Il Natale viene raccontato come il tempo della serenità, della famiglia e delle luci accese nelle case. Eppure, per molte persone, è uno dei periodi dell’anno più stressanti. Scadenze lavorative da chiudere prima delle ferie, spese extra, viaggi, aspettative familiari elevate e, non da ultimo, il peso emotivo di relazioni familiari e amicali complesse o di assenze difficili da colmare. Il risultato è un carico di stress che può avere effetti concreti sulla salute.
E allora, il regalo che occorre farsi ha un nome: relax. Ed è importante anche e soprattutto se il cuore non è esattamente al top delle prestazioni, la pressione fatica ad essere controllata, si manifestano disturbi del ritmo. Oltre all’eccesso di cibo, alla sedentarietà e agli alcolici di troppo, proprio la tensione emotiva può rivelarsi uno “stressor” importante, specie se all’ansia degli appuntamenti e delle organizzazioni si aggiungono gli sbalzi di temperatura che non fanno bene al muscolo cardiaco. Il tutto disegna quella sorta di “Christmas Fatigue” con aspettative a volte irrealistiche e conseguente insoddisfazione, impegni eccessivi, bilanci di fine anno e relazioni interpersonali complesse che mettono a rischio il cuore e le coronarie. Non per nulla uno studio svedese segnala come gli infarti crescono in epoca di festività di circa il 15% e nella sola giornata di Natale il trend di crescita rispetto alla media quotidiana è del 37%.
Cosa può fare lo stress
“Lo stress rappresenta sicuramente un fattore di rischio per l’ischemia cardiaca, pur se ovviamente non va considerato l’unico possibile elemento causale – spiega Ciro Indolfi, presidente della Federazione Italiana di Cardiologia ed autore del libro “Longevity” in cui si affronta anche il tema delle emozioni nel percorso di senescenza sana. Sicuramente però le tensioni emotive legate agli incontri, alle aspettative delle feste e agli immancabili bilanci di fine anno possono creare le condizioni che favoriscono l’incremento della produzione di ormoni come adrenalina, noradrenalina e cortisolo che hanno un impatto diretto sia sul cuore che sui fattori di rischio come pressione e glicemia, favorendone l’incremento”.
L’attenzione a detta degli esperti, va prestata soprattutto quando si crea un disequilibrio tra le richieste e le risorse del singolo, segno di uno stress negativo. Ci accorgiamo che il cuore batte più velocemente fino ad avere un maggior rischio di palpitazioni, lo stomaco si stringe, l’agitazione ci pervade. Quando questa condizione di tensione, magari acuita proprio dalle festività ma già presente, si mantiene nel tempo ed è prolungata, l’attivazione del sistema nervoso autonomo che regola “senza controllo” le funzioni dei nostri organi permane, e di conseguenza si mantengono anche i rischi per il cuore.
Cosa accade e chi rischia di più
Predisposizione genetica, sfumature del carattere, eventuali condizioni cliniche preesistenti come patologie cardiovascolari o diabete e comportamento – ad esempio il fumo e l’abuso di alcol – giocano un ruolo chiave nel determinare l’effetto dello stress sull’organismo e sull’apparato cardiovascolare. “Anche per questo, in termini generali, la tranquillità è fondamentale – conferma Indolfi. Altrimenti il sistema nervoso, vera e propria “guida” per frequenza, pressione arteriosa e circolazione, può attivare una serie di reazioni legate allo stress che portano a tachicardia ed ipertensione ma non solo”. Occorre prestare attenzione alla tavola e al consumo di alcolici. In caso di stress aumenta il rischio di aritmie, soprattutto fibrillazione atriale, per quella che viene definita “Holiday Heart Syndrome”, quadro legato proprio all’eccessivo consumo di alcool durante le festività. Non solo. “In soggetti predisposti, soprattutto donne dopo la menopausa, un forte stress può favorire anche eventi più gravi, come la cosiddetta “sindrome del cuore spezzato”, una cardiomiopatia transitoria legata a forti emozioni – ricorda Indolfi”.
Freddo e virus accentuano i rischi
Soprattutto (ma non solo) per chi presenta già condizioni di rischio, per età e/o per la presenza di fattori come cardiopatie preesistenti, elevati valori di colesterolo LDL, glicemia o pressione, fumo, sovrappeso e altro, ci sono altri fattori che si alleano con lo stress creando condizioni acute di rischio. Basti pensare ai virus influenzali (vaccinazione fondamentale per proteggersi in particolare a Natale e nelle occasioni d’incontro, specie per i cardiopatici) e soprattutto gli sbalzi termici. “L’abbassamento della temperatura improvviso delle temperature induce una vasocostrizione dei vasi con incremento della pressione arteriosa e del carico di lavoro per il cuore – segnala Indolfi. Questo meccanismo, specie se già siamo sottoposti a stress, in chi presenta una patologia a carico delle arterie coronariche e non solo può essere la goccia che fa traboccare il vaso di un equilibrio instabile, favorendo la comparsa dell’ischemia”.
Come comportarsi
Mancano poche ore al Natale e al periodo delle festività. Sfruttiamo questi momenti per un momento che consenta di dare pace al cervello, grazie a tecniche di rilassamento, come il training autogeno o lo yoga o la mindfulness, o al biofeedback. Utilizzando sistemi di rilevazioni indossabili e non solo potremmo verificare come si comportano funzioni autonome legate allo stress, come appunto il numero dei battiti cardiaci, e magari apprendere a gestirne meglio le variazioni. Ma più in generale, oltre a evitare gli eccessi a tavola e con gli alcolici, ricordiamoci che il cuore va tenuto sotto controllo a Natale.
“Abituiamoci a controllare il peso e la pressione arteriosa senza sospendere alcuna terapia che il medico ci ha prescritto prendendo come scusa il periodo di riposo – conclude Indolfi. E non dimentichiamo che per lo stress (e non solo) il regolare esercizio fisico è ottimale per la prevenzione, visto che ha un’azione mirata sui meccanismi della tensione emotiva e consente di liberare endorfine ad azione protettiva. In accordo con il medico, quindi, facciamoci questo regalo”.