Promettono di rivoluzionare il trasporto urbano e regionale offrendo una nuova dimensione di mobilità: quella verticale. Dotati di rotori o ventole elettriche, i velivoli a decollo e atterraggio verticale (Vtol), e nella loro evoluzione più avanzata gli eVtol (electric Vtol), possono decollare e posarsi senza bisogno di piste, spostandosi in modo diretto da vertiporti cittadini a centri urbani o hub aeroportuali. Pensati inizialmente come taxi volanti silenziosi ed ecologici, gli eVtol si stanno evolvendo in mezzi multiuso: dal trasporto passeggeri al delivery, dalle ambulanze volanti fino a impieghi militari o di protezione civile. I primi prototipi hanno già volato e numerosi player del settore puntano a una diffusione commerciale entro la seconda metà del decennio.
Secondo i dati di Global Market Insights, nel 2024 il mercato globale degli eVtol è stato valutato circa 772 milioni di dollari, con una produzione annua stimata di 355 velivoli. Ma è solo l’inizio: si prevede che il settore crescerà con un tasso annuo medio del 31,4% fino al 2034, arrivando a superare gli undici miliardi di dollari nel prossimo decennio. Un’espansione trainata dalla crescente urbanizzazione, dalla domanda di mobilità sostenibile e dagli investimenti pubblici e privati nel settore aerospaziale, ma anche dalla necessità di soluzioni alternative al traffico cittadino, sempre più congestionato. La maggior parte degli eVtol progettati oggi è pensata per tragitti brevi, inferiori ai 100 chilometri: tratte ideali per collegare aeroporti e centri urbani, o per attraversare grandi città evitando il traffico. Questo segmento – noto come urban air mobility – da solo ha generato oltre 550 milioni di dollari nel 2024. Ma cresce anche l’interesse per modelli a medio raggio (100-300 km), con un tasso di espansione superiore al 36% annuo.
Sul fronte operativo, la maggioranza dei modelli oggi in sviluppo prevede la presenza di un pilota a bordo, ma la vera rivoluzione arriverà con gli aerotaxi completamente autonomi. Ancora in fase sperimentale, questi velivoli promettono costi inferiori e maggiore accessibilità, ma dovranno affrontare sfide complesse in termini di certificazione, sicurezza e accettazione da parte del pubblico. Eppure, secondo le stime, sarà proprio il segmento autonomo a crescere più rapidamente, con un tasso annuo del 44,8%. Oltre al trasporto passeggeri, gli eVtol trovano applicazione in altri settori: dal trasporto merci alla logistica dell’ultimo miglio, fino agli interventi d’emergenza. In particolare, il segmento delle ambulanze aeree si sta ritagliando un ruolo chiave, con una crescita media prevista del 29% annuo: silenziose, veloci e senza emissioni, potrebbero rivoluzionare l’assistenza medica nelle città.
Affinché gli eVtol possano realmente “spiccare il volo” su scala commerciale, restano però ancora molti ostacoli da superare. Il primo è normativo: le autorità dell’aviazione civile, sia europee che americane, stanno lavorando per definire i criteri di sicurezza, certificazione e traffico aereo urbano. Il secondo riguarda le infrastrutture: servono vertiporti, reti di ricarica elettrica, spazi sicuri e integrati nei tessuti urbani. Infine, c’è la sfida culturale: i cittadini sono pronti ad accettare piccoli velivoli elettrici che sorvolano i centri abitati? Secondo i produttori, la chiave sarà la trasparenza, il coinvolgimento delle comunità locali e la progressiva dimostrazione della sicurezza dei mezzi.
La competizione internazionale è già cominciata. Gli Stati Uniti guidano il mercato con una quota da oltre 270 milioni di dollari, seguiti da Germania e Regno Unito, dove stanno nascendo progetti pilota di mobilità aerea urbana e si punta su una regolamentazione più flessibile. In Asia, la Cina ha investito su scala industriale in player come EHang, mentre l’India – spinta dall’iniziativa “Make in India” – sta accelerando con una crescita prevista del 36,5% annuo. Anche nel nostro Paese l’interesse è in crescita: Enac ha avviato progetti di studio sulla mobilità aerea avanzata e alcune università stanno sviluppando tecnologie legate a propulsione elettrica, sensori e intelligenza artificiale per il volo autonomo. Milano, Roma e Torino sono tra le città candidate per ospitare vertiporti sperimentali in vista dei grandi eventi internazionali del 2030.