Oncoline

"Cancro, ti sfido con l'ironia". Una blogger si racconta

Camilla Lazzarini, 47 anni di Portogruaro, ha scoperto di avere un liposarcoma - un tumore raro - nel 2006. Ha deciso di aprire un blog per informare tutti, "perché riceveva troppe telefonate". Ma poi è diventato uno "strumento per riflettere"
3 minuti di lettura
La blogger Camilla Lazzarini, 47 anni, di Portogruaro
La blogger Camilla Lazzarini, 47 anni, di Portogruaro 
IL TELEFONO squilla di continuo quando ti ammali di tumore. Parenti, amici, colleghi: tutti vogliono sapere come stai, com’è andato l’ultimo controllo, quante speranze ti hanno dato i medici. E si finisce con il ripetere la stessa litania più e più volte. Una seccatura che fa anche male perché a risentirla è il paziente stesso che, invece, vorrebbe dimenticarsene per un po’, distrarsi e andare oltre. "È per questo che ho aperto il blog", esordisce Camilla Lazzarini, 47 anni di Portogruaro, in provincia di Venezia, affetta da tumore allo stomaco.

Come aggiornare tutti in tempo reale. Mia ha iniziato ad avere disturbi generici alla fine del 2005 e dopo numerose analisi di cui una clamorosamente sbagliata a marzo 2006 ha subito un primo intervento chirurgico con l’asportazione di un tumore addominale di 7 chili e mezzo. Era liposarcoma, un tumore raro che rappresenta circa l’1% di tutte le nuove diagnosi di tumore per anno. "Il trattamento si è fermato lì perchè la massa era talmente grande che non era possibile fare altri interventi come la radioterapia. Con il medico abbiamo scelto la strategia dell’attesa sperando che non si ripresentasse ma un anno e mezzo dopo c’è stata una recidiva per fortuna individuata precocemente",  racconta al telefono. E via con cicli di chemioterapia e radioterapia e poi a marzo 2008 un altro intervento chirurgico con dose di radioterapia intraoperatoria e lì ci sono voluti due mesi e mezzo di convalescenza per riprendersi. Più o meno in quel periodo, Mia ha aperto il suo blog miasorriso.blogspot.it: "C’era tutto il giro di parenti e amici che mi telefonavano per avere informazioni e allora per non rispondere sempre al telefono mandavo mail a 100 destinatari alla volta per aggiornarli finchè uno dei miei amici mi ha suggerito l’idea del blog", racconta divertita Mia che in tutta l’intervista e nei vari post del suo blog usa tanta ironia. "Mi è sembrata la soluzione ideale per smaltire il carico di telefonate ma poi è diventato tutt’altro perché quasi subito è venuto fuori che la gran parte dei lettori non erano parenti o amici ma persone che non conoscevo e che mi chiedevano informazioni o mi mandavano messaggi di incoraggiamento".

L’autoironia che risolleva il morale. Un’occasione per condividere con gli altri l’esperienza della malattia, le sensazioni ma anche informazioni pratiche come dove trovare i medici specializzati in quel tipo di tumore o come reagire alla radioterapia. E poi una finestra a cui affacciarsi anche per farsi due risate e prendere un po’ in giro il tumore. E così ecco Mia in posa con le ultime flebo in ospedale che accompagna un post dal titolo “È finita l'era della lap dance: stamattina mi hanno tolto l'ultima flebo”. Oppure il post Fashion me nel quale racconta: "Tradizionalmente, le mamme regalano alle figlie una o più camicie da notte da utilizzare 'in ospedale', non come augurio di disgrazie, ma di maternità. Per una volta, anche la Maria, la più anticonvenzionale delle mamme, si è adeguata alla tradizione, quindi anch'io possiedo un paio di camicie da notte. Stiamo pur sempre parlando della Maria, quindi toglietevi dalla testa quelle cosine delicate, tutte pizzi e colori pastello! Aspettatevi comunque una donna molto fashion che passeggia per i corridoi della chirurgia, con l'asta delle flebo al guinzaglio".

Confidarsi con la tastiera. Insomma, un’esperienza nata un po’ per caso ma che va avanti da anni. Cosa rappresenta per te il blog? "Ho scoperto che scrivere mi piace ed è diventato uno strumento per riflettere su ciò che succede, dargli ordine e provare a dargli un senso. Rileggere i propri pensieri ti aiuta a diventare più consapevole, è come sfogarsi ma anziché con un’amica o con un compagno lo fai con la tastiera del PC",  si confida Mia. "Il blog mi ha dato dei contatti bellissimi prima di tutto con altre cancer blogger e con altre persone che per qualche motivo avevano avuto a che fare con il mondo oncologico magari perchè avevano amici o parenti che stavano vivendo la stessa esperienza. Con alcune di loro ci siamo anche frequentati personalmente e da lì è nata l’esperienza di Oltreilcancro.it".

Si tratta di una rete di “cancer blogger” che condividono i loro post sulla stessa piattaforma con l’obiettivo di scambiarsi esperienze e fare blog-terapia. Mia è stata tra i “fondatori” di Oltreilcancro.it ed ancora oggi contribuisce ad alimentare questo network: "Ognuno di noi ha un suo blog personale e mette su Oltreilcancro.it solo i post che riguardano la malattia e che possono essere d’aiuto a qualcun altro che deve affrontare lo stesso percorso o dove c’è un consiglio pratico", ci spiega.

La sfida continua. Mia è stata abbastanza bene fino alla primavera dell’anno scorso quando ha iniziato a sentire dolore e infiammazione all’inguine e dolori addominali. Facendo l’ecografia hanno trovato un’altra massa addominale. "La prima diagnosi è stata quella di lipoma, cioè la variante benigna del liposarcoma e invece dopo che è stato asportato all’inizio di quest’anno mi hanno detto che si trattava di un altro liposarcoma ma di grado inferiore. È stato trovato anche un altro lipoma", racconta Mia senza lasciar trapelare dalla voce né tristezza, né rabbia per un destino che sembra essersi un po’ accanito contro di lei. Ora è in fase di semi-convalescenza ed ha ripreso a lavorare sia come libero professionista, sia in part-time come consulente di organizzazione aziendale. Ma trova sempre il tempo per lasciare traccia dei suoi pensieri o di quelle che lei definisce “Biopsimpressioni”.