Attaccano gli animali, li infettano e indirettamente colpiscono le persone. Sono le malattie trasmesse dalle zanzare, le ’nuove’ zanzare che i cambiamenti climatici ci presentano come vettori per virus e parassiti fino a ieri noti solo ai Paesi tropicali. Patologie con cui dobbiamo imparare a fare i conti, in vista della stagione calda che sta per arrivare. Parliamo della leishmaniosi, dell’arbovirosi e della filariosi. Ma anche di dengue, zika e chikungunya.
Ne hanno discusso i maggiori esperti italiani e internazionali, della medicina veterinaria, umana, della ricerca scientifica e delle istituzioni sanitarie. L’hanno fatto all’incontro LeishTalk 2026, tenuto a Peschiera del Garda nell’ambito dell’iniziativa Stop alla Leishmania in 3 ACT, evento promosso da Boehringer Ingelheim Animal Health con il Patrocinio dell’Associazione nazionale medici veterinari (Anmvi) e Federazione nazionale ordini veterinari italiani (Fnovi).
Nasce la rete tra medici, veterinari e farmacisti
Adesso l’obiettivo è “rafforzare una rete multidisciplinare capace di trasformare conoscenza ed evidenze scientifiche in strumenti pratici, utili sul territorio e nelle attività di controllo dei vettori (zanzare) in espansione”, spiegano gli esperti. A questo mira la rete che mette insieme le competenze di medici, veterinari, farmacisti e istituzioni.
Un gruppo di professionisti che dovrà rispondere ad alcune priorità: “Bisogna pensare alla collaborazione e alla prevenzione non solo per la leishmaniosi nel cane con il suo impatto sull’uomo e sulla sanità territoriale – sottolineano -, ma anche per controllare la rapida espansione di ’nuove’ zanzare invasive che arrivano dall’Asia orientale”. Prevenzione che parte sempre dal cane e punta alla protezione totale: al centro ci sono animali, persone e ambiente.
Le malattie da zanzara che passano dagli animali alle persone
Si parte da tre malattie trasmesse dalle zanzare che tradizionalmente con l’arrivo del caldo possono infettare gli animali domestici e trasmettersi anche alle persone: leishmaniosi, arbovirosi e filariosi. “In Italia è in corso un cambiamento profondo, e sempre più evidente, nello scenario epidemiologico dei pappataci (flebotomi) e delle nuove zanzare invasive – evidenziano gli esperti -. Questi insetti, principali vettori della leishmaniosi nel cane e nell’uomo e responsabili anche di altre zoonosi parassitarie e virali come filariosi e arbovirosi, stanno rapidamente ampliando il loro territorio”. Così, dalle aree tradizionalmente endemiche del Sud e delle coste, sono arrivate a colonizzare anche vaste aree del Nord Italia, sino alle zone prealpine e montane.
Quanto alla leishmaniosi canina (Lcan) è segnalata endemica in oltre 57 nuovi Comuni del Nord Italia, con nuovi focolai di Leishmania infantum registrati in Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, mentre si assiste a un aumento esponenziale dei nuovi casi in Emilia-Romagna e Toscana. Parallelamente, nuove specie di zanzare invasive stanno dimostrando una sorprendente capacità di adattarsi a temperature più fredde e alla presenza di serbatoi animali.
Basta una puntura per diffondere queste infezioni
Se guardiamo alle malattie portate dalle zanzare, l’elenco ne prevede diverse, comprese in tre categorie.
Arbovirosi (Malattie virali)
Quando parliamo di arbovirosi, ci riferiamo a malattie virali trasmesse principalmente da zanzare del genere Aedes (zanzara tigre) e Culex (zanzara comune). Tra queste c’è la dengue, che provoca febbre alta, forti dolori articolari e muscolari, mal di testa acuto e rush cutanei. Si aggiunge la chikungunya, caratterizzata da febbre improvvisa, intensi dolori articolari (che possono diventare cronici) e rash cutanei. C’è poi la zika, spesso asintomatica o con sintomi simil-influenzali lievi (febbre, congiuntivite, rash), ma pericolosa in gravidanza per il rischio di microcefalia nel feto.
Infine di questa famiglia fa parte anche il virus west nile (Wnv), malattia trasmessa dalla Culex pipiens, e spesso asintomatica, ma che può causare febbre, mal di testa e, in rari casi, encefaliti.
Filariosi (malattie parassitarie)
La seconda categoria di patologie trasmesse dalle zanzare è quella delle filariosi, causate da parassiti nematodi portati da questi insetti. C’è la filariosi cardiopolmonare (cane/gatto): il parassita Dirofilaria immitis si insedia nel cuore e nelle arterie polmonari degli animali causando danni gravi o mortali.
In secondo luogo c’è la filariosi sottocutanea, in grado di generare parassiti che si localizzano nel tessuto sottocutaneo, e la filariosi umana, meno comune e generalmente in forma cutanea meno grave rispetto a quella canina.
Leishmaniosi (infezione da parassita)
La terza posizione tra le patologie provocate dalle zanzare la occupa la leishmaniosi, che non è portata dalle zanzare comuni, ma dai flebotomi o pappataci (Phlebotomus), piccoli insetti attivi soprattutto nelle ore crepuscolari. Si tratta di una malattia infettiva molto grave, spesso fatale per i cani se non trattata, che può colpire anche l'uomo.
Come prevenirle
Quando si parla di prevenzione va tenuta presente una cosa: le regioni del sud Italia e le isole sono storicamente più a rischio. Ma nel contempo bisogna considerare che le zanzare-vettore si stanno diffondendo in tutta la penisola. Quindi come prevenire l’infezione? Negli animali è opportuno l’utilizzo di spot-on, collari e spray repellenti specifici per zanzare e flebotomi durante la stagione calda (da aprile a ottobre). Nell'uomo è consigliabile l’utilizzo di repellenti cutanei, zanzariere, abbigliamento coprente e bonifica dei ristagni d'acqua.
Pregliasco: “Serve un approccio One health per combattere le zoonosi”
Sul tema interviene Fabrizio Pregliasco, virologo, direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano. Che spiega: “Oggi si parla di approccio One health, una strategia globale che riconosce la salute umana, animale e ambientale come interconnesse e inscindibili. Significa promuovere la collaborazione multidisciplinare tra medici, veterinari, ecologi e altri esperti per migliorare la salute globale, prevenire zoonosi e perseguire un benessere sostenibile, adottando una visione olistica”.
“Questo avviene appunto perché ci si è resi conto che bisogna combattere le zoonosi - prosegue Pregliasco –. Un approccio che coinvolge la ricerca scientifica e l’attività istituzionale, con un interesse generale anche da parte del ministero della Salute. Dobbiamo tenere presente due fattori che contribuiscono alla diffusione delle malattie portate dalle zanzare: l’aumento della temperatura media e la sopravvivenza più lunga di questi insetti, in grado, se si tratta di zanzare femmine, di vivere anche uno due mesi e di sopravvivere pure a lunghi viaggi aerei”.
I fattori di rischio: viaggi, aumento delle temperature e degrado ambientale
Inoltre Pregliasco evidenzia come “la facilitazione di vicinanza tra specie di animali ed essere umani favorisca l’adattamento di alcuni agenti (virus) ad essere più aggressivi o ad affinare la capacità di trasmettersi all’uomo”. “Per altri patogeni, invece, il veicolo di diffusione è rappresentato dai viaggi - aggiunge –, nonché un aumento medio delle temperature che favorisce negli insetti che li trasportano una tempistica di sopravvivenza più ampia nei nostri ambienti. Quindi avremo più infezioni e più casi. Infine in tutto ciò gioca un ruolo importante pure il degrado ambientale”.
“Da noi spesso i casi infetti che arrivano da Paesi stranieri sono sottovalutati - conclude il virologo -. Invece dobbiamo imparare a valutarli. Le patologie all’inizio magari sono banali, ma se il paziente che arriva dal luogo a rischio non si rivolge subito al medico, corre il rischio di aggravarsi e di dover affrontare un serio problema”.