Sappiamo da tempo che le malattie cardiovascolari colpiscono diversamente uomini e donne. Sono diversi i sintomi, la percezione del rischio, le possibilità di cura e di inclusione negli studi clinici ancor prima. Oggi, grazie a uno studio appena pubblicato sulle pagine di Circulation: Cardiovascular Imaging, rivista della American Heart Association, sappiamo qualcosa di più su queste differenze. Nello specifico, conosciamo meglio il peso dell'aterosclerosi sul rischio di infarti e altri eventi cardiovascolari: nelle donne bastano meno placche per avere un rischio paragonabile a quello che si osserva per gli uomini. Detto in altre parole: le donne sono più sensibili agli effetti dell’aterosclerosi.
Lo studio Promise
Il dato è emerso dall’analisi dei dati provenienti dalla sperimentazione Promise (Prospective Multicenter Imaging Study for Evaluation of Chest Pain), attraverso cui i ricercatori hanno raccolto i dati relativi alla diffusione e tipologia di placche aterosclerotiche in 4267 uomini e donne. La popolazione inclusa era quella afferente ad ambulatori per dolore al petto ma senza diagnosi di coronaropatia. I ricercatori, tramite esami di angio-TC coronarica, hanno calcolato il volume delle placche aterosclerotiche, ed estratto un valore di interessamento aterosclerotico tenendo conto delle diverse dimensioni nei vasi in uomini e donne. Hanno poi seguito questi pazienti per più di due anni, registrando il tasso di eventi cardiaci.
Aterosclerosi: un peso diverso per uomini e donne
I risultati, scrivono gli scienziati, hanno mostrato che le donne hanno mediamente meno placche degli uomini, e più meno estese, quando presenti (in media si riscontrano nel 55% delle donne contro il 75% degli uomini). Questi valori di per sé non si traducono in un rischio minore, a parità di interessamento, anzi. “Nelle donne, gli eventi cardiovascolari avversi maggiori sembrano manifestarsi a valori di interessamento aterosclerotico [plaque burden, PB, nel testo, nda] più bassi e aumentare più rapidamente”, scrivono gli autori. Considerato il plaque burden come una misura che tiene conto non solo del volume delle placche ma anche delle diverse dimensioni dei vasi, spiegano gli esperti, già a valori del 20% nelle donne aumenta il rischio di eventi cardiovascolari, come infarto, angina instabile e morte. Negli uomini questi cominciano a crescere per valori del 28%. Ma non solo: il rischio sale più rapidamente per valori più bassi.
Considerare il sesso nelle strategie di prevenzione e cura
“I nostri risultati sottolineano che le donne non sono 'protette' dagli eventi coronarici nonostante abbiano volumi di placca inferiori - ha spiegato Borek Foldyna della Harvard Medical School di Boston, a capo dello studio - Dal momento che le donne hanno arterie coronarie più piccole, una piccola quantità di placca può avere un impatto maggiore. Un aumento moderato del carico di placca sembra comportare un rischio sproporzionato nelle donne, il che suggerisce che le definizioni standard di rischio elevato potrebbero sottostimare il rischio nelle donne”. E che pertanto, concludono gli esperti, nel valutare gli esiti di un esame di angio-TC coronarica si tenga presente prima di tutto il sesso della persona.
