Presto la terapia dell’obesità potrebbe contare su un nuovo alleato, tarato per colpire in modo mirato il grasso che si accumula a livello del fegato e dell’addome. Si tratta di survodutide, un doppio agonista dei recettori di Glp-1 e del glucagone, che è appena stato messo alla prova in due studi clinici su pazienti con obesità e su pazienti con malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica (Masld). I risultati, pubblicati sul New England Journal of Medicine e su Nature Medicine e presentati al congresso dell’American Diabetes Association, segnalano che il farmaco è in grado di produrre una marcata riduzione del grasso viscerale e del grasso epatico, pur nel contesto di un dimagrimento meno importante di quello visto con altri agonisti di Glp-1.
L’azione duale sul metabolismo
Survodutide è un agonista duale: parliamo di un farmaco progettato per stimolare contemporaneamente i recettori Glp-1 e quelli del glucagone. Mentre l’attivazione del Glp-1 contribuisce a ridurre l’appetito e ad aumentare il senso di sazietà, l’azione sul glucagone interviene direttamente sul fegato, stimolando la regolazione della funzione metabolica e la riduzione dei grassi d’organo. Questa combinazione è pensata quindi per trattare l’obesità non solo come un problema di peso, ma come una patologia metabolica complessa che altera i processi con cui l’organismo elabora i nutrienti e mantiene l’equilibrio interno delle sue funzioni.
L’effetto sulla composizione corporea
Nello studio Synchronize-1, che ha coinvolto per 76 settimane adulti con obesità o sovrappeso non affetti da diabete di tipo 2, i partecipanti trattati hanno registrato una perdita di peso media che raggiunge il 13% con la dose maggiore di farmaco (e il 16,6% tenendo conto solamente di chi ha assunto il medicinale per tutto il periodo dello studio). In un altro studio, condotto tramite risonanza magnetica, il calo di peso è stato avvenuto grazie a una riduzione mirata del 34% del grasso viscerale, il tessuto adiposo più pericoloso che si deposita intorno agli organi addominali. Inoltre, i dati indicano che la perdita di massa magra ha rappresentato al massimo il 10,8% della variazione del tessuto totale, cioè molto meno di quanto si vede di solito con i farmaci anti-obesità, dimostrando che il trattamento preserva la struttura muscolare concentrando l’effetto sulla massa grassa. Nello stesso gruppo è stata osservata anche una diminuzione del 63,1% del grasso epatico.
Benefici per il fegato e tollerabilità
Il secondo studio, Synchronize-Masld, ha valutato per 48 settimane l’efficacia della molecola in pazienti con sovrappeso o obesità affetti da malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica (Masld), una condizione che colpisce fino a tre persone su quattro tra quelle con obesità e può evolvere in forme infiammatorie gravi. I dati mostrano che il 61% dei pazienti trattati ha raggiunto la normalizzazione del grasso epatico, portando il contenuto lipidico sotto la soglia del 5%.
Sul piano della sicurezza, il profilo emerso è sovrapponibile a quello degli altri farmaci basati sul Glp-1, seppur con un’incidenza di effetti collaterali non gravi più elevata rispetto ad altre molecole della stessa classe già in commercio. Gli eventi avversi più comuni sono stati di natura gastrointestinale, come nausea, vomito, diarrea e stipsi, prevalentemente di entità lieve o moderata e concentrati nella fase iniziale di incremento della dose. Il tasso di interruzione del trattamento dovuto a questi sintomi è stato del 19% nel gruppo d’intervento rispetto al 2,9% del placebo.
Cosa cambia per la salute
I dati emersi dai due studi segnalano quindi che l’assunzione di survodutide porta alla perdita di grasso viscerale ed epatico. Se infatti l’efficacia dimagrante media è risultata inferiore a quella di altri agonisti di Glp-1 già in commercio e l’incidenza di effetti collaterali più elevata, il nuovo farmaco sembra però avere un’importante azione mirata capace di ridurre in modo consistente i tessuti adiposi addominali e quelli che circondano il fegato, garantendo al contempo una perdita di massa muscolare estremamente contenuta.