Salute

Quando fare la nanna è un’impresa: i consigli su cosa fare se il bambino non dorme

Quando fare la nanna è un’impresa: i consigli su cosa fare se il bambino non dorme

I problemi del sonno colpiscono un bambino su tre. Nei più piccoli il sonno non è solo riposo ma una vera e propria “palestra” per il cervello e per l’equilibrio emotivo

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I disturbi del sonno nei bambini sono un tema su cui i neogenitori sempre discutono. Infatti, circa il 30% dei bambini sotto i 5 anni presenta difficoltà legate al sonno: risvegli notturni, difficoltà ad addormentarsi o sonno irregolare. Un fenomeno che, negli ultimi anni, si intreccia sempre più con l’uso precoce e diffuso dei dispositivi digitali.

Quanto deve dormire un bambino

Sono anche molti quelli che si chiedono quanto debba dormire un bambino per stare bene. L’American Academy of Sleep Medicine a tal proposito ha stilato le linee guida relative alla durata del sonno ideale per bambini e ragazzi dai 4 mesi ai 18 anni per rispondere a questa richiesta. Il progetto di ricerca durato 10 mesi e che ha visto coinvolti i 13 maggiori esperti USA del settore è giunto a queste conclusioni:

  • 4 – 12 mesi d’età: dalle 12 alle 16 ore di sonno;
  • 1 – 2 anni d’età: dalle 11 alle 14 ore di sonno;
  • 3 – 5 anni d’età: dalle 10 alle 13 ore di sonno;
  • 6 – 12 anni d’età: dalle 9 alle 12 ore di sonno;
  • 13 – 18 anni d’età: dalle 8 alle 10 ore di sonno

Perché il sonno è così importante

Dormire per il numero di ore raccomandate e in modo regolare si associa a buoni livelli di attenzione e memoria, a capacità di apprendimento più efficaci e, in generale, a una migliore salute mentale e fisica. Al contrario, un sonno insufficiente è correlato a problemi comportamentali, di sviluppo e di apprendimento, oltre che a un aumentato rischio di patologie come obesità, ipertensione, diabete e depressione.

Nei bambini, quindi, il sonno non è solo riposo: è una vera e propria “palestra” per il cervello e per l’equilibrio emotivo.

I disturbi più comuni

Tuttavia, non sono poche le famiglie italiane che si trovano alle prese con problematiche del sonno. Tra i disturbi più segnalati dai genitori ci sono: difficoltà ad addormentarsi senza la presenza dell’adulto, risvegli frequenti durante la notte, risvegli molto precoci al mattino, ritmo sonno-veglia irregolare. E a risentirne è il sonno di tutta la famiglia.

Il ruolo dei dispositivi digitali

Spesso questi disturbi non hanno una causa medica, ma sono legati alle abitudini quotidiane e all’ambiente domestico. Tra i possibili interferenti con il sonno del bambino, vi sono tablet e smartphone, spesso lasciati tra le mani anche dei più piccoli anche nelle ore serali. Gli studi hanno però evidenziato possibili rischi correlati a questi comportamenti. Ad esempio alcuni studiosi hanno indagato l’effetto della luce blu degli schermi che può interferire con la produzione di melatonina, il cosidetto ormone del sonno. I contenuti digitali stimolano il cervello, rendendo più difficile il rilassamento e quindi l’addormentamento. Per questo motivo, l’utilizzo dei dispositivi nelle ore serali è considerato uno dei principali fattori di rischio per i disturbi del sonno infantile.

Le regole per dormire bene

Per un buon sonno è fondamentale “dare e darsi delle regole”.

La prima è la regolarità: orari e abitudini vanno rispettati il più possibile. Meglio andare a letto presto, senza aspettare che il bambino sia troppo stanco: un’eccessiva stanchezza può renderlo nervoso e irritabile, rendendo l’addormentamento ancora più difficile. Anche piccoli cambiamenti nella routine, come un genitore che rientra tardi, non dovrebbero modificare l’orario della nanna. La costanza aiuta il bambino a sentirsi sicuro.

Alcuni rituali possono facilitare il momento dell’addormentamento: una favola, una ninna nanna, luci soffuse o una musica dolce di sottofondo. È importante che il bambino si addormenti nel luogo in cui passerà la notte, cioè nel suo lettino. Addormentarsi altrove e poi essere spostato può causare risvegli improvvisi e disorientanti.

L’ambiente deve essere tranquillo e privo di stimoli eccessivi. In questo contesto, telefonini e tablet rappresentano un ostacolo: interferiscono sia con la qualità sia con la quantità del sonno, motivo per cui è consigliabile evitarli soprattutto nelle ore serali. La tecnologia non va demonizzata, ma regolata. Il punto non è eliminarla, bensì integrarla in modo sano nella vita quotidiana. Recuperare routine serali semplici, prevedibili e senza schermi resta una delle strategie più efficaci per garantire ai bambini e ai loro genitori notti davvero riposanti.

Meglio evitare anche l’assunzione di liquidi prima di dormire, inclusa la camomilla. Può essere invece utile un oggetto consolatorio: pupazzi o giochi che accompagnano il bambino nel momento di lasciarsi andare al sonno, offrendo sicurezza e continuità affettiva.

Quando chiedere aiuto

Se le difficoltà persistono nel tempo o incidono sul benessere del bambino e della famiglia, è importante confrontarsi con il pediatra. In alcuni casi possono esserci condizioni specifiche che richiedono un approfondimento, quali le parasonnie o le apnee ostruttive.

Elena Bozzola, Coordinatrice Commissione Dipendenze Digitali SIP- Presidente Onlus Il Bambino ed il suo Pediatra