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Calcoli renali, come prevenirli efficacemente

(Foto: Olga Rolenko/Moment/Getty Images)
(Foto: Olga Rolenko/Moment/Getty Images) 

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Bere, bere tanto, magari stando attenti a non esagerare con cioccolato, frutta secca, proteine e con il sale. E, se necessario, ricorrere a qualche diuretico o terapie alcaline. Sono queste alcune delle regole e strategie solitamente raccomandate dagli esperti per scongiurare i calcoli renali e i fastidiosi dolori che causano. Funzionano davvero? E quanto? Un team di ricercatori statunitensi recentemente ha cercato di mettere dei punti fermi proprio in materia di prevenzione dei calcoli renali. Per questo ha esaminato diversi studi raccolti nel tempo, confermando alcune strategie di prevenzione e non altre. I risultati del loro lavoro sono presentati sulle pagine di Annals of Internal Medicine.

Come scongiurare il ritorno dei calcoli renali

Nello specifico, scrivono gli esperti, lo scopo della loro nuova revisione era studiare l’efficacia e i rischi di interventi dietetici, farmaci e attività di sorveglianza con imaging nella prevenzione della nefrolitiasi. La revisione si è concentrata su 31 studi, la maggior parte riguardante l’uso di terapie farmacologiche, e una manciata gli interventi dietetici.

Cosa funziona davvero? I risultati hanno mostrato che delle strategie solitamente raccomandate per scongiurare la ricomparsa dei calcoli - più probabile in chi ne ha già sofferto - solo alcune hanno prove a sostegno. Questo non significa che le restanti necessariamente non funzionano: la mancanza di evidenze per un intervento è imputabile in alcuni casi alla debolezza degli studi nel campo, per cui non è sempre possibile trarre delle conclusioni. Ciò detto ecco cosa emerge dalla revisione dei ricercatori statunitensi, valida soprattutto per i calcoli di ossalato di calcio e fosfato di calcio.

Cosa funziona nell’alimentazione: acqua e diete povere di sale

Sì, bere tanto - e diluire così le urine - aiuta a contrastare la ricomparsa dei calcoli. Gli esperti raccomandano generalmente di bere dai 2 ai 3 litri di acqua al giorno, e anche nel nuovo lavoro i ricercatori ribadiscono l’efficacia dell’incremento del consumo di acqua. Allo stesso modo possono essere d’aiuto diete povere di sodio, con valori normali o alti di calcio (a differenza di quanto spesso creduto) e povere di proteine animali. Le evidenze sono deboli ma ci sono, al contrario del consumo di acque oligominerali contro quelle del rubinetto, aumento delle fibre e controllo del consumo dei latticini per cui le prove a sostegno di efficacia sono al momento giudicate insufficienti.

Le terapie che funzionano contro i calcoli: dai diuretici a succo di limone

La prevenzione dei calcoli può richiedere a volte il ricorso a dei farmaci, da diuretici, a farmaci per ridurre i livelli di acido urico, antibiotici o terapie alcalinizzanti a seconda del tipo calcolo di cui si soffre, riassumono dall’Istituto superiore di sanità. La nuova revisione mostra che per scongiurarne la ricomparsa, nel caso di calcoli di ossalato di calcio e fosfato di calcio, possono aiutare i diuretici tiazidici, l’allopurinolo (per ridurre l’acido urico) e le terapie alcaline, come il succo di limone o l’uso di sali di citrato. Il succo di limone però, oltre a danneggiare i denti, è stato associato a disturbi gastrici, come mostrato da uno studio italiano.

Rispetto alle revisioni precedenti, gli autori sottolineano come le evidenze nel campo siano basse, rimandando a medici e studi futuri valutazioni del caso e indagini più approfondite, anche per valutare meglio eventuali effetti avversi. Raccomandazioni valide un po’ per tutte le strategie dietetiche e farmacologiche potenzialmente utili a contrastare la calcolosi, di diverso tipo, un problema che interessa circa il 10% della popolazione, e che non risparmia neanche i bambini.