Le truffe sono sempre dietro l’angolo. E la cautela è dunque d’obbligo: bisogna conoscere le regole del gioco e imparare a riconoscere i siti di cui ci si può fidare, perché si corre il rischio di infrangere la legge, o peggio, quello di trovarsi ad assumere farmaci contraffatti e sostanze nocive. O addirittura senza alcun principio attivo. Anche se del tutto simili per forma e colore a farmaci veri. Come muoversi per evitare brutte sorprese? Innanzi tutto bisogna sapere cosa cercare: nel nostro Paese è permesso acquistare su internet unicamente farmaci Senza Obbligo di Prescrizione (Sop) e farmaci da banco (i cosiddetti Otc, dall’inglese over the counter). Insomma: tutti i medicinali di libera vendita che non necessitano di una ricetta medica che non possono essere pubblicizzati sui social, come Twitter e Instagram e hanno regole stringenti su Facebook e Youtube.
La prima regola per gli acquisti online è quindi quella di diffidare di qualunque sito che venda anche farmaci per i quali invece è necessaria la ricetta medica. Anche e soprattutto se si tratta di siti stranieri, visto che l’acquisto dall’estero è permesso unicamente in una manciata di casi speciali, e che per i trasgressori possono essere previste anche sanzioni penali.
La seconda spia di un sito sospetto dovrebbe invece essere il prezzo: in Italia la vendita online è permessa unicamente a farmacie, parafarmacie e altri esercizi commerciali con punti vendita presenti sul territorio e già autorizzati al commercio di medicinali senza ricetta, e i prezzi in rete devono essere gli stessi di quelli del punto vendita “fisico”. È bene quindi diffidare da offerte speciali o sconti imperdibili, perché è vero che i prezzi possono variare leggermente da un sito ad un altro (per i farmaci senza ricetta è prevista una certa discrezionalità anche in farmacia) ma non è permesso effettuare sconti per il canale online e difficilmente le differenze potranno rivelarsi quindi sostanziali.
Effettuata questa prima scrematura, esiste poi un sistema infallibile per riconoscere i siti realmente affidabili. Recependo la direttiva europea che ha liberalizzato l’e-commerce farmaceutico, il nostro paese (insieme a molte altre nazioni Ue) ha predisposto un sistema di bollini che identificano i siti autorizzati regolarmente alla vendita online. Un marchio di qualità digitale che permette di verificare facilmente l’autorevolezza del sito in cui compare: cliccando sul logo identificativo nazionale si deve infatti essere reindirizzati verso il sito del ministero, dove con pochi click si può consultare la lista completa degli esercizi commerciali autorizzati alla vendita online di farmaci, e verificare così se il sito in cui si sta per effettuare un acquisto rispetta tutti i requisiti di sicurezza. Attenzione però, perché per legge i negozi online del settore farmaceutico devono mantenere separati i canali di vendita dei prodotti non strettamente farmaceutici (integratori, creme di bellezza, alimenti, dispositivi medici e di automedicazione) da quelli dei medicinali. E per questo motivo, il bollino del ministero della Salute apparirà unicamente sulle pagine dei farmaci, e sarà invece assente da tutte le altre schermate del sito.
È necessaria attenzione, infine, anche per chi decide di affidarsi ai rimedi offerti dalle cosiddette medicine complementari, o alternative. Solitamente i farmaci omeopatici, ad esempio, possono essere venduti liberamente anche su internet, ma questo non vale in tutti i casi: per alcuni prodotti omeopatici è richiesta una ricetta medica al momento dell’acquisto, e non possono quindi essere venduti sulla rete. Anche i prodotti erboristici, i ritrovati fitoterapici e simili possono essere acquistati senza problema in rete, ma è bene ricordare che ad oggi in Italia è vietato il commercio online di prodotti officinali, perché le autorizzazioni vigenti coprono unicamente prodotti farmaceutici industriali.
Quello che però sorprende è che - indipendentemente da quello che si acquista - non c’è alcuna percezione del rischio. Anzi. Secondo un’indagine recentemente svolta dall’Aifa e dalla Sapienza di Roma su mille internauti quattro su dieci ritengono il web una fonte sicura per l’acquisto di medicinali. Convinzioni pericolose, dal momento che l’assunzione di farmaci inadeguati può avere conseguenze gravi. Dunque è il caso di mantenere alta la guardia, consultando sempre il proprio medico o il farmacista di fiducia in caso di dubbio e acquistando farmaci solo da canali certificati. E se per chi cerca farmaci il rischio è soprattutto per la propria salute, per le aziende farmaceutiche si tratta di perdite di parte di fatturato. Per questo molte sono già corse ai ripari da tempo. Inviando investigatori in giro per il mondo, soprattutto in Asia. Oppure, come Sanofi Aventis, inserendo nella confezione dispositivi anticontraffazione, con un’etichetta che ha elementi visibili e altri invisibili (noti solo al produttore). E aprendo il centro anticontraffazione di Tours nel 2008 che ha analizzato da allora almeno trentamila prodotti.