Salute

Mancano 5700 medici di famiglia: carenze in 18 regioni

Mancano 5700 medici di famiglia: carenze in 18 regioni

Ogni dottore ha in media ben 1.383 pazienti. Continua la crisi dell’assistenza primaria. I dati della Fondazione Gimbe

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In un piccolo comune del Foggiano i residenti sono rimasti senza medico di base dopo il pensionamento dell’unico professionista in servizio, ormai anziano. Una situazione che negli ultimi anni si ripete sempre più spesso, in alcune regioni più che in altre. In Sardegna, ad esempio, in cinque anni si è perso oltre il 40% dei medici di famiglia; i partecipanti all’ultimo concorso per il corso di formazione in medicina generale sono stati inferiori ai posti disponibili. In Lombardia un medico di famiglia ha una media di 1.533 pazienti. In Abruzzo, entro il 2028, ben 237 medici di medicina generale raggiungeranno l’età pensionabile di 70 anni. La Fondazione Gimbe aggiorna i numeri che raccontano la crisi di una professione e di un sistema senza il quale sono a rischio prevenzione e cure necessarie per malati cronici e over 65. Oggi in Italia mancano 5.716 medici di famiglia distribuiti in 18 Regioni. Nel gennaio 2024 ne mancavano all’appello 5.575. C’era una volta il medico di famiglia: lo speciale

I dati delle Regioni

Le declinazioni variano a seconda dei territori. Le situazioni più critiche si registrano in Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394), Lazio (-358). Carenze minori invece si rilevano in Puglia (-279 medici), Marche (-161), Friuli Venezia Giulia (-156), Sardegna (-143), Liguria (-116), Provincia autonoma di Bolzano (-80) e di Trento (-53), Calabria (-43), Valle d'Aosta (-15), Abruzzo e Umbria (-12). Fanno eccezione Basilicata, Molise e Sicilia, dove non si registrano carenze.

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Un medico per 1.383 pazienti

Per garantire una distribuzione omogenea e capillare dei medici di famiglia, tenendo conto della prossimità e della densità abitativa, la Fondazione Gimbe ha assunto come riferimento il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti. Numero però lontano dalla realtà: al primo gennaio 2025, i 36.812 medici di famiglia avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 a testa. Anche qui con marcate differenze regionali: dai 1.533 pazienti ciascuno della Lombardia ai 1.153 pazienti nel Molise. Nel mezzo ci sono il Veneto con 1.526 assistiti, Pa di Bolzano (1525), Friuli Venezia Giulia (1.473), Valle d'Aosta (1.432), Campania (1.425), Emilia-Romagna (1.420), Toscana (1.413), Piemonte (1.407), Marche (1.406), Pa Trento (1.388), Sardegna (1.384). Sotto la media italiana ci sono Liguria con 1.345, Puglia (1.331), Lazio (1.314), Calabria (1.242), Umbria (1.223), Abruzzo (1.216), Sicilia (1.177), Molise (1.154) e Basilicata (1.153). "Con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta", commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta.Considerato che le stime sono calcolate sulla media regionale, precisa Cartabellotta, "non si può escludere che, anche nelle Regioni dove non emerge una carenza, possano esserci ambiti territoriali o singole aree carenti".

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Previsti 8.180 pensionamenti entro il 2028

Tra il 2019 e il 2024 il numero dei medici di medicina generale è diminuito di ben 5.197 professionisti e tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione. La carenza dei medici di medicina generale affonda le radici in una programmazione inadeguata. "Per anni non è stato garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti dei medici di famiglia", commenta Nino Cartabellotta. "Da un lato, infatti, sempre più medici di famiglia scelgono di ritirarsi prima dei 70 anni, dall'altro il numero di medici che completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate: non tutte vengono assegnate e almeno il 20% degli iscritti abbandona il percorso". Ma, anche se tutti i medici di famiglia andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di specializzazione finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate, "le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti e le carenze", aggiunge Cartabellotta.

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La popolazione invecchia, aumentano i bisogni di cura

Il medico di famiglia rischia di scomparire in un momento storico in cui l’invecchiamento della popolazione fa moltiplicare i bisogni di assistenza. La programmazione del fabbisogno di medici e i criteri per definire il numero massimo di pazienti che possono assistere non tiene conto infatti dell'invecchiamento della popolazione e dell'aumento dei bisogni di cura: nel 2025 gli over 65 in Italia erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà soffre di due o più malattie croniche. Negli ultimi quarant'anni la quota di residenti con più di 65 anni è quasi raddoppiata, da 7,3 milioni a 14,5 milioni nel 2025. Mentre è triplicato l'aumento degli over 80, da 1,4 milioni nel 1985 a 4,5 milioni nel 2025. "Senza una visione - conclude il presidente Gimbe - Governo e Regioni continueranno a mettere in campo soluzioni frammentate per tamponare una grave crisi che richiede invece una riforma organica e coraggiosa della medicina generale".