L’uso crescente dei nuovi e costosi farmaci anti-obesità, gli agonisti di Glp-1, sta aumentando la diffusione prodotti falsificati o non approvati, con rischi diretti per la salute dei pazienti. A ricordarlo è la Food and Drug Administration americana, che ha diffuso di recente un avviso rivolto a medici e cittadini per segnalare l’incremento di eventi avversi legati all’impiego di versioni galeniche o acquistate online di semaglutide e tirzepatide. Le difformità nelle preparazioni, l’assenza di controlli di qualità preliminari e gli errori nel calcolo dei dosaggi – avverte l’agenzia – possono causare effetti collaterali, ricoveri e disturbi gastrointestinali. Per questo motivo, le preparazioni galeniche devono essere riservate a pazienti che non possono utilizzare le versioni commerciali a causa di allergie o altri motivi di salute.
Le segnalazioni
I farmaci appartenenti alla classe degli agonisti del recettore Glp-1 mimano l’azione di un ormone intestinale che stimola la produzione di insulina, rallenta lo svuotamento dello stomaco e riduce il senso di fame, agendo sui centri cerebrali dell’appetito. La grande richiesta di queste molecole per il trattamento dell’obesità e del diabete ha generato carenze sul mercato, spingendo molti utenti americani a rivolgersi a preparazioni galeniche prodotte mediante compounding (la preparazione personalizzata in farmacia) o ad acquisti attraverso canali digitali.
Al 31 maggio 2026, l’Fda aveva ricevuto 990 segnalazioni di eventi avversi associati a semaglutide preparato mediante compounding e oltre 730 relative a tirzepatide. L’analisi dei dati ha evidenziato che le preparazioni di questo tipo – soprattutto in periodi di elevata domanda – aumentano i rischi per i pazienti, non essendo sottoposte a verifiche preventive di efficacia, sicurezza e qualità come accade per i farmaci in commercio. Le segnalazioni di reazioni avverse giunte all’agenzia comprendono casi di nausea intensa, vomito prolungato, diarrea, forti dolori addominali e stitichezza.
Molti di questi episodi sono derivati da errori diretti di misura: i pazienti, trovandosi a prelevare il liquido da flaconi multidose anziché utilizzare le penne preriempite standardizzate, hanno auto-somministrato dosaggi errati o superiori rispetto a quelli previsti dal piano terapeutico. In altri contesti, l’errore nell’adeguamento delle dosi è stata commessa dagli stessi operatori sanitari.
Qualità dei flaconi e conservazione
Oltre al fattore umano nel calcolo del dosaggio, il documento Fda pone l’accento anche sui rischi di degradazione del principio attivo e contaminazione tossica. L’uso dei flaconi sterili multidose richiede attenzione rigorosa: l’agenzia raccomanda di smaltire il prodotto dopo 28 giorni dalla prima apertura, anche se la boccetta contiene ancora liquido, per via del rischio di contaminazione batterica. Inoltre, ogni singola iniezione deve essere effettuata con un ago e una siringa mai usati in precedenza.
Un altro elemento fondamentale riguarda la catena del freddo. Le formulazioni di Glp-1 devono essere mantenute a temperature refrigerate ben precise. L’autorità statunitense ha ricevuto segnalazioni di confezioni recapitate senza un’adeguata refrigerazione o arrivate a temperatura ambiente, condizione che altera la struttura molecolare del farmaco compromettendone la sicurezza. Esistono, infine, anche rischi legati all’impiego di ingredienti non autorizzati: sono stati rilevati prodotti a base di forme saline (come semaglutide sodico o acetato) o contenenti sostanze quali retatrutide e cagrilintide, molecole che non fanno parte di medicinali approvati per la preparazione e di cui non è stabilita la sicurezza chimica.
A fronte dei problemi emersi dal sistema di farmacovigilanza americano, l’Fda ha rinnovato la raccomandazione a utilizzare esclusivamente farmaci approvati per l’immissione in commercio, prescritti da un medico abilitato ed erogati da farmacie ufficiali. L’impiego di galenici o preparati alternativi deve rimanere un’eccezione strettamente legata a specifiche esigenze cliniche che non possono essere soddisfatte dal prodotto di marca approvato.