Stop Obesity

Quanti passi dobbiamo fare al giorno per tenere lontane obesità e altre malattie croniche?

Quanti passi dobbiamo fare al giorno per tenere lontane obesità e altre malattie croniche?

Un nuovo studio suggerisce che aggiungere tra i 1.700 e i 5.000 passi al giorno compensa i rischi legati alla sedentarietà prolungata per la salute metabolica

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La sedentarietà rappresenta oggi uno dei principali fattori di rischio modificabili per l'insorgenza di patologie croniche, tra cui l'obesità e i disturbi cardiovascolari. Per questo, trovare spazio per un po’ di movimento nella routine quotidiana è considerato un pilastro della prevenzione, specialmente per chi trascorre gran parte della giornata lavorativa seduto di fronte allo schermo di un pc. E fortunatamente, non serve chissà quale impegno: bastano tra i 1.700 e i 5.000 passi in più al giorno per tenere lontane le principali malattie croniche e cardiometaboliche, almeno stando ad uno studio pubblicato di recente su Nature Communications.

I rischi della sedentarietà

Rimanere seduti per molte ore consecutive ha effetti deleteri sul metabolismo. Diverse ricerche, infatti, hanno ormai dimostrato il legame tra sedentarietà e lo sviluppo di patologie croniche non trasmissibili. Tra queste, l'obesità è la più evidente, ma la lista comprende anche il diabete di tipo 2, l'ipertensione arteriosa, le apnee ostruttive del sonno, disturbi renali ed epatici, e vari tipi di malattie cardiovascolari.

Il meccanismo biologico risiede spesso nella riduzione della sensibilità all'insulina (la capacità delle cellule di rispondere correttamente a questo ormone per assorbire il glucosio) e nel rallentamento del metabolismo lipidico. Quando i muscoli delle gambe, i più grandi del corpo, restano inattivi a lungo, la capacità dell'organismo di gestire zuccheri e grassi nel sangue diminuisce, innescando così processi infiammatori che danneggiano le arterie e favoriscono l'accumulo di tessuto adiposo viscerale.

La ricerca

Lo studio, realizzato da un gruppo di ricercatori della Vanderbilt University e del Brigham and Women’s Hospital di Boston, nasce per valutare se aggiungere delle camminate quotidiane alla propria routine aiuti a ridurre l’incidenza di malattie cardiovascolari.

Per scoprirlo, il team di ricerca ha analizzato i dati di oltre 15mila adulti americani che trascorrono per lavoro tra le 8 e le 14 ore al giorno seduti, raccolti dalla All of Us precision medicine research initiative del National Institute of Health. I livelli di attività fisica dei partecipanti sono stati monitorati attraverso dispositivi indossabili (i classici Fitbit) per un periodo prolungato.

L'obiettivo era stabilire una correlazione precisa tra il volume di passi effettuati e l'incidenza di malattie croniche nel tempo. A differenza di studi passati che si limitavano a suggerire una soglia generica (come i classici 10.000 passi), questa analisi si è concentrata sul valore incrementale: quanta attività extra serve per annullare l'effetto delle ore passate alla scrivania. Gli autori hanno incrociato le abitudini di movimento con le cartelle cliniche dei soggetti, permettendo di isolare il contributo specifico della camminata quotidiana rispetto ad altri fattori di rischio come la dieta o il fumo.

I risultati

I dati emersi indicano che non è necessario diventare atleti per ottenere benefici significativi. Lo studio ha rilevato che i benefici iniziano intorno ai 1.700 passi al giorno, sufficienti per prevenire obesità e fegato grasso, e aumentano progressivamente: con 2.200 passi in più si riduce il rischio di ipertensione e apnee del sonno, e intorno ai 5mila diminuisce l’incidenza di diabete e di broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco).

Sebbene lo studio confermi l'utilità del movimento, è fondamentale comprenderne i limiti: la camminata da sola, sebbene preventiva, deve essere inserita in un contesto di alimentazione equilibrata per influenzare patologie già conclamate. Tuttavia, il messaggio che emerge è certamente positivo. “Molti di noi devono stare seduti per gran parte della giornata – sottolinea Evan Brittain, ricercatore della Vanderbilt University che ha coordinato lo studio – e per loro, il nostro studio offre un messaggio di speranza: anche se siete bloccati alla scrivania per diverse ore, esiste il modo per compensare i rischi”. In termini concreti, 1.700 passi corrispondono a circa 15-20 minuti di camminata a passo svelto, un obiettivo facilmente raggiungibile anche frazionando l'attività durante le pause lavorative, o con semplici accorgimenti come preferire le scale all'ascensore.