C’è chi è rimasto a due ettari dopo sessanta vendemmie, chi sperimenta con i vitigni resistenti e chi assume persone con fragilità psichiatrica. I sette premi speciali di Slow Wine 2027 omaggiano i produttori di un settore alle prese con consumi in calo, costi crescenti e un clima sempre meno prevedibile. La guida di Slow Food Editore, presentata il 17 ottobre al Superstudio Maxi di Milano, si confronta infatti con un mondo complesso ma ottimista, registrando anche 168 nuovi ingressi, con una particolare vivacità dei giovani e del Sud, Sicilia in testa.
Curata da Giancarlo Gariglio e dedicata a Carlo Petrini, la diciassettesima edizione raccoglie 2.059 schede di cantine e 7.809 vini recensiti, frutto del lavoro di 253 collaboratori per un totale di 247 Chiocciole. In un mondo che cambia alacremente, il premio alla Carriera dice molto su questa Guida che in pieno stile Slow Food non smette di guardare alla terra e a chi la ama.
Come Teobaldo Rivella, produttore a Barbaresco, che ha attraversato la trasformazione delle Langhe senza cambiare la dimensione del proprio lavoro: "In questi anni non mi sono ingrandito: è la dimensione che potevo gestire con l’aiuto di mia moglie”. Due ettari, la rinuncia alla chimica e le mode osservate passare, continuando a coltivare e vinificare secondo le proprie convinzioni. La guida premia questa continuità, mantenuta mentre intorno cambiavano il valore delle terre, il mercato e la reputazione internazionale del territorio.
Un altro modo di misurare il lavoro è quello di Nikolas Juretic, a Cormons, in Friuli, che riceve il premio al Giovane Vignaiolo per Slow Wine 2027. Ha cominciato a vinificare le uve di famiglia nel 2018, dopo esperienze in Italia e all’estero. L’attività con Simonit&Sirch, specialisti della potatura, gli ha fatto conoscere vigne diverse e altrettanti modi di gestirle. Oggi segue le singole parcelle e ne imbottiglia separatamente i vini, portando in cantina la stessa attenzione dedicata alle piante. Con il progetto Senza Meja contribuisce inoltre a riunire una nuova generazione di vignaioli friulani e sloveni.
Dalla Borgogna alla Puglia è invece il percorso di Nicola Siriaco, Novità dell’anno. A Putignano ha trasformato l’azienda agricola di famiglia applicando alle proprie uve quanto imparato all’estero: osservare e vinificare parcella per parcella. Tra i suoi vini, la motivazione mette in evidenza La Gariga, un negroamaro agile, lontano dalle interpretazioni più muscolari del vitigno. Una bottiglia che mette in discussione l’abitudine di associare i rossi pugliesi soprattutto a potenza e concentrazione.
Il premio per la Viticoltura Sostenibile va a Thomas Niedermayr, e alla sua viticoltura coraggiosa in quel di Appiano, Alto Adige. Nel maso Thomas ha scelto di investire sui Piwi: solaris, bronner e souvignier gris, tra le altre, consentono di ridurre trattamenti e passaggi dei mezzi agricoli. La sperimentazione riguarda anche la convivenza della vigna con erbe, fiori, alberi da frutto e animali, per favorire la biodiversità e la fertilità del terreno.
È sul rapporto tra terra e acqua che si concentra il lavoro di una pioniera del vino slow in Italia, Arianna Occhipinti, premiata per la Vitalità del Suolo. In condizioni di crescente siccità, mantenere sostanza organica e biodiversità aiuta il terreno a trattenere l’umidità e le piante ad affrontare le stagioni più difficili. Il riconoscimento comprende anche la difesa delle campagne circostanti da rifiuti, plastica, roghi e abbandono. Problemi che entrano nel lavoro di una cantina anche quando si trovano oltre il confine della proprietà.
Una delle impellenze del settore è sicuramente comunicare ai più giovani. Anche su questo si concentra il premio per l’Accoglienza in cantina, andato a Ca’ Rugate, in Veneto, dove museo del vino, fattoria didattica e sociale permettono di avvicinare pubblici diversi alla viticoltura. Le porte restano aperte sette giorni su sette, con 24 mila visitatori all’anno. Dalla conoscenza alle opportunità di lavoro, il rapporto con la comunità è centrale anche a Clarabella, cooperativa di Corte Franca, in Franciacorta, che riceve il premio Slow Wine Coalition alla Solidarietà. Qui si coltivano tredici ettari in biologico e si assumono persone con fragilità psichiatrica.
La possibilità di continuare a vivere e lavorare nei territori riguarda però tutta la filiera. Gariglio ha richiamato il rischio che la crisi spinga ad abbandonare proprio i vigneti di collina e montagna, più costosi da coltivare. L’appuntamento è alla prossima Slow Wine Fair, a BolognaFiere dal 21 al 23 febbraio 2027. A Milano, intanto, dopo le premiazioni è arrivato il momento degli assaggi, con 450 aziende e oltre mille vini ai banchi.