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Fertilità, meno chance di avere figli se da piccole si è state sovrappeso o obese

Fertilità, meno chance di avere figli se da piccole si è state sovrappeso o obese

Uno studio su oltre sessantamila donne danesi collega l’indice di massa corporea elevato in età infantile alla mancanza di figli da adulte. Un fenomeno legato a meccanismi fisiologici ma anche sociali e psicologici

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La promozione della salute riproduttiva dovrebbe iniziare già dai primi anni di vita. È quanto emerge da una ricerca condotta in Danimarca e pubblicata sulla rivista JAMA Network Open, che dimostra come le bambine con una traiettoria di sovrappeso o obesità tra i 6 e i 15 anni mostrino una probabilità significativamente inferiore di avere figli in età adulta, rispetto alle bambine normopeso. Un fenomeno che i ricercatori attribuiscono a fattori fisiologici, così come ad aspetti sociali e psicologici.

L’analisi su oltre sessantamila donne

Lo studio nasce dalla volontà di comprendere se l’aumento del tasso di infertilità involontaria nelle società occidentali possa essere legato a traiettorie metaboliche intraprese ben prima dell’età adulta. Il tema è importante, perché le ricerche più recenti indicano che su un 20% di donne europee nate dopo gli anni ‘60 che non hanno mai avuto figli, appena il 5% non ne ha avuti per effetto di una scelta volontaria. Nel 15% dei casi, quindi, le europee senza prole si trovano ad esserlo per motivi biologici o psico-sociali (povertà, insicurezza, difficoltà nel trovare un partner...). E in un continente in cui il tasso di natalità è ormai stabilmente al di sotto del livello di sostituzione (il numero di nuovi nati necessario per mantenere stabile una popolazione), studiare i meccanismi che portano involontariamente a non avere figli ha evidentemente una forte rilevanza sociale.

Per indagare il legame tra peso nell’infanzia e probabilità di avere figli da adulte, il gruppo di lavoro ha attinto ai dati del Copenhagen School Health Records Register, analizzando i profili di 60mila donne nate tra il 1950 e il 1989. I ricercatori hanno esaminato le misurazioni annuali di altezza e peso effettuate durante le visite mediche scolastiche tra i 6 e i 15 anni, dividendo le partecipanti in cinque gruppi, legati alle loro traiettorie di indice di massa corporea (Bmi): sotto la media (22%), nella media (37%), sopra la media (25%), sovrappeso (12%) e obesità (4%). Successivamente, incrociando i dati con il Registro medico delle nascite danese per il periodo compreso tra il 1977 e il 2022, è stato possibile tracciare la storia riproduttiva di ogni donna tra i 18 e i 45 anni, valutando quante e quali avessero effettivamente portato a termine una gravidanza.

I risultati

Dall’analisi complessiva è emerso che il 78% delle donne analizzate ha avuto almeno un figlio, con un’età media al primo parto di 27 anni, mentre il 22% è rimasto senza figli. Aggiustando i risultati con metodi statistici per neutralizzare l’effetto di potenziali elementi confondenti, come l’anno di nascita o il livello di istruzione, i dati mostrano comunque una chiara associazione tra Bmi infantile elevato e minore probabilità di maternità.L’impatto appare particolarmente evidente al crescere dell’età. Nella fascia tra i 25 e i 29 anni, le donne che da bambine rientravano nella traiettoria di obesità hanno registrato una probabilità inferiore del 22% di dare alla luce un figlio rispetto a chi aveva un Bmi medio; nella fascia tra i 30 e i 34 anni, questa riduzione ha raggiunto il 42%. Per chi presentava una traiettoria di semplice sovrappeso nell’infanzia, il calo della probabilità di maternità è stato del 9% tra i 25 e i 29 anni e del 26% tra i 30 e i 34 anni.L’importanza della prevenzione

“I nostri risultati suggeriscono che modelli di indice di massa corporea meno favorevoli già dai 6 anni di età possono aumentare il rischio di non avere figli a partire dai 25 anni in poi”, spiega Dorthe Pedersen, ricercatrice del Copenhagen University Hospital – Bispebjerg e Frederiksberg, che ha collaborato allo studio. “Quando le donne raggiungono i trent’anni e in molte iniziano a cercare una gravidanza, è il momento in cui i problemi di fertilità diventano evidenti. Gli effetti del peso sulla capacità riproduttiva a quel punto potrebbero essere già consolidati. Ciò sottolinea l’importanza degli sforzi preventivi incentrati su una crescita sana fin dall’infanzia”.

La spiegazione del minore tasso di gravidanze nelle donne con Bmi elevato in età infantile non è legata però solamente agli effetti metabolici – ormai ben attestati – dell’adipe in eccesso sulla fertilità. Analizzando le diagnosi di infertilità nella coorte studiata non sono emerse infatti differenze sostanziali legate al peso corporeo infantile delle partecipanti. Questo – spiegano i ricercatori – vuol dire che molte donne nel campione studiato non hanno avuto figli non a causa di problemi di fertilità manifesti, ma piuttosto per via fattori sociali o psicologici che hanno fatto rimandare troppo a lungo la pianificazione di una gravidanza.

“Sebbene l’invecchiamento sia uno dei principali motori della mancanza di figli, e il rinvio della genitorialità fornisca sicuramente un contributo sostanziale, sovrappeso e obesità sembrano aumentare ulteriormente questi rischi attraverso vie fisiologiche e sociali, che includono possibili effetti sulla qualità degli ovociti e alterazioni ormonali”, conclude Pedersen. “È quindi preoccupante che oggi in Europa una ragazza in età scolare su tre viva in condizioni di sovrappeso o obesità”.