Salute

Hantavirus: la dispnea, la “fame d’aria” che appare all’improvviso e non va sottovalutata

Fra i sintomi dell'hantavirus ci sono le difficoltà respiratorie (Foto Getty)
Fra i sintomi dell'hantavirus ci sono le difficoltà respiratorie (Foto Getty) 

Una difficoltà respiratoria che non compare gradualmente. Un sintomo che deve mettere in allerta

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L’Hantavirus responsabile del focolaio sulla nave da crociera non è un agente patogeno nuovo, ma la sua capacità di mimare una banale influenza lo rende un nemico subdolo e difficile da identificare. Specialmente all’inizio dell’infezione. Perché, nelle forme più gravi, in maniera repentina, subentra uno dei sintomi più caratteristici dell’infezione: la “fame d’aria”. “Sul piano clinico deve destare il sospetto una forma grave di peggioramento respiratorio, con dispnea, cioè difficoltà respiratoria”, conferma Ivan Gentile, professore ordinario di Malattie Infettive presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. “Possono orientare anche alcuni dati di laboratorio, come piastrinopenia, emoconcentrazione e segni di aumentata permeabilità capillare, ma la conferma richiede test specifici sierologici o molecolari”, aggiunge

La sfida diagnostica

Sebbene le tracce dell’Hantavirus risalgano addirittura al X secolo, questo patogeno continua a rappresentare una sfida diagnostica non indifferente. La sua pericolosità risiede in una sorta di “travestimento”: nelle fasi iniziali, la malattia è quasi indistinguibile da una comune sindrome influenzale, portando spesso i pazienti - e non di rado i medici - a sottovalutare il rischio. I primi sintomi sono infatti comuni a molte patologie stagionali: febbre alta improvvisa, forte stanchezza, dolori muscolari diffusi (che colpiscono specialmente la schiena e le cosce), mal di testa, nausea e vomito. Questa somiglianza con l’influenza può causare ritardi cruciali nella diagnosi. Tuttavia, mentre l’influenza comune tende a colpire principalmente le prime vie respiratorie, l’Hantavirus può evolvere rapidamente nella temibile Sindrome Polmonare da Hantavirus (HPS).

La dispnea

Il vero “campanello d’allarme” è dunque la dispnea. In questa fase critica, il virus attacca i polmoni, causando un rapido accumulo di liquidi.

La difficoltà respiratoria non compare gradualmente, ma si manifesta in modo improvviso e può peggiorare drasticamente in pochissimo tempo, rendendo spesso indispensabile il ricovero immediato in terapia intensiva. Tuttavia, nonostante la gravità del quadro clinico, è fondamentale mantenere la calma e analizzare il contesto.

“L’elemento davvero orientativo - precisa Gentile - è il criterio epidemiologico: recente esposizione a roditori o ai loro escrementi/urine, permanenza in ambienti contaminati, viaggi o soggiorni in aree dove circolano Hantavirus. In assenza di questo fattore, la probabilità è molto bassa, prossima allo zero, e non c’è motivo di alimentare allarmismi”.

La tempestività

Il messaggio che emerge è chiaro: la tempestività è tutto, ma la storia personale del paziente è la chiave di volta per i medici. “Il messaggio corretto è quindi: attenzione alla dispnea improvvisa e rilevante, ma soprattutto alla storia di esposizione”, evidenzia Gentile.

"In sua assenza, influenza, Covid-19, virus respiratorio sinciziale e le altre infezioni respiratorie restano di gran lunga le cause più probabili”, aggiunge. In definitiva, sebbene l'Hantavirus richieda la massima attenzione clinica per la sua rapidità d’azione sui polmoni, il rischio per la popolazione generale rimane estremamente basso, a meno che non vi sia stato un contatto diretto con gli habitat naturali dei roditori portatori.