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Anziani, dimagrire non è una questione di peso ma di qualità di vita

Anziani, dimagrire non è una questione di peso ma di qualità di vita

Anche nella terza età perdere i chili di troppo può avere un effetto salutare. Ma va fatto tenendo conto dei rischi che comporta, e sotto il controllo del proprio medico

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Perdere peso è un diritto a ogni età. Se però per giovani e adulti è una scelta quasi obbligata parlando di salute, per gli anziani potrebbe non essere così scontato. Trattandosi di persone fragili, spesso affette da molteplici patologie croniche, ogni intervento deve essere valutato con estrema attenzione, per evitare che si riveli controproducente o dannoso. Perdere peso quindi è qualcosa che non deve puntare semplicemente ai chili in meno sulla bilancia, ma piuttosto a migliorare la qualità di vita: preservare la massa muscolare, migliorare la mobilità, e in generale, ridurre il peso delle comorbidità associate al grasso in eccesso.

Un equilibrio fragile

“Più del 50% degli anziani è affetto da tre o più patologie croniche, e questi disturbi che si sovrappongono necessitano di una presa in carico coordinata e multidisciplinare”, spiega Beverly Tchang, del Weill Cornell Medicine Comprehensive Weight Control Center di New York in un articolo sul tema pubblicato di recente su Medscape Gastronterology. “In questo contesto, i clinici devono considerare quanto una perdita di peso significativa può migliorare le complicazioni correlate all’obesità, tenendo conto del rischio potenziale di conseguenze indesiderate che possono insorgere con rapidi o non monitorati cambiamenti nello status di salute”.

Trattandosi di persone con molteplici patologie croniche, gli anziani tendono anche ad essere sottoposti a politerapie, cioè a dover assumere contemporaneamente più farmaci, che possono interagire tra loro. In Italia, uno studio dell’Aifa ha calcolato che almeno un milione e trecentomila anziani, circa l’11,3% della popolazione in questa fascia di età, riceve una prescrizione contemporanea di 10 o più farmaci. Una situazione che richiede un attento monitoraggio da parte del medico curante, soprattutto se si decide di dimagrire, visto che molti medicinali vanno tarati sul peso del paziente, e possono quindi richiedere una modifica del dosaggio in caso di dimagrimento.

Muscoli e ossa

La sarcopenia, cioè la perdita di tessuto muscolare, è un pericolo a cui andiamo incontro tutti invecchiando. Ed è un disturbo che impatta direttamente la qualità di vita degli anziani, riducendone la mobilità ed esponendo al rischio di cadute e fratture. Lo stesso si può dire dell’osteoporosi, la perdita di tessuto osseo. E in entrambi i casi, un dimagrimento rapido e non monitorato correttamente rappresenta un fattore di rischio. È fondamentale infatti garantire che l’alimentazione fornisca sempre, anche durante una dieta, l’apporto proteico necessario a preservare la massa muscolare. E al contempo, è stato dimostrato che anche nell’anziano associare un programma di allenamento fisico di resistenza riduce notevolmente la perdita di massa magra associata alla restrizione calorica.

Le ricerche svolte su persone sottoposte a chirurgia bariatrica hanno rivelato inoltre che la rapida perdita di peso si associa a un aumento del rischio di fratture, probabilmente perché influisce negativamente sulle densità ossea. Ed è quindi un aspetto da tenere a mente soprattutto per la perdita di peso in persone anziane, più esposte al rischio di osteoporosi e fratture rispetto alla popolazione generale.

L’importante è vigilare

Il peso in eccesso è un problema che ha molteplici conseguenze, sulla qualità di vita e sulla salute, con le tante comorbidità che porta con sé. Non è mai tardi quindi per decidere di dimagrire, ma per gli anziani è fondamentale farlo guidati da un medico esperto, che sappia monitorare a 360 gradi l’impatto della perdita di peso sulla salute.

“La gestione dell’obesità negli anziani richiede un approccio cauto e personalizzato, che presti attenzione alla gestione delle comorbidità e dia la priorità alla mitigazione dei rischi”, conclude Tchang. “Gli effetti dell’obesità di tutti gli aspetti della qualità di vita delle persone sono sempre più riconosciuti, e i pazienti dovrebbero essere informati di come la perdita di peso può interagire con condizioni mediche preesistenti, con i regimi terapeutici e con la salute muscoloscheletrica”.