La cucina pugliese (contemporanea) ha un re, e il suo nome è Angelo Sabatelli
Enzo e Paolo Vizzari
A Putignano in provincia di Bari, un ristorante di rara piacevolezza, elegante ma di sostanza, con piatti "leggibili" anche se filtrati dalla fantasia. Seguici anche su Facebook
Aggiornato 1 minuti di lettura
Una decina di chilometri separano la scuola alberghiera di Castellana e palazzo Romanazzi Carducci nel bel centro storico di Putignano.
Angelo Sabatelli ha impiegato trentacinque anni per percorrerli, passando per Monopoli e dintorni, Roma, Djakarta, Shanghai, Mauritius, ancora Monopoli... da ragazzino tuttofare in cucine di paese a più brillante interprete della cucina pugliese contemporanea, accumulando esperienze e suggestioni, studiando contaminazioni, sperimentando piatti.
La Puglia, di terra e di mare, come riferimento, non come vincolo e limite. Il risultato si misura oggi, a Putignano: una cucina di rara piacevolezza, elegante ma di sostanza, "leggibile" anche se filtrata dalla fantasia e sorretta da saldissima tecnica.
Una cucina che mette d'accordo chi non sa rinunciare al richiamo di una certa "pugliesità" di maniera con chi, invece, cerca sapori, accostamenti e presentazioni originali.
Quasi imbarazzante può così risultare la scelta fra i due menu (Solo Pesce, 60 euro, e I Classici, 100 euro) e i piatti della carta.
Imbarazzante perché soltanto nei menu si trovano il conturbante "negativo dell'omaggio a Monk", cioè funghi cardoncelli, gamberi rossi, crema di patate, "liquirizia di mare", e l'imprevedibile "riso, patate e cozze", dove il riso è soffiato.
Ma chi opta per la carta anziché per i menu può premiarsi con la disarmante perfezione gustativa del "bianco e nero di melanzana arrosto"; con l'"astice fritto allo yuzu", dove l'astice è trattato in magistrale tempura; con l'intensità dei sapori e degli umori di un piatto di scuola come il "piccione arrosto, nocciola e molto altro...".
Piena soddisfazione per chi cerca e trova la Puglia, by Sabatelli beninteso, nei "cavateli con frutti di mare e cicoria su crema di fave" o nelle "orecchiette con ragù +30 e fonduta di canestrato". In sintonia con il fascino austero dell'ambiente, il servizio preciso e professionale guidato da Laura, moglie di Angelo, e la profonda cantina, amministrata dal sommelier Gianni Tortora.