Per risolvere il problema è stata presentata di recente alla Camera dei Deputati la proposta di legge dell’onorevole Vittoria D’Incecco (Pd) - componente della XII Commissione Affari Sociali - che punta a favorire una corretta nutrizione clinica e a combattere la malnutrizione attraverso la detraibilità fiscale. Il provvedimento avrebbe un onere per l’erario pari a 6,6 milioni di euro per tre anni, ampiamente compensati dal risparmio in termini di costi sociali e dai benefici forniti a molte categorie di pazienti. Oltre al malato oncologico, altre importanti patologie necessitano spesso di nutrizione clinica: ad esempio i pazienti che soffrono di disturbi neurologici o ictus, demenza e malattie respiratorie.
“Sono ormai due anni che porto avanti questa battaglia - spiega l’onorevole Vittoria D’Incecco. Non è più accettabile che gli Afms non rientrino ancora nella categoria dei prodotti detraibili. Essi costituiscono un insostituibile presidio terapeutico e un vero e proprio salvavita per determinate condizioni patologiche. Mi auguro che il Governo possa rapidamente fare propria la proposta mia e di numerosi miei colleghi che, al di là dello schieramento politico, hanno deciso di condividere questa battaglia di civiltà che si rende tanto più necessaria se si guarda da un lato alla crescente de-ospedalizzazione per numerose categorie di pazienti e dall’altro all’ingente peso che il loro acquisto ha sulle famiglie”.
In Italia, una ricerca condotta in 13 ospedali di varie Regioni ha messo in luce come la prevalenza media di malnutrizione per difetto sia di quasi il 31%, con picchi più alti nei pazienti oncologici e negli anziani.
“La nutrizione clinica è un ambito medico troppo spesso sottovalutato, ma che ha invece una grande importanza per il successo nel trattamento di un gran numero di pazienti, non solo durante la degenza ospedaliera ma anche a domicilio” afferma Maurizio Muscaritoli, professore ordinario di Medicina Interna presso l’Università “La Sapienza” di Roma. “La nutrizione clinica si occupa, infatti, di prevenire e correggere le alterazioni metaboliche e nutrizionali di una condizione di malattia e gioca quindi un ruolo fondamentale per evitare la malnutrizione per difetto”.
Una ‘malattia nella malattia’ con cui si stima convivano 33 milioni di persone in Europa con un costo sociale stimato in 120 miliardi di euro. La categoria dei malati oncologici è una delle più importanti, ma non l’unica che potrebbe avere una notevole ricaduta positiva da un corretto e consapevole impiego della nutrizione clinica. “Oggi gran parte dei fabbisogni metabolico-nutrizionali dei malati cronici non sono soddisfatti e questo ha un impatto negativo sulla spesa sanitaria. La malnutrizione per difetto causa riduzione delle difese immunitarie e numerosi altri problemi che possono portare a ricoveri in gran parte evitabili” conclude Muscaritoli. La deducibilità fiscale sarebbe un significativo passo in avanti.