Salute

Allergie e naso ostruito, quando c’entrano i turbinati

Allergie e naso ostruito, quando c’entrano i turbinati

Fondamentale una corretta diagnosi specialistica per distinguere tra rinite allergica, vasomotoria o altre condizioni. Quali sono le terapie migliori

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Con l’arrivo della primavera, l’aumento della concentrazione di pollini nell’aria determina un significativo incremento dei disturbi respiratori nasali, in particolare nei soggetti allergici. Tra le condizioni più frequentemente osservate vi è l’ipertrofia dei turbinati inferiori, una causa comune di ostruzione nasale cronica.

Che cosa sono i turbinati

I turbinati sono strutture anatomiche fondamentali per la regolazione del flusso aereo, l’umidificazione e il riscaldamento dell’aria inspirata. Tuttavia, in presenza di stimoli infiammatori cronici, come quelli legati alle allergie stagionali, possono aumentare di volume causando una riduzione del passaggio dell’aria e una sensazione persistente di naso chiuso.

I pazienti riferiscono spesso difficoltà respiratoria nasale, rinorrea, starnutazione e talvolta disturbi del sonno, con impatto significativo sulla qualità della vita. In questi casi è fondamentale una corretta diagnosi specialistica per distinguere tra rinite allergica, vasomotoria o altre condizioni associate.

La terapia medica è il primo approccio

La terapia medica rappresenta il primo approccio. Gli steroidi topici nasali costituiscono il trattamento di scelta, grazie alla loro efficacia nel ridurre l’infiammazione locale e il volume dei turbinati. Gli antistaminici, sia orali che topici, risultano utili nel controllo dei sintomi allergici sistemici.

Nei casi più severi, o nelle fasi acute particolarmente intense, può essere indicato un breve ciclo di steroidi sistemici, sempre sotto stretto controllo medico. Un ruolo importante è svolto anche dai lavaggi nasali con soluzioni saline, che contribuiscono a rimuovere allergeni e secrezioni, migliorando la funzione mucociliare.

Quando la terapia farmacologica non è sufficiente, si può ricorrere a trattamenti chirurgici mini-invasivi, in anestesia locale o con sedazione, senza necessità di tamponi nasali.Tra le tecniche più diffuse vi è la decongestione dei turbinati mediante radiofrequenza, che consente una riduzione volumetrica controllata con tempi di recupero rapidi.

Altre opzioni includono l’utilizzo del laser, del microdebrider e tecnologie più innovative come la risonanza quantica molecolare, che permettono un trattamento mirato con preservazione della mucosa.

Intervenire tempestivamente

È fondamentale sottolineare come la scelta terapeutica debba essere personalizzata in base al quadro clinico del paziente. Un percorso diagnostico e terapeutico guidato da uno specialista in otorinolaringoiatria consente di ottenere risultati efficaci e duraturi. Affrontare tempestivamente l’ipertrofia dei turbinati, soprattutto in periodo primaverile, significa non solo migliorare la respirazione, ma anche prevenire complicanze e ridurre l’impatto delle allergie sulla vita quotidiana.

Dirigente I livello Unità Operativa Complessa di ORL Ospedale Santa Rosa, Asl Viterbo