Secondo i revisori dei conti dell'Aifa, il direttore generale Luca Pani avrebbe percepito più soldi rispetto al tetto di 240 mila euro previsto dalla legge per gli i manager pubblici. Così dovrebbe rendere il denaro, secondo AdnKronos è 700 mila euro per tre anni. In realtà nel bilancio approvato dall'agenzia è stata inserita una cifra molto inferiore, poco più della metà. La vicenda del compenso di Pani va avanti da oltre sei mesi e il fatto che esca ora racconta di quanti veleni stiano attraversando l'Aifa in questo periodo. Il direttore infatti ha un incarico all'Ema, l'agenzia del farmaco europea, su mandato del ministero della Salute per il quale percepisce un compenso. Da tempo si discute se questi soldi, che dall'Europa passano comunque per l'agenzia italiana prima di essere consegnati al direttore, vadano cumulati con quelli ricevuto per il ruolo in Italia o debbano essere considerati come derivanti da un'attività libero professionale quindi incassati legittimamente. Pani è di questo secondo avviso, così come il ministero della Salute, mentre quello dell'Economia avrebbe espresso parere negativo su questa lettura. Anche i revisori dei conti sono convinti che il denaro comunque non possa essere cumulato e per questo hanno richiesto la restituzione. Impossibile non vedere nella diffusione della notizia degli stipendi di Pani i veleni che in questi giorni stanno attraversando Aifa. Domani il ministero alla Salute potrebbe decidere se allontanare il presidente Pecorelli, che al momento è sospeso per conflitto di interessi, dopo essere stato messo sotto accusa da una commissione presieduta dallo stesso Pani. Ma il lavoro dei revisori su Pani è ben noto e da molto dentro al cda, dove ovviamente siede anche Pecorelli. "Il ministro venga a riferire in aula su quello che sta accadendo all'Aifa, ormai allo sbando", dicono i parlamentari del Movimento5Stelle in commissione affari sociali della Camera.