Omacasè, chi si rivede. Era a Brera, in via San Fermo della Battaglia, forse il primo esempio milanese di trattoria giapponese vera, con piatti della cucina gapponese “normale”, non sushi e sashimi ma maialino, pollo e altre cose cucinate e la possibiità di optare per la formula che dà il nome al locale, usata in Giappone per dire allo chef di fare a modo suo, scegliendo le portate da mandare in tavola: così si avrà il cibo del giorno, scelto da chi lo ha preparato.
Adesso la signora Chinatsu e il marito, lo chef Shoichi Shimizu, si sono trasferiti all’inizio della Darsena. Ma, dopo qualche mese, dalla lista sono spariti i piatti di carne e si è ampliato l’elenco di sushi e maki. Perché, ahimè, i clienti snobbavano le cose più insolite, preferendo i banali sushi e sashimi, proposte standard di ogni “giapponesemilanese”. Segno che c’è ancora molto da capire sulle cucine degli altri.
Su prenotazione, però, lo chef prepara volentieri quei piatti caldi e gustosi. Il locale è gradevolmente semplice, ha un piccolo soppalco con qualche coperto e tavoli all’aperto. Stoviglie bellissime per servire antipasti di pesce, tofu, verdure croccanti, tutto di buona qualità; poche cose calde come polpette di salmone o tagliata di branzino (sottile, leggera, gustosa) o tempura.
E, oltre al già citato pesce crudo e riso in diverse combinazioni, le sontuose zuppe: udon o ramen in brodo saporito con l’aggiunta di verdure, gamberi o altro che possono anche essere un buon piatto unico. Con una scelta di dessert “nipponizzati” (come la crème caramel al tè verde) e una carta dei vini non vasta ma varia.
Omacasè
piazzale Cantore/corso Colombo 1
Tel. 02.58102233
Chiuso lunedì
(16 giugno 2016)
Adesso la signora Chinatsu e il marito, lo chef Shoichi Shimizu, si sono trasferiti all’inizio della Darsena. Ma, dopo qualche mese, dalla lista sono spariti i piatti di carne e si è ampliato l’elenco di sushi e maki. Perché, ahimè, i clienti snobbavano le cose più insolite, preferendo i banali sushi e sashimi, proposte standard di ogni “giapponesemilanese”. Segno che c’è ancora molto da capire sulle cucine degli altri.
Su prenotazione, però, lo chef prepara volentieri quei piatti caldi e gustosi. Il locale è gradevolmente semplice, ha un piccolo soppalco con qualche coperto e tavoli all’aperto. Stoviglie bellissime per servire antipasti di pesce, tofu, verdure croccanti, tutto di buona qualità; poche cose calde come polpette di salmone o tagliata di branzino (sottile, leggera, gustosa) o tempura.
E, oltre al già citato pesce crudo e riso in diverse combinazioni, le sontuose zuppe: udon o ramen in brodo saporito con l’aggiunta di verdure, gamberi o altro che possono anche essere un buon piatto unico. Con una scelta di dessert “nipponizzati” (come la crème caramel al tè verde) e una carta dei vini non vasta ma varia.
Omacasè
piazzale Cantore/corso Colombo 1
Tel. 02.58102233
Chiuso lunedì
(16 giugno 2016)