"La farmaceutica riesce a navigare l'incertezza globale come nessun altro": lo dice il presidente di Farmindustria Marcello Cattani, che in un punto stampa di fine anno con i giornalisti a Roma ha tracciato un bilancio sull'anno che volge al termine e ha delineato le prospettive per l'anno che verrà. Il 2025 è stato soddisfacente per il comparto: al mese di ottobre, l'export è cresciuto del 33,7% rispetto allo stesso periodo del 2024, per un valore di 58,8 miliardi di euro. È il primo settore per crescita in Italia. Risultati significativi, se si considera lo scenario globale, contraddistinto da conflitti armati e guerre commerciali.
"Siamo entrati in una nuova era - chiarisce Cattani - e i governi devono giocare la partita con regole diverse: la salute va considerata come parte essenziale della strategia di difesa della nazione". Ma l'Europa, secondo il presidente di Farmindustria, si basa su "un sistema di governance superato dalla storia. Ci vogliono regole flessibili e velocità, perché il mondo non aspetta nessuno. Trump cambia le regole e l'Europa deve riuscire a essere autonoma non solo in ricerca e sviluppo, ma anche nella produzione. Gli Stati Uniti si stanno sganciando dall'Ue e dalla Cina e noi rischiamo di restare col cerino in mano". E sulla governance europea occorre cambiare rotta. “L'Ue si è trincerata in ideologie green - sottolinea Cattani - e non riesce a partorire idee giuste. Il pericolo è che si mettano a rischio 100 miliardi di investimenti, per l'Italia circa 25 miliardi in 10 anni”.
Nessun dubbio sulle regole del gioco da rivedere: un meccanismo di early access che consenta di velocizzare le autorizzazioni per i nuovi farmaci e un processo che porti gradualmente al superamento del payback, triplicato nell'ultimo decennio. Se nel 2015 ammontava infatti a 769 milioni di euro, nel 2025 ha raggiunto i 2,3 miliardi.
"Nel 2026 il governo dovrà predisporre il testo unico della farmaceutica e far scendere il payback a un livello accettabile, quello del 13%, nonostante i Ceo chiedano di arrivare al 10%. E poi definire i termini per venirne fuori del tutto". E poi c'è la riforma dell'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco: una riforma "fondamentale, ma è un viaggio complesso. Ringrazio il presidente Nisticò, con cui abbiamo un dialogo costante, come avviene col governo", sottolinea Cattani. Un governo che, nella giornata di ieri, ha incluso nel maxi-emendamento omnibus alla Manovra l'aumento dello 0,1% del tetto di spesa per l'acquisto diretto dei farmaci. Una misura da 140 milioni di euro, attinti al Fondo per i farmaci innovativi. "Abbiamo dialogato col governo per arrivare a questo risultato", precisa Cattani. "Eravamo consapevoli delle difficoltà di una legge di Bilancio stretta, con l'obiettivo di uscire dalla procedura di infrazione. Si tratta quindi di un segnale molto positivo. Ringrazio per aver individuato queste ulteriori risorse". Così come sono stati segnali importanti "l'aumento del fondo sanitario di 7,4 miliardi e la cancellazione del payback dell'1,83%". Il bilancio dell'anno che sta per finire è dunque positivo: "Dovremmo superare i 70 miliardi di export - pronostica Cattani - una crescita importante che dovrebbe proseguire anche per il 2026. Ma dobbiamo stare attenti ai rischi che provengono dall'esterno. Non dobbiamo inseguire, ma imparare a prevedere lo scenario peggiore. E lo scenario peggiore - conclude il presidente di Farmindustria - sarebbe il mix di tariffe e Most favoured nation".