L’ombra del Covid torna a preoccupare gli esperti. La nuova allerta arriva dagli Stati Uniti, dove il virus si sta diffondendo nelle vesti di una variante, battezzata Cicada dagli addetti ai lavori, pare particolarmente sfuggente ai vaccini. È è la variante BA.3.2, in circolazione sottotraccia dalla fine del 2024: a novembre era stata rilevata per la prima volta in un campione respiratorio raccolto in Sudafrica. Le sue caratteristiche sono evidenti: ha un elevato numero di mutazioni che la rendono diversa e più preoccupante rispetto alle varianti degli ultimi tempi.
Un’altra discendente di Omicron
Gli esperti si interrogano su questa nuova protagonista. Sostengono che ad oggi non ci sono segni che Cicada sia più pericolosa o che provochi una malattia più grave rispetto alle altre varianti protagoniste dell'inverno 2025-2026. Ma la tengono sotto osservazione, proprio per la velocità con cui si sta muovendo. Va detto che anche BA.3.2 discende dalla grande famiglia Omicron, però ha qualcosa di diverso, qualcosa che la caratterizza rispetto ai ceppi ora predominanti del virus Sars-CoV-2, cioè presenta da 70 a 75 modifiche genetiche sulla sua proteina Spike.
Parliamo della parte del virus che permette la penetrazione nelle cellule umane (e rappresenta il target dei vaccini). E, proprio a causa delle caratteristiche divergenti di Cicada, gli esperti evidenziano che l'attuale vaccino Covid potrebbe non rivelarsi al massimo della sua efficacia.
Da dove arriva Cicada
Cicada ha un passato iniziato nel 2025. Un anno dopo, nel febbraio 2026, si era estesa a 23 Paesi. Il primo caso negli Stati Uniti è stato rilevato in un viaggiatore arrivato nel giugno 2025. Da allora, il virus è stato trovato in pazienti e nei sistemi di trattamento delle acque reflue di 29 Stati americani. “Tutti i virus mutano nel tempo, e quello che causa la malattia Covid lo fa molto rapidamente - spiegano gli esperti -. Occasionalmente una di queste mutazioni può conferire un vantaggio, permettendo a una variante di diffondersi maggiormente rispetto ad altre. Questi cambiamenti rendono infatti più difficile per il sistema immunitario riconoscere il patogeno”.
Gli scienziati si sono mossi proprio su questo fronte per progettare i vaccini anti-Covid: li hanno creati e aggiornati basandosi sulle varianti più comuni in circolazione. Quelli attuali, ad esempio, sono mirati al lignaggio JN.1. Ma c’è un problema: la BA.3.2 è quasi sconosciuta in una popolazione in cui ancora non aveva circolato, E allo stesso tempo è sufficientemente diversa dalla famiglia JN.1 da portarla a sfuggire alle difese immunitarie.
Pregliasco: “Aspettiamoci contagi anche in Italia”
Il ritorno del Covid sottoforma di una variante emergente non sorprende il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano. Che spiega: “Il virus SARS-CoV-2 rimarrà per anni, è endemico. Il suo percorso ci sta mostrando ciò che vedevamo nei primi momenti della pandemia Covid, quando la sua diffusione era amplissima e la frequenza di varianti era martellante. Quindi continuerà a circolare, questa è la peculiarità che ha reso possibile la pandemia. In sostanza il difetto del virus di non esser stabile diventa un vantaggio genetico, quindi, come avviene per l’influenza, ci accompagnerà per sempre”.
“Ma va detto che, oltre alla variante Sars-Cov-2, già durante l’inverno circolavano coronavirus che potremmo definire ’cugini’, patogeni che in passato avevano avuto un ruolo pandemico e poi sono diventati endemici - prosegue Pregliasco –. Ci chiediamo se Cicada possa sfuggire ai vaccini? Ma ogni nuova variante ha caratteristiche di immunoevasione. Ci chiediamo se sia più preccupante? Diciamo che può generare onde di contagi come quelle dell’influenza, non correlate alla stagionalità, momenti di salita e discesa. Dunque focolai che possiamo aspettarci in qualsiasi momento. E, come avviene per i coronavirus non SARS-CoV-2 queste varianti possono rivelarsi sempre meno pesanti dal punto di vista clinico, perché questa è la strategia dei virus: ammalare il paziente ma non aggravarlo per facilitare il contagio e sopravvivere”. Sul fatto poi che Cicada possa arrivare anche in Italia, Pregliasco risponde: “È probabile, visto i viaggi che ci collegano al resto del mondo”.
Vaccinarsi o no?
Detto questo, la domanda di fondo è: conviene vaccinarsi ancora contro la malattia Covid o no? Il fatto che la variante Cicada sia più immunoevasiva, secondo gli esperti non significa che vaccinarsi sia inutile, dal momento che numerose evidenze dimostrano il potenziale dei vaccini nel ridurre i ricoveri e i decessi Covid. Resta un ostacolo: il meccanismo attraverso cui il sistema immunitario riconoscerà la nuova variante sviluppando anticorpi e immunità sarà meno rapido. E non essendo così efficace nel rilevare BA.3.2, Cicada potrebbe infettare un numero maggiore di persone, portando potenzialmente a un picco di casi Covid.
“Gli americani hanno appena invitato a vaccinarsi ogni sei mesi, ma questo non è fattibile se non per persone molto fragili - evidenzia Pregliasco -. È chiaro però che proteggersi sia giusta la strada da seguire, perché il richiamo vaccinale riattiva il sistema immunitario, quindi funziona. Considerando inoltre che il virus continuerà ad essere fra noi, un richiamo annuale è consigliale, magari in coincidenza con la campagna influenzale”. Come abbattere il rischio contagio? “Sicuramente le misure anti-contagio possono fare la differenza - conclude Pregliasco –. Parlo del fatto di proteggere i malati cronici e le persone anziane e fragili, di restare a casa in presenza di sintomi, di curare l'igiene delle mani e mantenere la distanza dalle altre persone”.