Il Gusto

In Alta Badia va in scena la festa gourmet del "chilometro vero"

Matteo Metullio (foto tratta dal sito dell'Hotel Ciasa Salares)
Matteo Metullio (foto tratta dal sito dell'Hotel Ciasa Salares) 
Lo chef Matteo Metullio dellla Siriola del Ciasa Salares ha chiamato a raccolta 15 cuochi e 15 produttori di vino che condividono la sua filosofia: "Valorizziamo tutte le eccellenze, senza precluderci nulla". Seguici anche su Facebook
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Sarà la festa del chilometro vero. Per chiudere al meglio la stagione, la famiglia Wieser e lo chef Matteo Metullio hanno pensato di chiamare domenica in Alta Badia al Ciasa Salares (Armentarola, San Cassiano) altri quindici chef e quindici produttori tra vino, distillati, formaggi e salumi per una dodici ore all’insegna del cibo, “rigorosamente d’eccellenza” spiega Metullio. Si parte alle ore 13 in cortile e si chiude a notte nel wine bar.

Apre Andrea Irsara della Stua Dla La dell'hotel Gran Ander di Pedraces e chiudono i padroni di casa, Metullio e Gianluca Furlan, in mezzo tra gli altri anche lo stellato Lionello Cera dell’Antica Osteria da Cera (Lughetto di Campagna, Venezia), Paolo Parisi (Le Macchie, Usigliano di Lari), Mauro Rastelli (Il Capanno, Spoleto), Mari Vedovelli e Susanna Tezzon (Il Giardino delle Esperidi, Bardolino), Luciana Cerbini (Casa Gola, Bevagna), Nicola Zanetti e Davide De Pra (Salares e la Siriola), Fabrizio Mantovani (Fm con gusto, Faenza), Giuseppe Zen (Mangiari di Strada, Milano), Simone Padoan (Pizzeria I Tigli, San Bonifacio).
Andrea Irsara (foto tratta dal sito dell'Hotel Gran Ander)
Andrea Irsara (foto tratta dal sito dell'Hotel Gran Ander) 
 “Abbiamo chiamato amici, persone che sposano la nostra filosofia, chef e produttori. Vogliamo condividere con loro e con le altre duecento persone che saranno con noi il nostro percorso, cominciato quattro anni fa”. Un punto di arrivo? “Tutt’altro. Un punto di ripartenza. Quando avevamo cominciato a parlare di chilometro vero c’erano state polemiche, la mia gioventù mi aveva portato a un’uscita infelice e non era certo mia intenzione mettermi a criticare professionisti eccellenti che avevano esperienza e titoli. Voleva solo essere un richiamo alla valorizzazione in toto delle eccellenze senza precludersi nulla. Sono convinto che adesso il messaggio sia stato capito in pieno. E che quindi da questo messaggio possano nascere ulteriori novità per la cucina del futuro”.

Ricerca continua della qualità non vuol dire fermarsi al proprio territorio. “Il territorio ha la priorità, così come il prodotto italiano. Ma ormai tutti viaggiamo, ci confrontiamo, assaggiamo. Allora perché privarci di nuove sensazioni? Le rassegne più importanti sul cibo, penso a Identità Golose e anche alla Chef’s Cup prima e a Care’s, per rimanere nelle mie zone, hanno aperto al mondo, ci frequentiamo con chef di tutti i Paesi. Lo scambio è bellissimo, lasciamoci influenzare magari proprio per esaltare ancora di più le nostre qualità, la nostra italianità”.
Intanto, festa, per chiudere la stagione invernale. “Spero che tutti si divertano, noi che lo facciamo e gli amici che gusteranno l’intera giornata. Ci sarà la musica, chef e produttori saranno a disposizione di tutti per spiegare e ascoltare. Per un futuro della cucina sempre più concreto e buono”.