ROMA - "Superare il blocco del turnover nelle Regioni in piano di rientro, per consentire il ricambio generazionale della classe medica". Lo ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, intervenuta ai microfoni di Radio Rai 1. Nella sanità non c'è stato più un concorso per nuove assunzioni da dieci anni, "due generazioni sono rimaste fuori dal Servizio sanitario nazionale", ha spiegato ancora il ministro. "Ma - ha precisato - serve una presa di responsabilità da parte delle Regioni". Le cure. Per il ministro, ora è arrivato il momento di "lavorare all'interno delle Regioni, per attuare quelle misure già previste dalla legge, come i costi standard e la de-ospedalizzazione, per curare, ove possibile, i pazienti a casa e non in ospedale. Un paziente trattato in ospedale - ha spiegato - costa dai 2 ai 5 mila euro al giorno; trattato a livello domiciliare costa da 200 a 800 euro, quindi un risparmio formidabile. Risparmi che non fanno cassa, ma devono essere riutilizzati all'interno del Ssn per investire nelle cose che servono: prima di tutto, un piano serio di infrastrutturazione tecnologica degli ospedali, per renderli sicuri, accoglienti e utilizzare al massimo l'innovazione tecnologica, che è oggi elemento fondamentale per le strutture ospedaliere".Assistenza territoriale. Secondo Lorenzin, "serve poi una cosa non prettamente sanitaria, ma molto importante per i pazienti: l'assistenza territoriale. Il futuro - ha spiegato - si giocherà sull'integrazione tra territorio e medicina, tra salute e assistenza, soprattutto per una popolazione, la nostra, che tende ad essere sempre più vecchia e che quindi necessita di presidi forti a livello nazionale per quanto riguarda malattie come la demenza e le malattie mentali".