Fedeli alla propria farmacia. Se si volesse riassumere con una frase il rapporto tra gli italiani e la propria farmacia di riferimento c’è un numero che spiega tutto: l’81.7% dei cittadini dichiara di scegliere sempre la stessa farmacia, e non perché offre più servizi o prodotti, come sarebbe facile pensare, ma per il rapporto personale e fiduciario che si è creato, perché dietro a quel bancone ci sono professionisti che conoscono le proprie esigenze (ha risposto così il 72% del campione). Sono più affezionati gli over 65, e chi ha una patologia cronica (il 43,9% contro il 36,6% di chi non ha patologie croniche).
La farmacia luogo di salute
L’ottava edizione del rapporto sul ruolo della farmacia, realizzato da Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma e con il contributo non condizionante di Teva, disegna una realtà che in parte già conosciamo ma che è sempre utile ribadire: la farmacia è la prima linea di un presidio territoriale diffuso in modo capillare ed è un luogo in cui si viene consigliati per la scelta di farmaci di automedicazione per i piccoli disturbi, o per la scelta dei farmaci generici rispetto a quelli di marca. In una parola: una risposta sulla salute di ogni giorno. Il rapporto è il risultato di un lavoro svolto nel 2025, che ha coinvolto 1.976 farmacisti (38,4% nelle aree rurali, 61,6% nelle città) e 1.034 cittadini, (di cui il 54% affetto da patologie croniche): un doppio punto di vista che mette in relazione da una parte i servizi che la farmacia riesce a offrire e dall’altra quello che i cittadini percepiscono e utilizzano.
I servizi della farmacia
Circa tre farmacie su quattro dispongono di locali separati per erogare servizi specifici. Tra le prestazioni più diffuse i test diagnostici rapidi (come glicemia e colesterolo), offerti da quasi otto farmacie su dieci. Per quanto riguarda gli screening, più di un cittadino su quattro ha partecipato a campagne di prevenzione: l’adesione è più alta negli adulti (4 su dieci nel target tra i 51 e i 74 anni). Sul fronte delle vaccinazioni e della telemedicina: circa una farmacia su due somministra il vaccino antinfluenzale, più di sette farmacie su dieci effettuano Elettrocardiogramma o monitoraggi con holter cardiaco e pressorio. Ha effettuato un elettrocardiogramma oltre il 20% dei cittadini che hanno risposto al questionario; oltre il 19% ha effettuato un holter pressorio.
Farmaci equivalenti
A 30 anni dalla loro introduzione secondo Aifa gli equivalenti coprono il 30-32% del mercato in termini di volumi e il 21-22 a valori. Un risultato che ancora è lontano da quelli dei principali Paesi europei. La spesa farmaceutica si aggira sui 34-35 miliardi di euro: il 75% è a carico del Ssn, il 25% a carico dei cittadini. La richiesta sembra stabile: nel 62,3% dei casi è rimasta invariata nell’ultimo anno, mentre nel 35,7% è aumentata. Continuano ad esistere però ostacoli, soprattutto nella resistenza dei pazienti, variabile che per i farmacisti incide nel 78,1% dei casi. Come sempre, si tende ai farmaci di marca (36,2%) e si percepiscono gli equivalenti come meno appropriati (36%). E questo nonostante il 60 per cento del campione dica di essere ben informato. La speranza? Nei giovani che, pur facendo meno ricorso a farmaci in generale, sono comunque molto propensi a usare farmaci equivalenti sia per fiducia nella proposta del farmacista (66,7%) che per risparmiare (58,3%).
L'automedicazione
E’ ormai una pratica quotidiana: circa otto cittadini su dieci si sentono abbastanza o molto informati sui farmaci da banco. In questo contesto, il farmacista resta un punto di riferimento essenziale: circa sette persone su dieci chiedono spesso o molto spesso un suo consiglio prima di un acquisto. Le donne appaiono più inclini al confronto con il farmacista di riferimento (circa tre su quattro), mentre gli uomini tendono maggiormente all'autogestione.
Le carenze di farmaci
Infine il Rapporto esamina il tema delle carenze dei farmaci: sebbene più della metà dei cittadini non abbia incontrato ostacoli, oltre un terzo della popolazione ha vissuto qualche criticità nel reperire i farmaci. Il disagio è più marcato per i pazienti con cronicità: circa uno su dieci ha subito ritardi incompatibili con le proprie necessità terapeutiche, mettendo a rischio la continuità delle cure. In questo contesto, la farmacia di comunità emerge come un vero e proprio “ammortizzatore” del sistema, capace di garantire nella maggior parte dei casi la continuità terapeutica, grazie alla sua resilienza organizzativa e professionale
Farmacie anche nelle zone isolate
“Non si tratta più solo di aggiungere nuovi compiti alle farmacie, ma di cambiare il modo in cui le consideriamo dentro il nostro sistema sanitario. I dati dicono chiaramente che le farmacie fanno già molto di più rispetto al passato; adesso la vera sfida è fare in modo che lo Stato e le Regioni le integrino per davvero, eliminando le differenze tra città e zone isolate. La vera svolta ci sarà solo quando ogni cittadino potrà accedere a questi servizi in modo facile, uguale per tutti e consapevole. Dobbiamo spingere la politica a creare un modello che metta la farmacia al centro del territorio per proteggere davvero il diritto alla salute di ognuno”, dichiara Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva.
Insiste sull’omogeneità a livello nazionale anche Marco Cossolo, Presidente di Federfarma Nazionale. “Occorre ora rendere questo modello pienamente operativo e omogeneo su tutto il territorio nazionale, rafforzando la collaborazione soprattutto con i medici di medicina generale, per garantire un accesso equo e una risposta sempre più efficace ai bisogni di salute di tutti i cittadini, compresi coloro che vivono nelle aree più remote del paese”,