L'ODORATO di un bimbo con lo spettro autistico può diventare un indicatore precoce dello sviluppo del disturbo? E' quanto sembra confermare lo studio apparso su Current Biology-Cell Press Journal: di fronte a miasmi e cattini odori i bambini con spettro autistico respirano come quando si odora una rosa, mentre tutti gli altri cercano di limitare l'introduzione di aria dal naso. "Questo fatto pone le base per un test non verbale legato all'odorato che potrebbe essere un utile indicatore precoce di un disturbo dello spettro autistico", sostengono i ricercatori israeliani del Weizmann Institute of Science. L'olfattometro. Già precedenti studi avevano messo in evidenza alterazioni a livello cerebrale legate al coordinamento dei sensi (anche l'odorato) e delle azioni nel disturbo autistico. "La differenza nel modo di odorare tra i due gruppi sembra essere solo una questione di intensità", segnala la ricercatrice Noam Sobel che insieme a Liron Rozenkrantz e altri colleghi ha preso in esame 36 ragazzini (media di 7 anni), divisi in due gruppi da 18 (17 bambini e una bambina) con e senza diagnosi di autismo e valutato con strumenti le reazioni dell'odorato a stimoli olfattivi. Sono stati utilizzati tubicini nasali che emanavano odori buoni o cattivi e un olfattometro adattato mentre i bambini erano seduti per 10 minuti a vedere un cartoon davanti ad un computer. Mentre il gruppo "normale" ha riorganizzato la propria modalità di annusare in 305 millisecondi in caso di cattivo odore, il gruppo con spettro autistico non ha mutato affatto la capacità di inalare nell'81% dei casi, una proporzione talmente larga da dividere nettamente i bambini in base alla diagnosi da spettro autistico. Un test veloce?. I ricercatori segnalano che il fenomeno diventava più evidente con il crescere dei sintomi autistici su base sociale piuttosto che su quella di menomazioni motorie. E' la strada per un test veloce e precoce? Ancora non si può dire, si affrettano a commentare i ricercatori. "Possiamo identificare l'autismo e la sua gravità con significativa approssimazione in meno di 10 minuti usando un test non verbale e che non comporta alcun compito da seguire per il bambino", si sofferma Sobel, "e questo accende la speranza per lo sviluppo di strumenti diagnostici fin dalla prima infanzia, a piccoli di 5 mesi. Ma serve ancora tempo". Primo passo: capire se questo strumento di valutazione e risposta all'inalazione riguarda solo l'autismo od anche altri disturbi del neurosviluppo e fino a che età precoce si potrebbe utilizzare. Ed ancora più urgente la domanda se una menomazione olfattiva è il cuore del sintomo sociale nell'autismo". I dati. dati sull'autismo, o meglio, sui disturbi dello spettro autistico, sono ancora insufficienti, anche se esiste un dato costante di aumento nell'ultimo decennio. L'Istituto Superiore di Sanità segnala come " disturbi dello spettro autistico (ASD), caratterizzati da una grave compromissione delle relazioni sociali, perseverazione e deficit di comunicazione, come un disturbo pervasivo dello sviluppo con una prevalenza riportata in stime che vanno da 1/150 a 1/88". Secondo varie associazioni di familiari "se si applica la stima di prevalenza Usa si può ipotizzare che in Italia tra le 550 e le 600mila famiglie convivono con questa patologia".