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Linfoma follicolare: con la chemio-immunoterapia quasi metà dei pazienti riesce a guarire

Linfoma follicolare: con la chemio-immunoterapia quasi metà dei pazienti riesce a guarire

Una svolta storica per un tumore considerato fino a oggi incurabile: grazie alla combinazione di chemio e immunoterapia il 70% dei pazienti è vivo a 15 anni dal trattamento e il 42% può essere considerato guarito

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Per decenni, il linfoma follicolare in stadio avanzato è stato considerato un tumore incurabile, caratterizzato da recidive cicliche anche a distanza di anni dal trattamento iniziale. Oggi, però, i risultati di uno studio a lungo termine pubblicati sulla rivista Jama Oncology cambiano completamente le carte in tavola: per molti pazienti trattati con la combinazione di chemio e immunoterapia, il linfoma follicolare non è più solo gestibile, ma curabile.

Un follow-up di 15 anni

La ricerca si basa sull'analisi dei dati di follow-up a lungo termine del trial clinico SWOG S0016, avviato nel 2001. Lo studio ha coinvolto 531 pazienti affetti da linfoma follicolare CD20-positivo in stadio avanzato, non precedentemente trattati. I partecipanti sono stati sottoposti a un regime standard di chemio-immunoterapia basato sulla combinazione CHOP (ciclofosfamide, doxorubicina, vincristina e prednisone) potenziata dall'immunoterapia o dalla radioimmunoterapia.

I risultati preliminari del trial erano stati pubblicati nel 2013. La nuova analisi ha però utilizzato un metodo noto come cure modeling, che consiste nel valutare quali pazienti morti durante un periodo lungo di follow-up sono deceduti per cause diverse dalla malattia per cui sono stati curati, e quindi di stabilire se alcuni pazienti possono essere considerati effettivamente guariti dalla patologia, o se persiste un concreto rischio di recidive.

I risultati

La nuova analisi dimostra che nei pazienti trattati con chemio-immuno terapia il tasso di recidiva si riduce drasticamente nel corso degli anni, passando dal 6,8% dei primi 5 anni a un minimo dello 0,6% dopo 15 anni. A 15 anni dall’inizio del trial il 70% dei pazienti è inoltre vivo, e il 42% può essere ormai considerato funzionalmente guarito. Ovviamente, si tratta di un risultato rivoluzionario per una patologia ritenuta in precedenza incurabile, che andrà a cambiare concretamente la vita dei pazienti: da come verranno presentate loro la malattia e le strategie con cui affrontarla, alla necessità di visite di follow-up a tempo indeterminato.

“Questi risultati rappresentano un cambio di paradigma nella nostra comprensione del linfoma follicolare, e nel modo in cui ci approcciamo a questa malattia – commenta Jonathan Friedberg, direttore del Wilmot Cancer Institute dell’Università di Rochester e coordinatore del nuovo studio – e hanno implicazioni molto ampie sulla prognosi che riferiremo in futuro ai nostri pazienti, e sulla ricerca di nuove strategie terapeutiche”.