A San Vito Lo Capo il cous cous non è semplicemente un piatto. È una lingua comune che cambia accento a seconda di chi la parla, attraversa regioni e culture, mette insieme memoria e creatività. E alla ventinovesima edizione del Cous Cous Fest, in programma fino al 27 settembre, il primo verdetto è arrivato dal Campionato italiano di Cous Cous Conad, antipasto della sfida internazionale.
A vincere è stato Daniele Tantucci, chef e docente di cucina di Senigallia, che ha conquistato sia la giuria tecnica sia quella popolare con il suo “Cous cous mediterraneo con tartare di tonno”. Classe 1972, cuoco dal 1987 e docente dal 1996, Tantucci ha costruito un piatto che parte dalla freschezza di zucchine novelle, basilico e datterini gialli, incontra la tartare di tonno rosso e prende carattere con capperi di Pantelleria, olive taggiasche, pomodori secchi e peperoncino. A rimettere tutto in equilibrio arriva lo yogurt, utilizzato per la sua acidità. Tanti ingredienti, ma senza l’effetto “tutto dentro”: il merito sta proprio nel riuscire a farli convivere senza che uno sovrasti l’altro. Un equilibrio tra sapidità mediterranea, freschezza, piccante e acidità, sostenuto da precisione tecnica ed eleganza nella presentazione.
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Tantucci ha preceduto Carolina Rossino, arrivata da Carloforte, in Sardegna, mentre agli altri due concorrenti sono andati i premi speciali. Barbara Conti, food & travel blogger e storyteller della cucina siciliana, si è aggiudicata il Premio Cucina Sostenibile con “Un viaggio nel Mediterraneo”, cous cous con gamberi scottati e zucchine croccanti. Il suo racconto comincia prima ancora del piatto, con l’incocciatura a mano della semola imparata in Tunisia, e prosegue in Sicilia tra zucchine del Ragusano, pomodorini di Pachino Igp, gamberi di Mazara del Vallo e basilico. Un viaggio che attraversa il mare e mette insieme gesti antichi, territorio e attenzione all’uso delle risorse.
Al confine fra memoria e contemporaneità si muove invece Michele Perrino, salentino classe 1988, oggi a Milano e fondatore di SUQSU, vincitore del Premio Tradizione & Innovazione. Il suo piatto, “Armonia”, abbina un cous cous profumato alla paprika a un calamaro farcito con menta, prezzemolo e cipolla, giocando poi con patate e carote, pistacchi, olive taggiasche e limone confit. Il guizzo arriva con una chips di cous cous e una crema di friggitelli e lime: il Mediterraneo della memoria che si diverte a cambiare abito.
Ma la sorpresa più giovane della competizione ha appena 18 anni. Alessia Groppuso, classe 2008 e studentessa dell’Istituto alberghiero Danilo Dolci di Partinico, ha vinto il Next Generation Student Contest Conad osando trasformare il cous cous in dessert. Il suo “Ventu ri Sciroccu” mette insieme semola, spezie, agrumi, ricotta, cioccolato e frutta secca seguendo la “legge del tre”: tre tecniche, tre colori e tre forme. Un piccolo esercizio di geometria gastronomica dedicato alla Sicilia, al suo sole, allo scirocco, al mare e alla campagna. La vittoria le vale una borsa di studio da mille euro e, soprattutto, l’ingresso nella squadra italiana del Campionato del mondo. Ed è proprio lì che approderà anche Tantucci, chiamato a rappresentare l’Italia insieme al capitano Enrico Figuccia, chef sanvitese.
Dopo gli accenti regionali, dunque, arrivano quelli del mondo. E il cous cous torna a fare ciò che gli riesce meglio: viaggiare, mescolare culture e cambiare continuamente veste senza perdere la propria identità.