Salute

Fumo: un colpo a Big Tobacco

Fumo: un colpo a Big Tobacco

Serve una legge per combattere concretamente il fumo. Che uccide migliaia di italiani. E altrettanti condanna alla disabilità. Per fare fronte al nuovo marketing dell’industria del tabacco, aumentare il prezzo sarebbe un’arma concreta che già ha dimostrato di funzionare

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Eppure, fumano. Più di dieci milioni di italiani accendono una, dieci, venti, e chissà quante, sigarette al giorno. Si ha un bel da dire che farlo è un harakiri. Si ha un bel da scrivere, anche sui malefici pacchetti, che causa cancro, infarto, ictus, scompenso, broncopatie gravi, e un fiume di malattie in massima parte mortali o comunque disabilitanti. Loro fumano.

La pubblicità occulta

Complice il mal di vivere, la facilità con cui si cade in una dipendenza e con cui si trovano le sigarette killer. Complice, soprattutto, la continua e pervasiva pubblicità occulta che ne sancisce la funzione catartica, che suggerisce persino possano darci la forza di resistere alle avversità. Per qualche tempo le sigarette erano quasi sparite dagli schermi, scacciate dalla inoppugnabile evidenza sulle loro conseguenze sanitarie, ma anche sullo stigma del fumatore che puzza, ha i denti gialli, le dita consumate. Oggi sono tornate; gli eroi e le eroine fumano in Tv e al cinema. Perché? Chissà, ma sembra ragionevole immaginare che il fiume di finanziamenti delle imprese del tabacco possa averci qualcosa a che fare in questo cambiamento di status del fumo, passato in pochi anni da schifezza riprovevole buona solo per gli emarginati a segno di forza, spregiudicatezza e balentia.

I costi del fumo

E pensare che curare i malati da fumo costa oltre 11 miliardi l’anno, che diventano 25 se si includono anche il prezzo di invalidità, assenze dal lavoro e morti premature. Possibile che non si possa fare niente? La domanda se la pongono da decenni schiere di addetti ai lavori. Quanto funzionano le campagne? Quanto fa la scuola?

Un fiume di parole, ma a oggi a funzionare è stata la legge che vieta il fumo in pubblico, che ha convinto molti italiani e permesso a noi tutti di non vivere in una costante nube tossica.

https://www.salute.eu/2025/12/22/news/nicotina_potente_tossina_per_il_cuore_anche_quella_di_e-cig_e_tabacco_riscaldato-425054257/

Una legge di iniziativa popolare

Forse se ne potrebbe fare un’altra. Ed è quello che propongono gli oncologi (che ogni giorno vedono lo strazio del fumo) quando promuovono una legge di iniziativa popolare per istituire un’accisa di 5 euro per tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, compresi quelli di nuova generazione. E destinare questi denari al Ssn.

https://www.salute.eu/dossier/oncoline/2026/02/23/news/fumo_meno_10_anni_di_vita-425177918/

Una buona idea. Che ha funzionato nei Paesi dove lo fanno, come confermato da decenni di studi dell’Oms e di economisti della salute pubblica: in Europa, stima l’Oms, ogni aumento del 10 per cento del prezzo riduce in media del 4-5 per cento il consumo totale. È tantissimo, ed è di certo una buona ragione per firmare la petizione: 5eurocontroilfumo.it.