bella location o un ospite interessante. Significa immaginare il ciclo di vita di ogni metro di moquette. La provenienza di ogni chilowattora. Il destino di ogni eccedenza alimentare. Il ‘prima’ è visione strategica. Il ‘dopo’ è eredità. O, nel peggiore dei casi, rifiuto”.

Mario Viscardi, direttore creativo di Piano B
Mario Viscardi, direttore creativo di Piano B 

E, in tema con il titolo del Festival di Green&Blue di quest’anno dedicato al "NOI”, ovvero a quello che possiamo fare nel nostro piccolo per avere il minor impatto possibile sull’ambiente e sulle risorse del Pianeta, in Piano B sono convinti che l’attore protagonista dal punto di vista della sostenibilità sia lo spettatore, il fruitore delle mostre e dei workshop. “Il partecipante - spiega ancora il direttore creativo - non è più un ospite passivo. È un co-creatore dell’impatto. Senza di lui, anche l’evento più green resta una dichiarazione di intenti”.

E per questo ci sono delle domande da farsi quando si partecipa a un festival, si visita una fiera, si segue una grande convention. Il manifesto di Piano B le illustra, punto per punto.

La tua Green Checklist: quanto è sostenibile ciò che vivi?

La prossima volta che entri in un festival, in una fiera, in una grande convention, prova a guardarti intorno. Ecco una guida rapida per ridurre la tua impronta.

La mobilità: come sei arrivato qui?

L'impatto più pesante di un grande evento è quasi sempre negli spostamenti del pubblico.

Check: L'organizzazione ha previsto navette, accordi con i mezzi pubblici o incentivi per il carpooling?

Il tuo gesto: Scegli il treno. Scegli la bici. Se devi prendere l'auto, riempila. Il viaggio è già parte del racconto.

Food & beverage: cosa stai mangiando?

Il cibo non è solo nutrimento. È un messaggio politico e ambientale.

Check: Le opzioni sono a filiera corta? C'è una presenza vera di piatti plant-based? Esistono sistemi per il recupero dei pasti non consumati?

Il tuo gesto: Borraccia, se permesso. Niente eccessi: ordina solo ciò che mangerai davvero. E chiedi sempre se le posate sono riciclabili. Se non lo sono, incazzati. E fallo notare. Sempre.

Allestimenti: dove finirà questa struttura?

Il design circolare è la firma di chi progetta con la testa.

Check: Vedi materiali naturali, riciclati, strutture modulari noleggiate (e quindi riutilizzabili)? O un trionfo di plastica monouso e PVC destinato alla discarica?

Il tuo gesto: Rispetta gli spazi. Differenzia bene. La tua collaborazione è l'ultimo anello della catena del riciclo. Se non ti mettono nelle condizioni, fallo notare.

Il "dopo": cosa resta al territorio?

Un evento sostenibile lascia il luogo meglio di come l'ha trovato.

Check: L'evento ha coinvolto la comunità locale? C'è un piano di ripristino o di compensazione per l'area occupata?

Il tuo gesto: Cerca i progetti di legacy. Condividi sui social non solo il palco, ma anche le buone pratiche che hai notato.

Infine, la sostenibilità non è una sottrazione di divertimento. È un’aggiunta di valore. Riassume Viscardi: ”Noi continueremo a progettare infrastrutture leggere e pensieri lunghi. Ma anche la consapevolezza di chi partecipa che trasforma un appuntamento in un motore di cambiamento”.

La sfida che lancia Piano B è collettiva. “L'unica traccia che vogliamo lasciare è un'idea nuova nella tua testa. Non un rifiuto in più sul prato”, anche noi di Green&Blue vi invitiamo a pensarci e a provarci con noi – tutti assieme – al nostro festival.