Un’ondata estiva anomala di Covid sta colpendo la Cina. Secondo il Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), a luglio sono stati registrati 79.000 casi. Fra questi ce ne sarebbero 130 gravi.
La maggior parte dei pazienti ha sintomi lievi e si parla di un tasso di infezione molto più basso di quello dello scorso anno. E le autorità ricordano che non c’è nessun allarme.
La variante NB.1.8.1
La diffusione della variante Omicron NB.1.8.1 ha raggiunto un "livello di trasmissione moderato", segnala il CDC. Non è stato fornito però un totale settimanale delle nuove infezioni. I dati più recenti, elativi alla settimana dal 13 al 19 luglio, parlano di un tasso di positività ai test per il Covid-19 del 16,3%, con un aumento di 4,3 punti percentuali rispetto alla settimana precedente. Mentre il tasso di positività per l'influenza si è attestato al 12,6%, registrando un calo di 0,9 punti.
Le autorità sanitarie cinesi raccomandano agli anziani e ai malati di adottare misure di prevenzione, come, ad esempio, l'uso della mascherina nei luoghi pubblici e negli ospedali. E consigliano ai pazienti fragili di vaccinarsi.
L’estate del Covid
Secondo il quotidiano locale Scmp, nelle ultime settimane in Cina il virus ha superato l’influenza come principale agente respiratorio. Il periodo dell’anno non sarebbe quello in cui il virus si diffonde di più e gli esperti si chiedono cosa stia accadendo.
In passato, Covid-19 e influenza circolavano di più in inverno e in primavera, ma oggi la situazione appare sempre più imprevedibile. “Il caldo estivo spinge le persone a trascorrere più tempo in ambienti climatizzati, creando condizioni di trasmissione in spazi chiusi analoghe a quelle dei mesi più freddi”, ha dichiarato al giornale National Business Daily Peng Jie, vicedirettore del dipartimento di malattie infettive dell'ospedale Nanfang della Southern Medical University.
Nessun allarme
"Le condizioni per la trasmissione del virus d’estate stanno convergendo con quelle invernali, portando a un aumento delle infezioni da Covid-19 e da influenza", ha affermato Peng. Li Tongzeng, primario del reparto di malattie infettive dell'ospedale Beijing Youan, ha dichiarato al Global Times che gli spostamenti durante le vacanze estive potrebbero accrescere ulteriormente il rischio di trasmissione.
I due esperti ricordano che non c’è motivo di allarmarsi per l'attuale diffusione, poiché il tasso di casi gravi e di mortalità da Covid-19 non è aumentato in modo proporzionale. Questo indica che, sebbene il virus continui a mutare e a diventare più contagioso, la virulenza delle nuove varianti rimane bassa.
Secondo quanto riferito dai media cinesi, la maggior parte dei pazienti manifesta sintomi come febbre e mal di gola, guarendo nel giro di cinque-sette giorni. Peng ha aggiunto che l'attuale tasso di positività è "significativamente inferiore" rispetto al picco registrato nel 2025. Secondo i dati dei CDC, il tasso di positività ha superato il 20% al picco di maggio dell'anno scorso, per poi registrare un calo costante fino a circa il 10% nel mese di agosto.
L’immunità
Peng ha affermato che, con il passare del tempo rispetto alle precedenti infezioni o vaccinazioni, si assiste a un progressivo affievolirsi dell'immunità e il numero di persone a rischio di contagio sarebbe aumentato. Sulla base delle tendenze recenti, l’esperto i prevede che i tempi di diffusione della malattia saranno "significativamente più lunghi" rispetto all'anno scorso. E ha aggiunto che nei prossimi mesi potrebbero verificarsi "focolai sporadici".
All'inizio del mese, il CDC ha riferito che la variante Omicron NB.1.8.1 rimane quella predominante in Cina. L'attività di monitoraggio non ha rilevato nuove varianti in grado di comportare ulteriori rischi per la salute pubblica, ha aggiunto Chang.
La variante
La variante prevalente indicata dalle autorità cinesi è NB.1.8.1, appartenente alla famiglia Omicron. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) l’aveva classificata come “variante sotto monitoraggio” già a maggio 2025. Secondo la valutazione dell’OMS, NB.1.8.1 ha caratteristiche permettono di diffondersi più facilmente. Ma non ci sono evidenze che rivelino un maggiore rischio di malattia grave rispetto alle altre varianti circolanti.
L’Italia
La situazione in Cina non deve preoccupare l’Italia. Grazie all’immunità acquisita, ai vaccini e alla disponibilità di cure, il Covid non è più la minaccia che era durante la pandemia.
Il ministero della Salute continua a pubblicare i report della sorveglianza italiana, mentre l’ECDC raccoglie in un’unica piattaforma i dati europei su Covid, influenza e virus respiratorio sinciziale.
Non bisogna quindi allarmarsi, in quanto la situazione è sotto controllo in Europa e in Italia. Risulta comunque importante non abbassare la guardia e prestare attenzione ai sintomi. In presenza di febbre, tosse o mal di gola può essere utile ridurre i contatti, arieggiare gli ambienti e valutare l’uso della mascherina nei luoghi chiusi o affollati.