Salute

Non solo dieta e sport fra i 10 comandamenti per star bene

Non solo dieta e sport fra i 10 comandamenti per star bene

In un libro in uscita il 30 settembre i consigli degli autori per schivare la malattia secondo la scienza. E con tanta forza di volontà

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Avrebbe avuto lo stesso fascino senza tempo Humphrey Bogart senza la sua sigaretta? Chissà, quel che è certo è che sigaretta ed alcol hanno certamente contribuito ad incarnare un modello di mascolinità che intere generazioni di uomini hanno emulato. Finché non abbiamo scoperto che fumo e alcol sono tossici per il nostro organismo e contribuiscono a quasi la metà di tutte le patologie prevenibili.

C’è più di un buon motivo per leggere I dieci comandamenti, di Aureliano Stingi e Fotios Loupakis, ricercatore in Biologia del Cancro all’università di Ginevra il primo e medico oncologo che collabora con l’Università di Firenze e l’ETS Kiss against cancer il secondo, in uscita domani per DeAgostini, con la prefazione di Ilaria Capua. Primo: si legge molto piacevolmente, ci sono molte ricostruzioni curiose con linguaggio chiaro e accattivante. Scorre che è un piacere, insomma. Ma non solo: il libro è una sintesi importante – e il titolo lo ricorda – di quello che tutti dovremmo sapere per proteggere al meglio la nostra salute. Perché molti dei nostri comportamenti quotidiani sono non solo rischiosi nel breve, ma anche nel lungo periodo. Spesso persino per chi ci sta attorno. E ultimo: gli aneddoti che cita sono molto molto carini.

Dedicato a chi crede nella scienza. E a chi non ci crede

Gli autori - che si rifanno a studi scientifici e dedicano il loro lavoro a chi crede nella scienza, ma anche a chi non ci crede perché prima o poi si ricrederà - hanno scelto la via del decalogo, un po’ ironicamente, come fossero quasi i 10 comandamenti, per approfondire ogni singolo argomento e con l’auspicio che anche solo uno dei loro lettori decida che vale la pena smettere di fumare o bere alcolici, mettere un paio di scarpette da ginnastica e muoversi, e mangiare meglio. Per sé, la famiglia, il pianeta.

Primo comandamento: non fumare

Non è un caso che al primo posto ci sia il fumo. In Italia ogni anno più di 35mila persone muoiono a causa di tumori legati al fumo. Come se scomparisse una piccola città. Il racconto del come agisce lo lasciamo a chi abbia voglia di leggere il libro ma qualcosa possiamo dirlo: smettere non è facile, la dipendenza da nicotina è fortissima – quasi se non addirittura più della cocaina e dell’eroina - e venirne fuori è tutt’altro che semplice. E questo spiega perché pur sapendo bene i danni legati al fumo molti non riescono a smettere.

Il fumo fa male persino se si è accanto a qualcuno che lo fa, e fa male quando si è esposti al fumo di terza mano: si tratta dei residui tossici che si depositano su tende, tappeti, vestiti, mobili, giocattoli, tappezzerie delle automobili e che possono rilasciare sostanze nocive anche dopo mesi e trasformarsi dando origine a sostanze ancora più pericolose come le nitrosammine del tabacco, note per il loro potenziale cancerogeno.

Che fare? Si esaminano varie possibilità: dall’aumento del prezzo delle sigarette in modo significativo alle immagini shock sui pacchetti, investire in campagne informative per evitare che i giovani vengano adescati dai nuovi dispositivi elettronici, dalle e-cig ai dispositivi a tabacco riscaldato – che non solo non sono innocue ma portano a una nuova dipendenza e spingono a un consumo combinato di sigarette tradizionali ed elettroniche che aumentano fino a quattro volte il rischio cancro.

Mangia frutta e verdura

Immaginereste mai John Wayne vegetariano? Certamente no. Quello che però pochi sanno è che la sua dieta a base di bistecche sulla griglia e whisky gli provocarono tumori a polmone, prostata e stomaco, calcoli biliari e cuore affaticato da grassi e alcol. Le evidenze scientifiche a favore di una dieta a base di vegetali sono incontrovertibili e si spiegano dettagliatamente i meccanismi biologici che portano a una protezione, così come quelli legati a un consumo eccessivo di carni rosse e lavorate responsabili dell’aumento di alcuni tumori. Persino Arnold Schwarzenegger – icona di forza e prestazioni fisiche - del resto ha scelto di ridurre drasticamente il consumo di prodotti animali. Mangiare meno carne, poi, aiuta anche il pianeta.

Attenzione alla bilancia

L’obesità è il secondo fattore di rischio oncologico dopo il fumo e il grasso favorisce infimmazioni e insulino-resistenza. MA bisogna andare oltre la bilancia e capire se il proprio grasso è sottocutaneo (meno pericoloso) o viscerale, fortemente associato a infiammazione, insulino-resistenza e rischio maggiore di sviluppare tumori, diabete e malattie cardiovascolari. L’obesità è una malattia ed è il risultato di un intreccio di cause tra genetica, biologia, ambiente sociale, fattori culturali. Ma non si guarisce con una pillola miracolosa: serve una squadra, e cambiare stile di vita.

Muoversi, muoversi!

Siamo un popolo di pigri. E la sedentarietà avanza. Nel 2008 era completamente sedentario il 23% degli italiani, nell’ultimo rapporto Aiom la stima è del 28 per cento. Le donne, poi, fanno peggio degli uomini. Quando non ci muoviamo aumenta il grasso viscerale che mette in circolo citochine infiammatorie, il fegato immagazzina glicogeno, la glicemia si alza. Basta alzarsi e fare una bella camminata per invertire tutto: i muscoli bruciano glucosio, si producono sostanze anti-infiammatorie. E muoversi diventa protettivo anche contro molte patologie. Niente scuse – non ho tempo, non ho soldi, mi fa male la schiena – ci sono esercizi da fare in casa, giorno dopo giorno. E camminare, mezz’ora al dì. Il movimento è un vero e proprio farmaco che agisce su più fronti, bastano micro-dosi ma costanti.

Non bere alcol

Non è facile parlare di alcol in Italia, perché l’alcol, il vino soprattutto, evoca tradizione, convivialità. Detto questo bere alcol aumenta il rischio di tumori e non solo. Secondo l’Oms l’alcol è implicato nel 42% circa delle morti dovute a cirrosi epatica e al 43% di quelle per tumori. Bere alcolici – vino, birra o superalcolici – vuol dire introdurre alcol etilico, che scatena una infiammazione cronica. E il fegato che cerca di smaltirlo genera l’acetaldeide, composto molto tossico e cancerogeno, capace di danneggiare direttamente il DNA. Non esiste una soglia sicura, soprattutto per ragazzi e anziani, per i quali l’alcol è ancora più tossico.

Attenzione all’ambiente, al sole, ai vaccini, attenzione agli screening, sottovalutati e disertati da molti e infine visite mediche regolari, non sottovalutando mai i sintomi, come il dolore, e i segnali che il nostro corpo ci manda, senza perdere tempo, perché intervenire prima può essere dirimente. Il nostro corpo ci parla, fermiamoci un attimo per ascoltarlo.