La sedentarietà è uno dei principali fattori di rischio modificabili per il cancro. E purtroppo, è una cattiva abitudine estremamente diffusa: nel Lazio, ad esempio, il 26% della popolazione è sedentario e non pratica alcuna forma di sport o attività fisica. Per incentivare la prevenzione primaria ma anche l'adesione agli screening Aiom (Associazione Italiana Oncologia Medica), Fondazione Aiom e Sirm (Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica) partecipano a “Tennis and Friends – Salute e Sport”. L’evento, giunto alla quindicesima edizione, si terrà dal 10 al 12 ottobre al Foro Italico a Roma.
L’obiettivo è quello di sensibilizzata la popolazione sull’importanza di seguire corretti stili di vita e di partecipare agli screening oncologici. E in questa edizione, per la prima volta, partecipano anche le società scientifiche degli oncologi e dei radiologi italiani che avranno un proprio stand. Sarà distribuito materiale informativo ai cittadini ed organizzato un talk show a cui parteciperanno gli esperti di Aiom e Sirm. Si terrà sabato 11 ottobre (alle 14.40), dedicato alla prevenzione del tumore del seno.
“Ogni anno nel Lazio oltre 32mila persone vengono colpite da un tumore – sottolinea Saverio Cinieri, Presidente Fondazione Aiom – La prevenzione deve iniziare dai nostri comportamenti quotidiani, in primo luogo con l’attività fisica. La sedentarietà è un fattore di rischio oncologico conclamato ed è stato dimostrato, da numerosi studi scientifici, l’effetto benefico dello sport nella riduzione dell’insorgenza delle neoplasie. Abbiamo deciso di unirci al mondo dello sport e di partecipare ad un’importante iniziativa nazionale. Ridurre l’impatto di gravi malattie deve essere una priorità nel nostro Paese ed è possibile farlo anche attraverso una corretta educazione alla salute. Come medici intendiamo fare la nostra parte anche attraverso iniziative di sensibilizzazione rivolte all’intera popolazione”.
Nel Lazio anche dai programmi di screening organizzati per la prevenzione di alcuni tumori forniscono dati poco confortanti. In particolare, solo il 43% delle donne si sottopone ai test per individuare precocemente il tumore al seno. “La mammografia è davvero un esame che può salvare la vita”, prosegue Nicoletta Gandolfo, Presidente Nazionale Sirm. “È indispensabile spiegare che si tratta di un test diagnostico non invasivo, sicuro, privo di effetti collaterali, offerto gratuitamente alle donne asintomatiche dai 50 ai 74 anni. Purtroppo a livello nazionale ancora una donna su due non partecipa ai programmi di screening per la diagnosi precoce del tumore più diffuso nel nostro Paese, nonostante una grande evoluzione tecnologica e strumenti diagnostici più precisi ci consentano diagnosi sempre più precoci e approcci personalizzati. A breve potrebbero essere avviati in Italia programmi di screening diffusi anche per il carcinoma polmonare tra i forti fumatori. È fondamentale però che la popolazione partecipi ad esami preventivi che possono favorire diagnosi precoci e quindi percorsi di cura più efficaci”.

