In dieci anni è il decimo caso di donazione samaritana in Italia: un uomo ha donato un rene al Centro nazionale trapianti, organo che è stato trapiantato su una sconosciuta in lista d’attesa. Quella che si chiama donazione da vivente samaritana ovvero una procedura in cui una persona in perfette condizioni di salute sceglie volontariamente di sottoporsi al prelievo di un rene per offrirlo in modo anonimo, gratuito e non diretto, non a un proprio familiare ma a un ricevente sconosciuto.
Una donazione può metterne in moto altre
Il donatore è stato valutato, l’organo prelevato e trapiantato dall’équipe dell’Ospedale di Padova diretta dalla professoressa Lucrezia Furian. In dieci anni i dieci donatori samaritani italiani hanno permesso il trapianto di ben trenta pazienti. Alcune donazioni infatti ne mettono in moto altre. Per fare un esempio il Centro nazionale trapianti ha accettato a dicembre scorso la donazione del rene dal nono samaritano e l’ha utilizzata per attivare una serie di trapianti concatenati tra coppie donatore-ricevente tra loro incompatibili. Il rene del samaritano è stato assegnato a un paziente in cura presso il Centro trapianti dell’Aquila. Un familiare del ricevente aquilano (incompatibile con quest’ultimo) ha donato a sua volta un rene che è stato assegnato a un paziente del Centro trapianti di rene del Sant’Orsola di Bologna. Anche in questo caso un familiare del trapiantato ha donato un rene che è stato destinato a un paziente iscritto nella lista d’attesa ordinaria presso il Centro trapianti di Padova. In questo modo la catena di donazioni si è chiusa con la realizzazione di tre trapianti, tutti perfettamente riusciti.
Come funziona
L’uomo operato nei giorni scorsi, sempre a Padova, ha offerto uno dei suoi reni alla Rete nazionale trapianti, presso il Centro trapianti rene e pancreas dell’Azienda Ospedale di Padova. Da lì l’inizio di un percorso.
Il donatore samaritano, seguito dal Centro trapianti rene-pancreas dell’Ospedale di Padova, è stato sottoposto a un rigoroso iter clinico, immunologico e psicologico prima dell’ammissione al programma. Come previsto dal protocollo nazionale, due commissioni di terza parte – una regionale e una nazionale – hanno esaminato dettagliatamente la candidatura. Il via libera definitivo è arrivato dal Tribunale territorialmente competente, che ha autorizzato il prelievo dopo aver verificato la piena libertà, gratuità e consapevolezza della scelta.
Il prelievo
La procedura di prelievo non comporta rischi particolari e chi vi si sottopone può tornare a una vita perfettamente normale. La procedura di donazione e trapianto è stata effettuata alcune settimane fa, nell’arco di una singola giornata. Donatore e ricevente sono stati dimessi come previsto nel giro di pochi giorni, e oggi sono entrambi in ottime condizioni.
In questo caso non è stato possibile individuare una coppia donatore-ricevente incompatibili per avviare, come nei casi precedenti, una catena di trapianti incrociati; pertanto, l’organo è stato assegnato secondo il protocollo ordinario al primo paziente candidabile in lista d’attesa presso il Centro trapianti di Padova.
L’ultima donazione un anno fa
L’ultima donazione samaritana di questo tipo in Italia risaliva esattamente a un anno fa ed era anch’essa avvenuta a Padova. Dal 2015, anno in cui il Centro nazionale trapianti ha attivato col via libera del Consiglio superiore di sanità questo programma specifico, si sono registrate complessivamente dieci donazioni samaritane.
Con quest’ultima donazione, salgono a dieci i donatori samaritani che dal 2015 hanno compiuto questa scelta in Italia. Complessivamente, le donazioni samaritane hanno reso possibili 30 trapianti di rene, che hanno coinvolto, oltre ai 10 donatori, anche 21 coppie donatore-ricevente. "Ogni organo donato viene ricevuto dalla Rete trapianti con responsabilità e riconoscenza, e questo diventa ancora più vero quando questo gesto arriva da un donatore samaritano”, commenta il direttore generale del CNT Giuseppe Feltrin. “Siamo grati a questa persona per la sua decisione generosa, e siamo sicuri che davanti alla sua storia in molti rifletteranno sul valore inestimabile della donazione degli organi. Le donazioni samaritane sono sicuramente inconsuete, ma la donazione dopo la morte è una scelta alla portata di tutti: oggi, con 8mila persone in attesa di trapianti, dare il proprio consenso alla donazione è più che mai fondamentale".
Una curiosità
Anche l’attore americano Jesse Eisenberg, 42 anni, protagonista di The Social Network e autore, protagonista e regista di A real pain, già donatore di sangue, ha raccontato in una trasmissione televisiva in cui presentava il suo nuovo film della saga di Now you can see me, di aver dato la disponibilità a una donazione altruistica di un rene e che la procedura sarà effettuata entro dicembre.