Secondo il Guinness dei primati, il russamento più forte mai registrato è di 111,6 decibel, equivalente a un jet che vola sopra il tetto di casa, a un aereo in decollo a 50 metri di distanza o a una sirena acustica. Se questo è solo un caso isolato, il russamento medio si aggira attorno ai 50-60 decibel, un rumore pari a quello di un aspirapolvere a qualche metro di distanza, alla tv accesa o al traffico stradale. Ma in questo caso non si tratta di macchine e camion, ma del partner che russa a qualche centimetro dalle nostre orecchie.
Quando russare diventa un problema di coppia
Sfortunatamente, sono molte le persone che si riconoscono in questa situazione: nel corso della vita, capita quasi a tutti di russare, anche saltuariamente, sia a uomini che donne. E si stima che circa il 40-45% degli uomini adulti e il 25-28% delle donne adulte siano russatori abituali.
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Condividere il letto con una persona che russa può diventare una vera e propria sfida. Secondo un’indagine condotta dal sito di informazione Sleepfoundation.org su 1000 adulti statunitensi accomunati da un partner che russa, il 75% degli intervistati ha affermato che il russare del compagno o della compagna influisce sul proprio sonno e il 77% che ciò va a intaccare in qualche modo sul proprio benessere. Il 44% dice che la pessima qualità del sonno li rende stanchi il giorno dopo, mentre il 33% che il russare dell’altro durante la notte li fa svegliare di cattivo umore e irritabili.
Più litigi
Tutti fattori che possono mettere a dura prova la relazione di coppia. I partner che dormono male tendono, infatti, a litigare più frequentemente e ad avere un rapporto più ostile e teso. Il russare può quindi avere un impatto significativo sulla stabilità della relazione. Ma quali sono le cause alla base di questo fastidio e come fare per mitigare il problema (se non per il proprio bene, per quello degli altri)?
Perché si russa?
“Il russamento è un’ostruzione parziale delle prime vie aeree causata da una serie di fattori. Primo tra tutti quello anatomico: a partire dal setto nasale che può essere deviato, passando per i tessuti molli all'interno del naso che possono ingrossarsi e causare ostruzioni, fino ad arrivare al palato i cui tessuti possono essere troppo ingombranti e quindi ostacolare il passaggio dell’aria o perdere di tonicità nel tempo e causare rumore al passaggio dell’aria.
Altro fattore determinante è anche l’accumulo di grasso nella struttura sotto-mandibolare, che aumentando di volume, tende a limitare il passaggio dell’aria”, spiega Gianluca Rossato, responsabile del Centro di Medicina del Sonno dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, Verona.
“Poi ci sono fattori che nel corso della nostra vita vanno a enfatizzare questo problema, come l'età, che provoca un rilassamento e prolasso dei tessuti, e la congestione nasale, perché quando si hanno raffreddori o riniti, i tessuti delle prime vie respiratorie tendono a essere gonfi”, aggiunge.
Un problema non solo maschile
“Fino ai 50 anni c’è una netta prevalenza di uomini che russano, le donne di solito sono protette per fattori fisici: per la conformazione del cavo orale, per una minore tendenza all'accumulo di grasso in zone del corpo che vanno a determinare il russamento, ma anche grazie al fattore protettivo degli ormoni. Gli estrogeni e il progesterone limitano, infatti, l’incidenza del russamento. Dopo la menopausa, però, anche per le donne aumenta la probabilità di russare”, riferisce Rossato.
Quasi nessuno si salva, quindi, da questo fastidio che spesso sembra disturbare più il partner che la persona che russa. Quest’ultima, infatti, generalmente non viene svegliata dal rumore che provoca, in quanto il cervello filtra i suoni che non ritiene importanti. A volte, poi, il russare può essere accompagnato anche da contrazioni involontarie e movimenti periodici degli arti durante il sonno che, ancora una volta, possono disturbare il sonno di chi si trova a dormire con il diretto interessato. Cosa fare, dunque, per ridurre il russamento?
Alcuni suggerimenti per russare di meno
Come prima cosa si può scoraggiare la respirazione con la bocca: se il partner che russa ha il naso chiuso, si possono provare ad applicare strisce nasali o a liberare il naso facendo dei risciacqui prima di andare a letto. Se c'è un'ostruzione più permanente, come un setto deviato, l'intervento chirurgico potrebbe essere, invece, l’unica opzione.
Quando si dorme sulla schiena, la gravità può causare il restringimento delle vie aeree, a causa del prolasso della lingua, dell’ugola, del palato molle e del grasso verso le strutture posteriori, che durante la respirazione vibrano e limitano il passaggio dell’aria dando luogo al caratteristico rumore del russare. Il consiglio è quindi quello di far dormire chi russa sul fianco, mettendo dei cuscini dietro la schiena, o rendendo scomodo il sonno a pancia in su. C’è chi suggerisce addirittura di attaccare con del nastro adesivo palline da tennis sul retro della maglia del partner che russa. Si tratta però solamente di soluzioni temporanee, che funzionano in modo differente da persona a persona e che non garantiscono un risultato soddisfacente per tutti.
Come ridurre i fattori di rischio
Prima di optare per tappi per le orecchie, rumori bianchi che coprano il russare o prendere la decisione di ricorrere allo “sleep divorce”, un vero e proprio “divorzio del sonno” in cui si sceglie di dormire in stanze separate per riposare meglio, la soluzione più efficace e con meno conseguenze per la vita di coppia, è quella di ridurre i fattori di rischio modificabili del russare.
Se infatti, su età e anatomia non si può intervenire più di tanto, si possono però fare scelte che riducono l’incidenza di questo disturbo.
“Tra i fattori che possono essere corretti troviamo, prima di tutto, l’obesità e il sovrappeso che provocano un aumento del grasso in tutti i tessuti andando a ostruire il passaggio dell’aria nelle vie aeree superiori, specialmente quando siamo in posizione sdraiata. Perdere peso è quindi il primo passo per ridurre il russamento - suggerisce Rossato -. Il consumo di alcol è un altro fattore che incide su questo problema, favorendo un rilassamento muscolare. L’uso andrebbe pertanto ridotto, specialmente a partire dal tardo pomeriggio - prosegue -. Ugualmente, se si è fumatori, bisognerebbe smettere, in quanto il tabagismo provoca un'infiammazione cronica delle vie aeree che contribuisce al fenomeno del russare. Infine, anche l’assunzione di farmaci sedativi e sonniferi andrebbe limitata, in quanto anch’essa porta alla perdita temporanea della tonicità dei tessuti muscolari”.
Quando il russare è la spia di problemi più gravi
Non sempre, però, il russare è solamente un fastidio che ci impedisce di fare un buon sonno, a volte, infatti, è un campanello di allarme per problemi più gravi.
“Il semplice russare, non associato ad altri disturbi, è molto più fastidioso per il partner che per il diretto interessato. Diventa invece un vero e proprio problema di salute per la persona quando si associa alle apnee, cioè a un’occlusione involontaria e ripetuta delle vie aeree durante il sonno, che determina un blocco della respirazione con una perdita di ossigeno nel sangue e una frammentazione del riposo provocata da microrisvegli che l’organismo innesca per tornare a respirare”, riporta Rossato.
“Le apnee non vengono percepite dalla persona, ma si manifestano indirettamente con sintomi come necessità di andare frequentemente in bagno durante la notte, sensazione di soffocamento, mal di testa o secchezza del cavo orale al risveglio, sonnolenza e stanchezza durante la giornata, difficoltà a mantenere la concentrazione e umore negativo - sottolinea -. Se in un soggetto normale è infatti accettabile fare fino a 40 apnee nel corso di una notte, questi pazienti arrivano a non respirare per decine di volte l’ora, con microrisvegli che avvengono ogni 2-3 minuti – puntualizza -. Ma non si tratta solamente di un disturbo che si manifesta con fastidi durante la giornata. Le apnee provocano infatti, anche complicanze a lungo termine, come maggiore incidenza di ictus, di infarto cardiaco, di ipertensione, di fibrillazione atriale, di ipercolesterolemia, di diabete di tipo 2 e di obesità - aggiunge -. Durante la notte l’organismo è quindi sotto stress, come se fosse costantemente in condizioni di sforzo”.
In questo caso intervenire il prima possibile è quindi fondamentale. Cambiamenti nello stile di vita come perdere peso o smettere di fumare, rivolgersi a specialisti per valutare l’uso di dispositivi che aiutino a respirare meglio durante la notte, come le macchine Cpap, o sottoporsi a interventi chirurgici per ridurre il rilassamento dei tessuti delle prime vie aeree, non solo avranno un vantaggio per il partner ma anche per sé stessi.