Per una sanità equa e accessibile
“La nostra società scientifica conta ormai il 30% di iscritti con meno di 40 anni”, dice Stefania Gori, Presidente Nazionale Aiom e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar, in occasione dell’apertura del 13° congresso: “L'appuntamento di Perugia è la più importante 'palestra' per i giovani dell’AIOM. Grazie ai nostri convegni scientifici, infatti, ogni anno avviamo centinaia di medici all'aggiornamento delle proprie conoscenze: prestiamo grande attenzione alla comunicazione e quindi alla capacità di saper prontamente rispondere alle domande e ai bisogni dei pazienti. Vogliamo anche far comprendere la grande importanza dell’etica e di una assistenza sanitaria equa e accessibile per tutti”.Più borse di studio per gli specializzandi
Al congresso di Perugia ampio spazio è dedicato anche agli aspetti sociali e organizzativi della lotta al cancro in Italia. “In questi ultimi 15 anni abbiamo coltivato e seguito con grande attenzione e costanza una folta schiera di giovani medici - aggiunge Gori -. Oggi rappresentano il vanto e l’orgoglio di AIOM e, proprio per loro, come Società Scientifica ci dobbiamo impegnare sempre di più per definire con maggiore chiarezza il ruolo dell’oncologo e dell’oncologia medica all’interno di un sistema sanitario nazionale che si sta riorganizzando. Le istituzioni sanitarie devono seguire il nostro esempio e valorizzare maggiormente i giovani medici oncologi iniziando dall’aumento del numero di borse di studio elargite agli specializzandi. I tumori sono malattie già in forte aumento e destinate a crescere ulteriormente nei prossimi anni. Per riuscire a rispondere alle attuali sfide, e a quelle del futuro, dobbiamo avere a disposizione personale medico con un’adeguata preparazione”.“Come AIOM siamo infine convinti che la costituzione delle Reti Oncologiche Regionali, su tutto il territorio nazionale, potrà rappresentare una grande opportunità non solo per i pazienti ma anche per i nostri colleghi under 40 - conclude Gori -. Una maggiore condivisione di conoscenze e competenze, tra professionisti di diversi centri può migliorare il livello di preparazione di tutti gli oncologi, soprattutto quelli più giovani. È però necessario che le Reti non rimangano sulla carta, ma siano effettivamente realizzate e vadano rese quanto prima operative”.