Dimezzare i fastidi delle vampate con un braccialetto. È la promessa che arriva da una sperimentazione che ha valutato l’efficacia di una sorta di polsiera refrigerante nel contrastare i sintomi delle vampate associate alla menopausa o ad alcuni trattamenti anticancro. I risultati, pubblicati sulla rivista Endocrinology and Diabetes da alcuni ricercatori di Boston, suggeriscono che questo braccialetto - refrigerando il polso con una temperatura di circa 8°C - possa interrompere i segnali associati alle vampate a livello dell’ipotalamo.
Vampate di calore: un disturbo non solo della menopausa
Le improvvise sensazioni di calore e sudorazione associate a vasodilatazione, le vampate appunto, sono uno dei sintomi più caratteristici della menopausa, e anche uno dei più duraturi (possono persistere per diversi anni). Ma anche uomini anziani possono sperimentare sintomi simili, ricordano gli autori, così come un'elevata percentuale di pazienti con tumore alla prostata e in trattamento con terapia di deprivazione androgenica e di pazienti con tumore al seno in terapia ormonale. In alcuni casi, proseguono gli esperti, i sintomi possono essere così invalidanti da portare i pazienti a interrompere la terapia. E le soluzioni oggi disponibili contro le vampate - dagli accorgimenti negli stili di vita alle terapie farmacologiche - non sempre sono efficaci e ben tollerate da tutti i pazienti, donne con menopausa e non.
Un braccialetto per spegnere il calore
Uno dei filoni di ricerca è quello che mira a spegnere le vampate di calore agendo sul nostro sistema di termoregolazione. E l’idea è che un dispositivo a livello del polso - un prodotto commerciale, dotato di una piccola piastra refrigerante di porcellana - possa aiutare. Per comprendere le reali potenzialità del dispositivo è stato allestito un piccolo studio (27 in tutto i partecipanti) con pazienti che, per motivi diversi - a causa di trattamenti anticancro o menopausa - avevano le vampate. Un gruppo di pazienti ha sperimentato per due settimane la polsiera refrigerante, l’altro (di controllo) una polsiera con incorporata una mini-ventola. Successivamente per altre due settimane i gruppi sono stati invertiti. Le istruzioni prevedevano di accendere il braccialetto - che rimaneva attivo per cinque minuti, a meno che i partecipanti non decidessero di spegnerlo prima - all’arrivo di una vampata.
Raffreddare il polso per ridurre le vampate
I risultati - estrapolati dalle annotazioni degli stessi partecipanti allo studio - hanno mostrato che il braccialetto refrigerante riduce del 46% in media la gravità delle vampate in tutti i pazienti, e le vampate giornaliere stesse del 18% circa, senza che fossero segnalati effetti collaterali. I dati sono incoraggianti, ma riferiti a un piccolo campione e andranno pertanto confermati su studi più grandi. A giustificare l’entusiasmo degli esperti anche il fatto che per poter utilizzare il braccialetto, pronto all’uso al bisogno, non sia necessario imparare nulla e che gli effetti siano pressoché istantanei. Ma di particolare interesse è anche la capacità del dispositivo di ridurre gli episodi stessi di vampate. L’ipotesi è che il braccialetto possa indurre dei meccanismi adattativi, influenzando il sistema di termoregolazione a livello dell’ipotalamo attraverso i recettori di temperatura nella pelle. “Questi risultati suggeriscono che l'input termosensoriale periferico mirato tramite un dispositivo di raffreddamento del polso rappresenti un approccio promettente, non ormonale e non farmaceutico, per la gestione delle vampate di calore/sudorazione notturna e sintomi vasomotori in diverse popolazioni di pazienti”, concludono gli esperti.
