Il Gusto

A Roma, passando da Zagarolo a Mumbai, per una cucina romano-cosmopolita

A Roma, passando da Zagarolo a Mumbai, per una cucina romano-cosmopolita
Lo chef del Tordomatto, dopo una serie di esperienze in giro per l'Italia e in India, torna a casa per esprimersi in piatti che parlano in romanesco, con accento esotico. Seguici anche su Facebook
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Nato con la valigia. Non un semplice gioco di parole, ma la sintesi estrema della vita di Adriano Baldassarre, cuoco di talento che la carriera ha sballottato in giro per il mondo alla ricerca di una serenità che oggi sembra finalmente in punto d'arrivo.

Svezzato a Labico da Antonello Colonna dopo un anno con Giorgio Locatelli a Londra, nel 2004 Adriano apre il suo primo "Tordo Matto" a Zagarolo, e ci mette poco a raccogliere consensi. Poi qualcosa scricchiola e nel giro di un lustro il locale serra i battenti, costringendo Adriano a viaggiare lungo una serie di avventure più o meno fortunate. Tivoli, Roma, Vallefredda, Pescara... fino a Mumbai, dove rimane due anni ai fornelli dell'Hotel Oberoi.

Ed è al ritorno dall'India che Adriano mette in piedi il suo progetto della maturità, il "tordomatto", tutto minuscolo e tutto attaccato per sottolineare l'evoluzione avvenuta rispetto alla parentesi di Zagarolo. Cucina e sala si assomigliano, connotate di rustica eleganza che suggerisce una natura complessa nel pensiero ma semplice nel risultato.
Che si scelga il veloce menu "del mercato" a 25 euro, il più ampio "mozzichi e bocconi" (80 euro per 10 portate), o quello dei "classici" a 45 euro, i piatti a cui si va incontro parlano un dialetto romano reso cosmopolita da riletture intelligenti, come nel caso degli agnolotti cacio e pepe con patata viola e baccalà (grattugiato a guisa di pecorino).

Le suggestioni sono varie, da quelle più personali che danno vita all'ostrica con cotenna di maiale e cipollotto fermentato, a quelle orientate verso il Sud Italia (godibile e centrato il raviolo di melanzana affumicata con succo di pomodoro e basilico), fino a quelle che ammiccano al Nord Europa come i funghi di pioppo con aglio nero, mandorle, sedano e gel di timo (peraltro il piatto meno emozionante). Cantina e sala in mano al bravissimo Simone Romano, ragazzo di cui vale la pena segnarsi il nome. È nato con la valigia, Adriano Baldassarre, ma ora l'ha posata e merita una visita.

Tordomatto ristorante
Via Pietro Giannone 24 - Roma
Tel. 06.69352895