Nel film Triangle of sadness del regista svedese Ruben Östlund Carl e Yaya sono due fidanzati, entrambi modelli, in crociera alle Bermuda. La carriera di Yaya attraversa un momento fortunato, mentre quella di Carl è in crisii. Lei ha un grande successo anche come influencer, lui sembra invece rivestire più che altro un ruolo ornamentale per le storie che lei posta su Instagram.
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La coppia ‘sbilancata’
Questa situazione genera grande insoddisfazione in Carl, che in seguito verrà coinvolto in altre vicende che provocheranno in Yaya sentimenti di umiliazione e metteranno a rischio la sua stessa vita. Il tema dello sbilanciamento, all’interno di una coppia, tra le soddisfazioni e le gratificazioni di ciascuno dei due membri è molto importante, sia in ambito interpersonale e lavorativo che per quanto riguarda la visibilità sui social media, che per quanto frivola possa sembrare rappresenta comunque un indicatore del riconoscimento sociale di una persona. Uno squilibrio del genere può indurre nel partner meno “visto” sentimenti di inadeguatezza, umiliazione e perdita di valore personale, fino allo sviluppo di veri e propri sintomi depressivi.
Le rivalità
Questi vissuti sono direttamente collegati a dinamiche di confronto e di rivalità, che possono emergere anche se inaspettate e indesiderate: il riconoscimento da parte degli altri è una delle modalità con cui impariamo a regolare la nostra autostima, e quando ci sembra che le nostre qualità siano meno apprezzate rispetto ad altri siamo tentati di cadere nei meccanismi difensivi dell’invidia e della denigrazione, che ci consentono sul momento di ridurre la nostra dolorosa sensazione di inadeguatezza.
Ma con il tempo questi sentimenti inquinano le relazioni, e bisognerebbe imparare ad apprezzare o perlomeno a tollerare i successi altrui senza vederli come una ferita al nostro ego: ognuno di noi ha le sue qualità ed è probabile che, anche se altri ricevono maggior riconoscimento di noi in alcuni ambiti, ne esistano di altri nei quali noi possiamo sentirci più sicuri senza dover necessariamente entrare in competizione.
L’uomo in crisi
Spesso all’interno di una coppia è l’uomo ad avere più difficoltà ad accettare il successo della propria compagna: la tradizionale divisione dei ruoli prevedeva più visibilità per l’uomo, sostenuto e incoraggiato dalla donna. La conquista femminile di maggiori spazi di visibilità può essere vissuta dall’uomo come una ferita al proprio narcisismo, inteso come manifestazione di potenza e di importanza.
L’unica strategia per evitare che alla lunga queste tensioni distruggano il rapporto è cercare di abbandonare il terreno della competizione per seguire ognuno la propria strada, senza sentirsi “diminuito” dai successi dell’altro ma anzi essendone orgoglioso perché aggiungono valore alla coppia. Se può accadere che uno dei due partner, indipendentemente dal sesso, sia più proiettato all’esterno mentre l’altro si dedica maggiormente alla cura della relazione, è importante che nessuno dei due sacrifichi inutilmente le proprie aspirazioni, perché questo potrebbe tradursi successivamente in sentimenti di insoddisfazione e risentimento che, prima o poi, possono minare profondamente l’equilibrio della coppia.
Francesco Cro, psichiatra, Dipartimento di Salute Mentale, Viterbo