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Ipertensione “mascherata”, come scoprirla e contrastarla anche con l’aiuto dell’IA

Ipertensione “mascherata”, come scoprirla e contrastarla anche con l’aiuto dell’IA

A volte la pressione alta non si individua. Così dal medico i valori appaiono normali, senza esserlo nella realtà. Capita in circa il 10-15% degli ipertesi. In futuro l’Intelligenza Artificiale aiuterà ad identificare i quadri difficili

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Chiamatela, se volete, la nemesi dell’effetto “camice bianco”. Perché se è vero che in molti casi la sola misurazione da parte del medico dei valori della pressione arteriosa lo fa schizzare verso l’alto, complice l’ansia, è altrettanto innegabile che in circa il 10-15% degli ipertesi durante la visita i livelli di sistolica e diastolica sono accettabili, salvo poi balzare verso l’alto in altri momenti della giornata. Insomma, l’ipertensione mascherata esiste davvero. E bisogna scoprirla.

Solo che è difficile, a meno che non si punti su misurazioni protratte per almeno 24 ore, non sempre disponibili su larga scala soprattutto nelle zone più povere. Un'altra possibilità è combinare le misurazioni nello studio medico con le auto misurazioni effettuate a casa. Questa è una soluzione più semplice rispetto al monitoraggio nelle 24 ore, ma non intercetta tutte le possibili situazioni in cui si può verificare un aumento di pressione nella vita di tutti i giorni. Ne sono un esempio le condizioni di stress in ambiente di lavoro o i problemi respiratori nel sonno, come il russamento e le apnee ostruttive. Ed allora, come si può scoprire questo killer silenzioso di cuore e vasi, che se non trattato amplifica di molto il rischio di infarto ed ictus? Semplice, ci aiuterà l’Intelligenza Artificiale. Grazie ad uno strumento realizzato dagli esperti dell’Università dell’Arkansas coordinati da William J. Richardson e presentato su Frontiers in Physiology.

Cos’è l’ipertensione mascherata

Non sempre basta misurare la pressione dal medico per sapere se è tutto a posto. “L’ipertensione mascherata è una situazione in cui dal medico la pressione sembra normale o vicina ai limiti superiori di norma, ma a casa, al lavoro o durante la notte è alta – spiega Gianfranco Parati, Docente di cardiologia all’Università di Milano-Bicocca, Direttore Scientifico - IRCCS Auxologico e Presidente della Lega Mondiale contro l'Ipertensione Arteriosa.

In pratica, l’ipertensione è “nascosta”. Spesso la persona si sente bene e non ha sintomi. Proprio per questo può passare inosservata per anni. Ed è proprio questo che la rende pericolosa”. Non bisogna dimenticare che i valori pressori mutano durante la giornata, magari per stress lavorativo, ritmi intensi, sonno disturbato, sovrappeso, fumo, diabete. Scoprire il quadro è fondamentale e vanno impiegati strumenti che misurano la pressione nella vita reale. “Il più preciso è il monitoraggio pressorio nelle 24 ore tramite un piccolo apparecchio portatile che registra automaticamente la pressione giorno e notte – segnala l’esperto. Ma è possibile anche utilizzare automisurazioni della pressione a casa, con misurazioni regolari per alcuni giorni, seguendo indicazioni precise”.

Chi è a rischio e cosa comporta

Alcune persone hanno un rischio più alto di ipertensione mascherata, e dovrebbero fare controlli più approfonditi. E’ il caso di chi soffre di diabete, sovrappeso o obesità addominale, sindrome metabolica (aumento di peso, glicemia e trigliceridi elevati, acido urico alto), apnee notturne, familiarità per malattie cardiovascolari, valori di pressione arteriosa ai limiti superiori della norma durante la visita dal medico, Scoprire la situazione è fondamentale. “L’ipertensione mascherata non è una forma “leggera” – ricorda Parati. Gli studi scientifici internazionali dimostrano che il rischio di: ictus, infarto miocardico, scompenso cardiaco. danno ai reni, morte cardiovascolare è simile a quello di chi ha la pressione sempre alta. Inoltre può provocare, nel tempo ispessimento del muscolo del cuore, danni silenziosi ai vasi sanguigni, riduzione della funzione renale”. Il tutto, va detto, senza alcun “paracadute” di trattamento, perché la persona non sa di essere ipertesa.

Cosa propone l’IA

L’ipertensione non riconosciuta durante lo screening clinico non permette di trattare molte persone che ne avrebbero bisogno. In questo senso, l’impiego dell’IA potrebbe rivelarsi di grande importanza. Stando a quanto riporta la ricerca, infatti, il “tool” diagnostico degli esperti dell’ateneo americano analizza una serie di indicatori di salute per prevedere l'ipertensione mascherata con un'accuratezza dell'83% e soprattutto con un ridotto tasso di falsi positivi. Il che significa che non ci si trova a dover trattare persone che hanno valori pressori normali e quindi non vanno curati. Siamo solo all’inizio. E questo fa pensare che in futuro le percentuali di rilevazione dei casi di ipertensione mascherata dovrebbero ulteriormente salire. Per il momento il sistema d’apprendimento ha preso in esame le informazioni di African-PREDICT, uno studio che ha raccolto dati sanitari su 1.200 uomini e donne in salute in Sudafrica.

Come si è sviluppato il modello

I ricercatori hanno chiesto di esaminare due gruppi di partecipanti: uno con ipertensione mascherata e un altro con pressione arteriosa normale. Quindi, utilizzando l'apprendimento automatico, il sistema ha esaminato i dati sanitari e demografici raccolti dallo studio per scoprire cosa avessero in comune i membri di ciascun gruppo. Poi si è chiesto al computer di analizzare un altro gruppo di partecipanti, ma questa volta non è stato detto a chi era stata diagnosticata l'ipertensione mascherata. Il computer ha dovuto formulare quella diagnosi, cosa che ha fatto correttamente nell'83% dei casi. In futuro, il modello potrebbe essere addestrato su altri pazienti, il che lo aiuterebbe ad affinare i fattori che indicano l'ipertensione mascherata e a diventare più accurato. Insomma: grazie alla matematica applicata e al machine learning, in futuro potrebbe diventare ben più semplice “beccare” gli ipertesi che non vengono scoperti dal medico.

Il medico decide

In futuro, l'Intelligenza artificiale potrebbe essere utile a identificare l’ipertensione mascherata per la sua efficacia nel riconoscere pattern nascosti nei dati, magari analizzando le decine di valori che si ottengono nelle 24 ore ed individuando specifici profili di rischio, come la mancata riduzione notturna della pressione o addirittura un suo aumento durante il riposo. “Potremmo ottenere l'analisi di un profilo pressorio complessivo combinando magari diversi parametri come pressione nello studio medico, valori domiciliari, esami di laboratorio, ecocardiogramma (per il dato sull’ipertrofia ventricolare), funzione renale, peso corporeo e BMI (Indice di Massa Corporea), glicemia, profilo lipidico, dati sul sonno – conclude Parati. Si potrebbe quindi arrivare ad un modello predittivo che segnala se un paziente ha alta probabilità di ipertensione mascherata, anche se la pressione in ambulatorio è normale. Ma attenzione: l’IA non sostituisce il medico, non sostituisce il monitoraggio delle 24 ore, non può fare diagnosi senza dati di qualità. È uno strumento di supporto decisionale”.