Salute

Lenti a contatto: come sceglierle e usarle in sicurezza

Lenti a contatto: come sceglierle e usarle in sicurezza

Non servono solo a vedere meglio ma possono anche essere curative. In occasione della Giornata mondiale, una guida pratica ai vari tipi e alle precauzioni da seguire per evitare problemi

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Le lenti a contatto rappresentano la soluzione ideale per chi vuole vedere bene senza occhiali. Offrono libertà di movimento, un campo visivo più ampio e spesso una sensazione di maggiore naturalezza nella vita quotidiana. Non stupisce quindi che molte persone le associno a praticità, comfort e anche a una migliore percezione di sé. In occasione della Giornata mondiale però, gli specialisti spiegano che le lenti a contatto sono dispositivi medici e, se scelte o usate male, possono diventare una fonte di irritazione, secchezza, infiammazione e in alcuni casi anche di complicanze più serie per gli occhi.

Perché piacciono tanto

Chi porta le lenti a contatto racconta spesso di sentirsi più libero. La visione è più naturale, non ci sono montature, non si appannano come gli occhiali e in molte attività quotidiane, dal lavoro allo sport, risultano più pratiche. Secondo l’indagine nazionale “La prospettiva delle lenti a contatto oggi” (Jarach & Associati), per il 74% degli utilizzatori sono prima di tutto sinonimo di libertà. Una parte consistente le collega anche a una migliore immagine di sé e a un maggiore benessere nella vita quotidiana. Questo, però, non significa che siano sempre la scelta migliore o più semplice. Molto dipende dalla qualità del film lacrimale, dalla sensibilità dell’occhio, dal tempo di utilizzo, dall’ambiente in cui si vive e dalle abitudini di chi le porta.

Giornaliere, settimanali, mensili: cosa cambia davvero

Un tempo si distingueva soprattutto tra lenti a contatto morbide, cioè idrofile, e lenti rigide. Oggi però il panorama è molto più ampio. “Esistono molti materiali diversi e le lenti si differenziano anche per geometria, curvatura e funzione. Ci sono lenti monofocali, multifocali o progressive, lenti toriche per chi ha astigmatismo, e poi dispositivi più avanzati utilizzati in ambito terapeutico o pediatrico”, spiega Francesco Loperfido, oculista responsabile del servizio di Oftalmologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e socio della Commissione Difesa Vista per l’Italia. Le vecchie lenti rigide sono state in gran parte sostituite dalle gas-permeabili, che risultano più evolute, più flessibili e trattate in modo da essere più ‘bagnabili’ e tollerabili.

Non solo correzione visiva: esistono anche ‘lenti terapeutiche’

Le lenti a contatto non servono soltanto a correggere miopia, ipermetropia o astigmatismo. “In alcuni casi - prosegue Loperfido - vengono utilizzate come veri e propri presidi terapeutici. Per esempio, possono essere applicate per proteggere la cornea, isolarla e favorire la guarigione, oppure per veicolare farmaci, come nel caso di alcune ulcere corneali”. Esiste poi una contattologia più avanzata impiegata anche nei bambini nati con cataratta congenita, quando non è ancora possibile inserire un cristallino artificiale perché l’occhio è in crescita. “In questi casi si usano lenti a contatto particolari, che vengono adattate progressivamente man mano che l’occhio si sviluppa. Sul fronte della ricerca, esistono anche lenti con microchip in grado di rilevare parametri oculari, come la pressione intraoculare o segni legati all’occhio secco, anche se non tutte queste applicazioni sono disponibili in Italia. Ci sono inoltre lenti a defocus usate per rallentare l’evoluzione della miopia nei bambini, particolarmente utili per chi pratica sport”. Non solo: esistono anche lenti a contatto che incorporano sostanze bioefficaci e le rilasciano in modo graduale e continuo durante l’utilizzo. Tra queste, la tirosina e la riboflavina, note per il loro ruolo nel supporto del metabolismo oculare, insieme a sostituti lacrimali che contribuiscono a migliorare idratazione e lubrificazione della superficie oculare.

Giornaliere, settimanali o mensili

E per la durata di utilizzo? Le lenti giornaliere sono quelle più semplici da gestire. Si indossano una volta sola e poi si buttano. Questo riduce il rischio di errori legati a pulizia, conservazione e riutilizzo improprio. Le lenti settimanali richiedono più attenzione. Vanno pulite e conservate correttamente, ma possono rappresentare un compromesso tra praticità e durata. Le lenti mensili sono tra le più usate da chi le porta tutti i giorni. Possono essere affidabili e versatili, ma richiedono una routine rigorosa. “Più si allunga la durata della lente, più diventa importante rispettare le regole di manutenzione. Una lente mensile usata male, tenuta oltre il tempo previsto o pulita in modo insufficiente espone l’occhio a un rischio maggiore di fastidi e problemi”, avverte Loperfido.

Per chi fa sport le lenti possono essere preziose

Per chi pratica sport, le lenti a contatto sono spesso una soluzione molto utile. Offrono libertà di movimento e favoriscono il coordinamento visuo-motorio. In questi casi sono preferibili soprattutto le lenti idrofile giornaliere. Le gas-permeabili, invece, sono meno adatte agli sport di contatto o alle attività dinamiche, perché tendono a spostarsi o addirittura a saltare via più facilmente in caso di urto.

Le lenti non sono un accessorio: no al fai da te

Le lenti a contatto non andrebbero considerate un semplice prodotto da acquistare in autonomia. Sono un presidio medico e il loro utilizzo richiede una valutazione specialistica. “Il fai da te - raccomanda l’oculista del San Raffaele - non va bene: c’è ancora chi compra le lenti online o le sceglie su consiglio di amici, ma è un comportamento rischioso. Il percorso corretto prevede una valutazione oculistica e una relazione per il paziente con indicazioni precise. L’anamnesi è fondamentale: contano non solo i difetti visivi, ma anche fattori personali e condizioni generali, per esempio l’uso della pillola anticoncezionale, che può favorire secchezza oculare, oppure il tipo di lavoro svolto”.

Gli errori più comuni nell’uso quotidiano

Per usare le lenti a contatto in sicurezza, la prima regola è l’igiene: “Le mani vanno lavate con cura prima di toccarle e non bisogna mai superare i tempi di utilizzo indicati in confezione o raccomandati dallo specialista. Le lenti a ricambio prolungato devono essere pulite e disinfettate dopo ogni uso, lasciandole nell’apposito portalenti per il tempo previsto dal prodotto, in genere almeno 4-6 ore”, suggerisce Alessandra Balestrazzi, presidente dell’Associazione Italiana Medici oculisti (Aimo). “È importante controllare che i liquidi di conservazione non siano scaduti, sostituire ogni volta la soluzione nel contenitore e pulire regolarmente il portalenti, che va anche cambiato periodicamente”. Se le lenti non vengono usate, la soluzione in cui sono conservate va comunque rinnovata almeno una volta a settimana. “Mai sciacquare le lenti con acqua corrente e mai metterle in bocca per umidificarle. Meglio evitare di indossarle al mare o in piscina, dove aumenta il rischio di infezioni anche gravi della cornea, così come è opportuno non applicare creme, oli o lozioni prima di metterle. In generale, non andrebbero portate per più di 10-12 ore consecutive e non si dovrebbe dormire con le lenti indossate, salvo casi particolari e sotto stretto controllo specialistico”, aggiunge la presidente di Aimo .

Trucco e lenti a contatto: l’ordine giusto conta

Anche il make-up può interferire con l’uso corretto delle lenti. I cosmetici possono contaminare la superficie della lente, sporcarla e renderla meno bagnabile, compromettendo il comfort e l’idratazione corneale. “Per questo - raccomanda Loperfido - se si usano lenti mensili o quindicinali, è meglio inserire prima le lenti e truccarsi dopo, mentre alla sera conviene togliere prima le lenti e struccarsi dopo. In questo modo si riduce il rischio che residui di trucco si depositino sulla lente”. Per i soggetti allergici, spesso le lenti giornaliere sono preferibili, perché consentono di eliminare ogni giorno anche gli allergeni che si possono depositare sulla loro superficie.

Quando è meglio evitare le lenti

Ci sono situazioni in cui è meglio non indossare le lenti a contatto o farlo con molta prudenza. “Le lenti di per sé non provocano allergia nel senso stretto del termine, ma possono diventare una superficie su cui si depositano pollini, inquinanti e altre sostanze irritanti. Questo può succedere anche in ambienti urbani molto esposti a polveri sottili o particelle metalliche”, spiega l’oculista della Commissione Difesa Vista per l’Italia. Anche il lavoro conta. “Chi lavora in ambienti molto caldi, polverosi o esposti a sostanze irritanti, come per esempio fornai o carpentieri, può tollerare peggio alcune lenti, soprattutto quelle idrofile. In generale, in presenza di occhi irritati, arrossati o con sintomi anomali, è prudente sospendere l’uso delle lenti fino a valutazione specialistica”.

I segnali da non sottovalutare

Quali segnali non vanno sottovalutati e devono spingere a togliere subito le lenti e rivolgersi all’oculista? “Sicuramente la comparsa di arrossamento e secrezione che possono accompagnarsi a sensazione di corpo estraneo, fastidio alla luce e gonfiore palpebrale, in questo caso è importante sospendere immediatamente l'utilizzo di lenti a contatto e fare un controllo dal medico oculista per la terapia adeguata”, risponde Balestrazzi che aggiunge: “Nel caso di utilizzo di lenti giornaliere ovviamente le lenti non vanno riutilizzate, nel caso di utilizzo di lenti a ricambio prolungato è bene sostituirle o farle controllare anche dal contattologo”.

La Giornata mondiale

Il 15 aprile si celebra la Giornata mondiale delle lenti a contatto promossa da Assottica Gruppo Contattologia con l’obiettivo di diffondere una cultura della visione fondata su un’informazione corretta. Una data che coincide con il compleanno di Leonardo da Vinci, che nel 1508 descrisse un esperimento in cui l’immersione dell’occhio o del volto nell’acqua poteva modificare la visione: un’intuizione considerata un antecedente teorico del principio delle lenti a contatto. Cuore dell’iniziativa è la campagna nazionale #VediCosaPuoiFare che coinvolgerà centri ottici, professionisti della visione e portatori in un racconto condiviso sulle possibilità offerte dalle lenti a contatto. Per informazioni, GMLAC 2026.