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Influenza, il vaccino antinfluenzale a mRna è più efficace di quelli tradizionali

Influenza, il vaccino antinfluenzale a mRna è più efficace di quelli tradizionali

Ha prevenuto il 30% di infezioni in più rispetto a un vaccino già approvato. Causa però anche più effetti collaterali, e mancano i dati sugli over 65

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I vaccini a mRna si sono imposti come golden standard per la prevenzione di Covid 19, e ora scalpitano per trovare spazio anche altrove. Uno dei campi più interessanti sono le vaccinazioni antinfluenzali, che potrebbero approfittare della flessibilità di questa piattaforma vaccinale per migliorare la scelta dei ceppi contro cui immunizzare la popolazione di anno in anno, e aumentare così l’efficacia dei vaccini. Ad oggi non esiste ancora alcun vaccino antinfluenzale a mRna approvato, ma un nuovo ampio studio clinico potrebbe cambiare la situazione: la sperimentazione, dettagliata in uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, dimostra infatti che i vaccini a mRna hanno un’efficacia superiore di più di un terzo rispetto a quelli tradizionali nel prevenire casi sintomatici di influenza negli adulti in buona salute.

Lo studio

La ricerca è un sperimentazione clinica di fase 3, che ha valutato l’efficacia relativa di un nuovo vaccino a mRna sviluppato da Pfizer confrontandolo con un vaccino antinfluenzale tradizionale e già disponibile sul mercato (il vaccino Fluzone di Sanofi). Lo studio è stato portato avanti con la collaborazione dell’azienda produttrice, Pfizer, e ha coinvolto più di 18mila americani tra i 18 e i 64 anni di età, dividendo i partecipanti in due gruppi a cui sono stati somministrati i due vaccini nel corso della stagione influenzale 2022-2023. E ha quindi valutato il numero di infezioni sintomatiche confermate nei due gruppi alla fine dell’inverno, e la frequenza ed entità degli effetti collaterali.

L’analisi si è conclusa dimostrando la superiorità del nuovo vaccino a mRna: il numero di partecipanti con influenza sintomatica è risultato inferiore del 34,5% rispetto a quanto visto con l’antinfluenzale di vecchia generazione. Anche la produzione di anticorpi è risultata non inferiore a quella dei vaccini tradizionali, ma solo nei confronti dei virus di ceppo A (di norma quelli che circolano maggiormente). Sul piano degli effetti collaterali, invece, il vaccino a mRna è risultato più problematico: i partecipanti vaccinati con questa tecnologia hanno riportato un’incidenza considerevolmente più elevata di eventi avversi di entità leggera o moderata (febbre, mal di testa, dolore al sito dell’iniezione, ecc...). Non sembrano aumentare comunque gli effetti collaterali gravi, un dato che rassicura sul profilo di rischio-beneficio del nuovo vaccino.

Le conclusioni

Secondo gli autori dello studio, i risultati dimostrano che il vaccino a mRna è una soluzione promettente per migliorare l’efficacia delle vaccinazioni antinfluenzali: si è rivelato anche più efficace del vaccino tradizionale, ed è facilmente modificabile per inserire molteplici antigeni, con cui adattarlo con più precisione ai ceppi virali circolanti per migliorandone ulteriormente le prestazioni. Potenzialmente quindi i vaccini a mRna potrebbero rappresentare un’evoluzione naturale dei vaccini antinfluenzali attuali. Ma prima, rimangono diversi aspetti che andranno chiariti ulteriormente.

Intanto l’efficacia assoluta: il vaccino influenzale della stagione 2022-2023 ha avuto un’efficacia stimata tra il 44 e il 54%, e quindi quella del vaccino a mRna, per quanto superiore, non sale oltre il 60-67%, percentuale migliore ma comunque non ottimale. Il trial ha escluso inoltre pazienti immunocompromessi, bambini e anziani. Ovvero le popolazioni per cui è indicata di norma la vaccinazione stagionale contro l’influenza.

“Sfortunatamente, una componente di questo trial (non inclusa nella pubblicazione odierna) che ha coinvolto gli over 65, i principali beneficiari degli attuali vaccini antinfluenzali, non è riuscita a mostrare un miglioramento della protezione, ottenendo un’efficacia vaccinale relativa di -5,8% [negativa, che indica quindi la superiorità del vaccino tradizionale, ndr]”, commenta a proposito Ian Barr, vice direttore del Collaborating Centre for Reference and Research on influenza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. “C’è chiaramente ancora del lavoro da fare per ottimizzare i vaccini per la popolazione anziana e per ridurre la reattogenicità di questi vaccini nei giovani adulti, prima che i vaccini a mRna siano effettivamente un’alternativa migliore rispetto ai vaccini antinfluenzali esistenti”.