Animali in salute

Il tuo cane ti sbatte le palpebre? È per dirti che...

Il tuo cane ti sbatte le palpebre? È per dirti che...

Studio dell’Università di Parma indaga sulla capacità di interazione tra umani e amici a quattro zampe. Il risultato è sorprendente: i nostri animali ci parlano attraverso lo sguardo

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Se il proprio amico umano lo guarda fisso negli occhi e sbatte le palpebre, anche lui, il cane, fa altrettanto. E lo fa ancora di più quando si tratta di un’amica, quindi una donna. Non si può dire la stessa cosa se il proprietario del cane si trova sì nella stessa stanza, ma è distratto da altre cose, ad esempio sta guardando la tv e quindi fissa lo schermo. Questa dinamica è alla base di uno studio italiano condotto dai ricercatori dell’Università di Parma e pubblicato su Royal Society Open Science che ha indagato la capacità di interazione tra umani e amici a quattro zampe. Studio che ha portato a una conclusione sorprendente: i nostri amici animali ci parlano attraverso lo sguardo, sbattendo le palpebre vogliono comunicare con noi. Cosa ci dicano è ancora cosa da chiarire, probabilmente che ci amano, ci riconoscono come punto di riferimento e sono felici di starci vicino, ma i ricercatori italiani impegnati nella ricerca sono certi che il loro mondo, quello dei cani, e il nostro, quello degli umani, siano collegati anche da questo ponte.

L’indagine sulla capacità di comunicare

Il lavoro dell’Università di Parma, firmato da Chiara Canori, biologa ed etologa, parte da una premessa: “Le interazioni sociali possono essere viste come processi in cui gli individui coordinano i loro comportamenti, spesso facilitando la sintonizzazione sociale affiliativa – spiegano gli autori -. Ma, mentre lo sguardo reciproco è una componente primaria della comunicazione dell'uomo, segnali fisiologici più sottili, come il battito delle palpebre, hanno ricevuto meno attenzione rispetto a manifestazioni facciali più evidenti (ad esempio, espressioni facciali emotive, lampeggio delle sopracciglia)”.

“Tuttavia, se i segnali si sono tipicamente evoluti come mezzi di comunicazione, gli indizi sono un particolare biologico non evolutivo involontario – proseguono i ricercatori -. Pertanto l'ammiccamento può essere considerato un segnale fisiologico, principalmente legato alla protezione della cornea e per prevenire la secchezza oculare, pur rimanendo potenzialmente vitale per la sincronizzazione tra le persone”.

Negli esseri umani, è stato dimostrato che l'induzione dell'ammiccamento gioca un ruolo significativo nella condivisione di un ritmo e nel coordinamento tra due individui. E negli animali? Se lo sono chiesto anche gli autori della ricerca.

Lo studio su 38 animali

Il lavoro degli scienziati parmensi si concentra sul fenomeno dell’eye-blink, ossia lo sbattere degli occhi, che negli esseri umani e in alcuni primati non umani è stato associato non solo a una funzione fisiologica ma anche a una possibile funzione sociale. In precedenti ricerche condotte dal team di ricerca al Laboratorio di Etologia del cane si era osservato che i nostri amici a quattro zampe sembravano sbattere gli occhi più frequentemente in condizioni sociali rispetto a situazioni in cui nessun partner era presente. E quest’ultimo studio ha approfondito proprio questo aspetto. Vi hanno preso parte 38 cani, di cui 19 femmine e 19 maschi, di età compresa tra 1 e 12 anni: 20 avevano una proprietaria donna e 18 un uomo. Si tratta di animali reclutati dal database del laboratorio dell’Università e nessuno aveva partecipato a studi precedenti, né era abituato a stimoli umani che non fossero familiari.

Per isolare e investigare meglio il comportamento degli animali, il team ha mostrato loro dei video: registrazioni di persone che sbattevano le palpebre o che mantenevano un’espressione immobile. Per essere inclusi nelle analisi finali dello studio, i cani dovevano tenere la testa rivolta verso i video e gli occhi aperti per almeno 4 secondi (tempo minimo necessario per almeno un battito di ciglia).

Cos’è risultato

L’esito dell’indagine ha confermato questa tesi: i cani hanno aumentato la frequenza del battito delle palpebre in risposta ai video in cui i loro padroni facevano altrettanto, ma non in quelli in cui c’erano persone sconosciute. L'effetto era ancora più marcato se si trattava di donne. E, anche se i ricercatori non sono certi dell'esatta funzione comunicativa del battito delle palpebre, sottolineano che “i risultati suggeriscono che ciò potrebbe essere una componente dei comportamenti sociali dei cani”. “Non è ancora chiaro cosa i cani cerchino di comunicare attraverso il battito delle palpebre – precisano - ma i risultati ci fanno capire che questo fenomeno potrebbe giocare un ruolo importante”.

“Questa ricerca apre la strada a studi futuri per indagare come i battiti di ciglia e la loro sincronizzazione varino in diversi contesti sociali e tra partner e situazioni differenti – evidenzia Canori -. Nello specifico dovremmo verificare direttamente se il battito di ciglia possa avere una rilevanza comunicativa”.

Melosi: “Questo studio rafforza il legame con il proprio cane”

A intervenire sull’argomento è Marco Melosi, presidente Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari italiani). Che ricorda: “Ci sono studi che dimostrano persino che quando un cane guarda il suo proprietario, aumentano i livelli di ossitocina nel suo sangue, proprio come capita a noi quando guardiamo qualcosa che ci piace o qualcuno di cui siamo innamorati. Quindi stabilire un contatto visivo crea e fortifica il legame fra il cane e il suo amico umano”.

Ma non solo. “Questo studio aggiunge un altro tassello che rafforza ancora di più il legame che lega cani e proprietari – conclude Melosi -. In sostanza si scoprono sempre nuovi atteggiamenti a conforto di un legame che appare essere via via più stretto tra proprietari di cani e loro animali”.