La lotta agli sprechi portata avanti dallo chef modenese non si è fermata. Dall’esperienza milanese è nata Food for Soul, l’associazione no-profit fondata dallo stesso Bottura per incoraggiare la creazione di mense comunitarie in tutto il mondo, stanno nascendo in tutto il mondo realtà che vogliono dare dignità alle persone attraverso la bellezza dei luoghi e la cucina di qualità.
Bottura, un grande chef per la mensa dei poveri: l'avventura del Refettorio è un film
Durante i Giochi Olimpici di Rio del 2016 è nato il RefettoRìo Gastromotiva, una mensa che ha riutilizzato il cibo in eccesso nel villaggio Olimpico ricavandone circa 3000 pasti per i poveri. Messo in piedi in soli 55 giorni, il RefettoRio aveva come obiettivo quello di sfruttare la più grande manifestazione sportiva del mondo per lanciare un messaggio contro gli sprechi alimentari. Ma a Bottura il Brasile non è bastato. Nel giugno 2017, la fondazione di Bottura ha messo in piedi il Refettorio Felix presso il Centro St Cuthbert in Earl’s Court, a Londra. Qui alcuni chef di caratura mondiale, da Alain Ducasse a Enrico Cerea, da Claire Smyth a Margot Henderson, hanno messo a disposizione il proprio talento per i meno abbienti.
Ora Bottura punta a Parigi, dove vuole aprire una mensa per poveri nella cripta della Chiesa della Madeleine. La cripta ospita già un ristorante, Foyer de la Madeleine, e stando a quanto riporta la stampa francese le discussioni preliminari tra Food for Soul e chi gestisce il ristorante per aprire il Refettorio nella cripta hanno già avuto esiti positivi.
Ifa 2017, lo chef Bottura: "Siamo artigiani che rompono muri, facciamo entrare i rifugiati"
L’apertura del Refettorio parigino è prevista per marzo e conta di accogliere tra le 70 e le 90 persone svantaggiate per ogni pasto. Le persone che hanno diritto ad usufruirne saranno indicate dalle Ong che lavorano sul territorio. Ma non chiamatela mensa per poveri. A farla da padrone sarà infatti la cucina di qualità, grazie al contributo volontario di soli chef francesi addestrati da chef stellati francesi.
Del resto, come aveva detto lo stesso Bottura all’apertura del Refettorio milanese: "Cucinare è un atto d'amore, anche quando lo si fa con una crosta di pane, questo è il dono di bellezza che abbiamo voluto fare alle anime fragili della città".
I finalisti del Basque Culinary World Prize, cuochi attivi nel sociale
Niko Romito è tra i 10 finalisti del Basque Culinary World Prize, premio che valorizza il lavoro di cuochi che attraverso la gastronomia contribuiscono al miglioramento di altri aspetti della società. Il Premio è organizzato dal CCB - Centro Culinario Basco e i finalisti sono stati annunciati nel corso di un evento tenuto al Palacio Miramar di San Sebastián. Il vincitore sarà scelto da una giuria costituita dai più importanti chef ed esperti nel settore della cultura del cibo (da Elena Arzak a Massimo Bottura, da Alice Waters a Ferran Adrià, da Gaston Acurio a Heston Blumenthal, da Jamie Oliver a Rene Redzepi) e verrà nominato il 18 luglio a Città del Messico. Il premio, dell’importo di 100mila euro dovrà essere devoluto per un progetto o un’istituzione scelto del vincitore. Ecco chi sono gli chef che si contendono la vittoria (anche se, in questo caso sono davvero già tutti vincitori)