Stop Obesity

L’obesità infantile riduce le opportunità di istruzione e di carriera da adulti

L’obesità infantile riduce le opportunità di istruzione e di carriera da adulti

Lo suggeriscono i risultati di uno studio danese: per le donne aumenta il rischio di disoccupazione, per gli uomini calano drammaticamente i salari medi. Con effetti più marcati per chi viene da famiglie socioeconomicamente più fortunate

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L’obesità influenza molti aspetti della vita, soprattutto quando inizia a presentarsi già nell’infanzia. A dimostrarlo sono i nuovi risultati che arrivano da uno studio del Center for Clinical Research and Prevention di Copenaghen, che saranno presentati nel corso dello European Congress on Obesity (Eco 2026), a Istanbul dal 12 al 15 maggio. La ricerca, realizzata studiando i profili di oltre 130mila persone, dimostra che i problemi di peso in età infantile e nell’adolescenza sono collegati a risultati inferiori nello studio, e a minori opportunità di carriera e di guadagno in età adulta, con dinamiche che variano significativamente in base al genere e al contesto familiare di origine.

Una coorte di 135mila persone

I ricercatori danesi hanno analizzato i dati relativi a 134.555 individui nati tra il 1951 e il 1991, estratti dal Copenhagen School Health Records Register. Un database che ha come punto di forza la continuità dei dati: le misurazioni di peso e altezza sono state effettuate regolarmente durante le visite mediche scolastiche tra i 6 e i 15 anni. Questo ha permesso di suddividere il campione in cinque traiettorie di indice di massa corporea (Bmi). Incrociando quindi queste informazioni con quelle relative allo status socioeconomico dei partecipanti (sia in età infantile che da adulti) contenute nei registri nazionali danesi, gli scienziati hanno potuto osservare l'evoluzione della vita dei soggetti fino ad un'età matura, valutando l'impatto della condizione fisica infantile sulla carriera accademica e lavorativa.

Il peso del contesto familiare

I risultati mostrano una correlazione inversa tra il Bmi infantile e la durata dell'istruzione, ma con una variabile inattesa: il fenomeno è più marcato nelle persone che arrivano da famiglie più agiate e di elevato status socioeconomico. Se per i figli di genitori con bassa scolarizzazione, infatti, l'obesità infantile si traduce (come media statistica) in circa 3 mesi di scuola in meno, per chi proviene da contesti familiari altamente istruiti il divario sale a 13 mesi per le donne e 12 per gli uomini. Secondo i ricercatori, questo suggerisce che le conseguenze sociali dell'obesità siano fortemente influenzate dal contesto: negli ambienti sociali più istruiti, la stigmatizzazione o la percezione negativa del peso eccessivo potrebbero avere un impatto psicologico e sociale più profondo sul percorso educativo del bambino.

Differenze di genere nel mondo del lavoro

Sul piano economico, le differenze tra i sessi diventano ancora più evidenti. Lo studio indica che le donne che hanno seguito una traiettoria di obesità durante l'infanzia hanno una probabilità nettamente superiore di essere fuori dal mercato del lavoro all'età di 50 anni rispetto alle coetanee con un Bmi medio. Al contrario, per gli uomini non è stata riscontrata una correlazione statisticamente significativa con l'esclusione dal lavoro, ma l'impatto si sposta sulla retribuzione: la riduzione del reddito per gli uomini che hanno sofferto di obesità infantile è decisamente più pesante rispetto a quella registrata tra le donne, arrivando a perdite medie superiori ai 9.000 dollari annui per chi proviene da famiglie con istruzione elevata.

Stando ai risultati della ricerca, le dinamiche familiari e sociali sembrano giocare un ruolo anche più decisivo del semplice peso corporeo nel trasformare una condizione fisica infantile, come l’obesità, in uno svantaggio economico permanente. “Questi risultati suggeriscono che le conseguenze a lungo termine dell'obesità infantile siano modellate dal contesto educativo dei genitori – sottolinea a proposito Jennifer Lyn Baker, ricercatrice dell’Università di Copenaghen che ha collaborato allo studio – indicando la presenza di ulteriori meccanismi sociali o strutturali che vanno oltre la semplice obesità”.