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Vaccino Hpv: per il 70% dei genitori è inutile, ma potrebbe salvare 3mila persone all’anno

Vaccino Hpv: per il 70% dei genitori è inutile, ma potrebbe salvare 3mila persone all’anno

I risultati presentati dall’Istituto Superiore di Sanità sono allarmanti: la copertura vaccinale in Italia è bassa e le famiglie non sembrano a conoscenza dell’opportunità di proteggere i più giovani dai tumori causati dal virus

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In Italia, il vaccino contro l’Hpv potrebbe evitare quasi tremila decessi ogni anno causati da tumori legati all’infezione. Un dato che evidentemente non basta a convincere le famiglie: sette genitori su dieci ritengono che questa forma di prevenzione non sia efficace e, per otto su dieci, l’Hpv non rappresenta una patologia grave. Questa scarsa consapevolezza si riflette in una copertura vaccinale ancora insufficiente: solo circa la metà dei ragazzi e delle ragazze sotto i 12 anni risulta oggi adeguatamente protetta, come dimostrano i dati presentati durante il convegno “Promuovere la Salute, Educare alla Prevenzione: il Ruolo Condiviso contro l’Hpv”, svoltosi presso la sede dell’Istituto superiore di sanità (Iss).

“Siamo purtroppo ancora lontani dall’obiettivo di vaccinare il 95% dei ragazzi e delle ragazze di 11-12 anni entro il 2030 – ha sottolineato il presidente dell’Iss Rocco Bellantone in apertura dell’evento -, e restano ampie differenze nella copertura vaccinale tra una regione e l’altra. Diseguaglianze culturali e territoriali non possono né devono impedire l’accesso a questo strumento così importante. Pediatri, medici di famiglia, genitori, insegnanti, ginecologi, devono promuovere la vaccinazione perché la prevenzione è un diritto di tutti. È necessario spiegare ai ragazzi che vaccinandosi, proteggono innanzitutto se stessi e che, riducendo la circolazione delle infezioni, proteggono anche gli altri. A loro, e alle loro famiglie, chiediamo di compiere questo atto di responsabilità, che diventa anche, poi, sempre, un atto d’amore”.

L’atteggiamento dei genitori

A fotografare l’atteggiamento dei genitori è stato il progetto europeo Perch, appena concluso, e di cui l’Iss è stato capofila italiano. Oltre ai dubbi sull’efficacia del vaccino, emergono timori legati alla sicurezza: il 40% degli intervistati teme possibili effetti avversi. Il 70% segnala inoltre difficoltà nell’accesso ai centri vaccinali e sei genitori su dieci non sanno che la vaccinazione è gratuita. Non sorprende quindi che, secondo i dati del ministero della Salute, nessuna regione abbia raggiunto la soglia del 95% di copertura, con valori che vanno dal 77% della Lombardia al 23% della Sicilia.

“I motivi della bassa diffusione della vaccinazione sono legati soprattutto a una consapevolezza non sempre completa sulla pericolosità del virus e sul suo legame con lo sviluppo di tumori che causano migliaia di morti – spiega Raffaella Bucciardini, responsabile scientifica del progetto Perch -. A questo si aggiungono timori legati alla sicurezza del vaccino e ai possibili effetti collaterali. La fiducia nella sua efficacia è invece generalmente buona. Il lavoro è quindi, innanzitutto, quello di capovolgere queste percezioni attraverso un’informazione corretta e basata su evidenze”.

Vaccinare a scuola funziona

Un esempio concreto di come aumentare le coperture arriva infine dalla vaccinazione a scuola. Un progetto pilota realizzato dalla Asl di Taranto, sotto il coordinamento della Regione Puglia, ha coinvolto 29 istituti scolastici: tra gli 11 e i 12 anni, la copertura per il ciclo completo è salita dal 57% al 73% tra le ragazze e dal 45% al 67,4% tra i ragazzi, dimostrando l’efficacia di portare la prevenzione direttamente negli ambienti scolastici.