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Una nuova mappa dell'invecchiamento mostra come il corpo cambia da persona a persona

(Foto: Goodboy Picture Company/E+/Getty Images)
(Foto: Goodboy Picture Company/E+/Getty Images) 

Uno studio svolto su 335 donne indica che l'età biologica non segue lo stesso schema per tutti, ma che le sue traiettorie possono essere molto diverse da individuo a individuo

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L'età anagrafica conta, ma solo in parte. Dentro il nostro corpo, infatti, il tempo scorre in modo diverso, seguendo ritmi che cambiano da persona a persona. A raccontarlo è stato un nuovo studio di un team di ricerca internazionale che, mettendo a punto una sorta di mappa molecolare dell'invecchiamento, ha mostrato come non esista un modo unico di invecchiare. I dettagli, pubblicati sulla rivista Science, suggeriscono infatti che l'invecchiamento non segue lo stesso schema molecolare per tutti, ma presenta una variabilità individuale influenzata non solo dalla genetica, ma anche da fattori come il ritmo circadiano, la stagionalità e l'esposizione ambientale.

Lo studio

Per giungere a queste conclusioni, i ricercatori hanno passato in rassegna i dati della coorte TwinsUK, il più grande registro di gemelli nel Regno Unito, concentrandosi su 335 donne che sono state seguite per un massimo di otto anni. In questo periodo di tempo, gli autori hanno raccolto misurazioni ripetute dell'espressione genica nel sangue e di circa duemila metaboliti sierici, molecole che forniscono informazioni preziose sul funzionamento di processi come metabolismo, infiammazione e produzione di energia. Tutti dati che hanno permesso al team di osservare non soltanto le differenze tra persone di età diversa, ma soprattutto cosa succede alla stessa persona mentre il tempo scorre. In particolare, i ricercatori hanno potuto studiare quali geni e metaboliti cambiassero nel tempo, come questi cambiamenti variassero tra i diversi tipi di cellule e come la genetica, i cicli stagionali, l'ora del giorno e gli inquinanti ambientali come i cosiddetti inquinanti eterni, i Pfas (sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche), influenzassero l'attività molecolare.

Le differenze individuali

Nel periodo di studio, i ricercatori sono riusciti a individuare oltre 5 mila geni e 181 metaboliti che hanno mostrato cambiamenti nel corso del tempo. Molti di questi, inoltre, sono associati a malattie legate all'età, come patologie cardiometaboliche e neurodegenerative. Secondo le loro scoperte, quindi, l'invecchiamento è accompagnato da cambiamenti diffusi ma altamente individuali nel panorama molecolare dell'organismo. In altre parole, le persone della stessa età anagrafica possono seguire traiettorie di invecchiamento biologico molto diverse. “Comprendere tale variabilità individuale nelle traiettorie longitudinali sarà cruciale per gli approcci di medicina di precisione in futuro”, affermano gli autori dello studio.

Il sistema immunitario durante l'invecchiamento

Dai risultati, inoltre, è emerso che, con l'avanzare dell'età, il sistema immunitario subisce un rimodellamento. In particolare, gli autori hanno notato segnali compatibili con una riduzione dell'attività immunitaria adattativa, ossia quella che sviluppa risposte specifiche contro determinati agenti patogeni. Al tempo stesso, alcune componenti del sistema immunitario innato sono rimaste attive o hanno addirittura mostrato un aumento dell'attività, suggerendo che ciò potrebbe contribuire alla condizione di infiammazione cronica associata spesso all'invecchiamento.

Non solo la genetica

Lo studio, infine, mostra che non conta soltanto la genetica, ma che anche l'esposizione a fattori ambientali lascia impronte molecolari rilevabili e sensibili al tempo. Tra questi, per esempio, ci sono il ritmo circadiano, la stagionalità e l'esposizione a sostanze inquinanti. L'invecchiamento, quindi, più che un orologio biologico uguale per tutti, sembra essere il risultato dell'interazione continua tra genetica, metabolismo, sistema immunitario, ambiente e ritmi biologici. Dati che in futuro potrebbero portarci a capire precocemente in quale direzione sta andando il nostro organismo, a individuare precocemente il rischio di malattia e a personalizzare gli interventi in modo sempre più preciso.